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[Recensione] Marvel’s Inhumans 1×01-02 – Un debutto che non convince

  • di Luca Brindani
  • 30 settembre 2017
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Finalmente vede la luce Marvel’s Inhumans, progetto atteso dai fan, i quali sono stati stuzzicati negli anni dall’apparizione di Kree e Inumani persino su Agents of SHIELD e purtroppo lo fa in modo insoddisfacente. 

La serie non nasce sotto i migliori auspici, voluti solo da Ike Perlmutter, gli Inumani sarebbero dovuti entrare a gamba tesa nell’MCU, peccato che a seguito della scissione tra Marvel Studios e Marvel Television nel 2016 e così con un già nutrito gruppo di Inumani presentati sulla serie di ABC, Agents of SHIELD, Disney e Marvel cancellano il progetto del film per trasformarlo in una serie tv, curata da Scott Buck(Marvel’s Iron Fist) e che recluta nel suo cast attori per lo più sconosciuti al grande pubblico, eccezion fatta per Iwan Rheon che avrebbe interpretato Maximus.

La trama possiamo dire si ispira in modo molto libero a Inhumans di Paul Jenkins e Jae Lee, miniserie in 12 numeri, pubblicata all’inizio del 2000 per Marvel Knights, quindi diretta ad un pubblico “maturo”, per questo viene la necessità di coniugare elementi politici e supereroismo per poter riuscire a creare un prodotto che possa andare in onda su ABC, senza visti di censure di alcun genere e qui abbiamo già il primo errore della serie.

 

A seguito di un colpo di stato, perpetrato da Maximus Boltagon, Freccia Nera, la moglie Medusa e il resto della famiglia reale degli Inumani sono costretti a scappare sulla terra dalla città di Attilan, attualmente nascosta agli occhi degli umani sulla parte blu della Luna,il tutto avviene mentre un programma spaziale con sede alle Hawaii sta monitorando proprio quella zona del satellite terrestre. 

La trama dunque non si discosta molto da quello che potevo essere un buon racconto su un “primo incontro”, se non fosse che arriva dopo anni che questi esseri con superpoteri girano sulla terra e quindi può solo prevalere la paura. L’idea che viene trasmessa in questo pilot, estremamente lento, è che la sceneggiatura sia un allungamento di quello che doveva essere in linea generale la struttura del film, con introduzione, sacrificata molto, parte centrale, con azione e collegamenti alla continuity dell’universo cinematografico e parte finale. Certamente non ci è dato sapere come si evolverà il corpo centrale, siamo solo agli inizi, ma a quanto pare sarà quasi completamente ambientato sulla terra e dà quel poco che si è visto avrà maldestri tentativi di nascondere la presenza degli Inumani più altolocati all’audience normale, in modo che se per caso la serie non si trascinerà oltre gli 8 episodi previsti si potrà soprassedere.

Il cast scelto, Rheon a parte, è una grandissima lacuna del pilota, infatti quello che subito viene avvertito dallo spettatore quando si trova ad assistere al primo confronto tra Maximus e Freccia Nera(Anson Mount) è come il re Inumano mostri pochissimo carisma ed abbia una espressività pari a quella di una statua in confronto invece all’attore Britannico che almeno cerca di dare uno spessore al personaggio di Maximus, ahimè anche lui edulcorato per venire incontro alle esigenze del network; Medusa interpretata da Serinda Swan non riesce neanche lei a convincere, dovrebbe essere la portavoce del re, il quale non può parlare a causa del suo potere distruttivo donatogli dalla terrigenesi. Infatti la Swan cerca di passare per donna forte e consigliera del re, ma non ci riesce, perché allo spettatore l’attrice non riesce a trasmettere il minimo senso di leadership o strategia. Il resto del cast non è si può dire quasi pervenuto in questi due episodi, a parte forse, il Karnak di Ken Leung, che sarebbe anche figo se non fosse stato reso come un maestro di arti marziali al limite dello stereotipo, quando sappiamo tutti, o almeno chi ha letto i fumetti, che Karnak non è solo un abile combattente, ma anche un inumano decisamente pericoloso e subdolo quasi ai livelli di Maximus.

La regia messa in atto da Roel Reine non ha guizzi e non riesce neanche a tenere lo spettatore attaccato alla sedia, nemmeno durante le scene d’azione che usano, in modo inutile e nocivo(dato la CG non proprio ben fatta), gli slow motion. Proprio la parte tecnica per una serie tv “evento” come è stata definita, dovrebbero esserne il punto forte sono fallaci e non riescono a catturare quel misticismo tipico degli Inumani dei fumetti, che qui anche a livello di costumi, strutture e modo di agire sembrano degli X-Men dei poveri.

Alla fine dell’ora e venti del pilot sembra di essere di fronte ad un progetto molto ambizioso, in cui però non si è creduto abbastanza, che ha cercato di fare della sua forza la tecnologia utilizzata,ossia l’IMAX, senza concentrarsi su altri aspetti come la sceneggiatura, la regia e sopratutto il cast.

Purtroppo se questo è l’inizio per la famiglia reale degli Inumani nell’MCU è molto facile che possano presto scomparire nel nulla, come dal nulla sono arrivati.

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