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[Recensione] Marvel’s Runaways 1×01-03 – Il Teen Drama supereroistico che funziona

  • da Luca Brindani
  • 26 novembre 2017
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Questa settimana sono andate in “onda” su Hulu, le prime 3 puntate della prima stagione di Marvel’s Runaways, nuova serie parte del Marvel Cinematic Universe prodotta da Marvel Television, ABC Signature Studios e Fake Empire, e vede Josh Schwartz e Stephanie Savage come showrunners.

La serie inizialmente doveva essere un film a basso budget per Marvel Studios per poi a seguito della diatriba tra Marvel Studios e Marvel Television è diventato un progetto televisivo per Hulu.

La serie vede protagonisti un gruppo di ricchi ragazzi di Los Angeles: Alex Wilder (Rhenzy Feliz), Nico Minoru (Lyrica Okano), Karolina Dean (Virginia Gardner), Gert Yorkes (Ariela Barer), Chase Stein (Gregg Sulkin) e Molly Hernandez (Allegra Acosta) che dopo una riunione del gruppo a due anni dalla scomparsa di Amy Minoru, una loro amica e sorella di Nico, sorprendono i loro genitori, esponenti dell’associazione P.R.I.D.E., usare una cena di beneficenza dell’associazione come copertura per un brutale rituale sacrificale. Inizia così il loro ciclo di disavventure, che li metterà sulla strada della scoperta dei segreti dei propri genitori, segreti che potrebbero aver portato alla morte di Amy e anche a quella dei genitori dei Molly.

I primi due episodi andate in onda su Hulu costituiscono un piccolo arco introduttivo per la serie: le prime due puntate, Reunion e Rewind, narrano la stessa porzione di storia vista dai punti di vista dei due gruppi di personaggi principali, ossia i ragazzi e i proprio genitori; mentre il terzo episodio, Destiny, porta avanti la trama del gruppo che cerca di scoprire la verità sui propri genitori e su PRIDE.

La serie si presenta come un solido teen drama con un gruppo di personaggi che, seppur riluttante a collaborare, riesce ad instaurare una buona chimica.  Schwartz e Savage costruiscono una serie incentrata sullo scontro tra due generazioni, riportando quindi in auge un topos tipico della cinematografia anni 90, in cui spesso i ragazzini entravano in contrapposizione con i loro familiari perché vedevano la vita e il futuro in modo diverso, stavolta però al mix vengono aggiunti super poteri, culti e un contesto molto ampio in cui scavare.

Gli attori che interpretano la parte giovanile sono tutti abbastanza bravi, seppur con margine di possibile miglioramento, ma per come vengono scritti funzionano e sono incredibilmente rispettosi della loro controparte fumettistica (Eccezion fatta per Molly, qui reinventata come Molly Hernandez da Molly Hayes, per via delle origini mutanti del personaggio originale, legate quindi alla 20th Century Fox. Molto divertenti anche i siparietti che si vengono a creare tra Gert e Chase, due personaggi che anche nei fumetti hanno dimostrato di avere un buon feeling e che qui sta venendo sfruttato senza scadere nel ridicolo ma apportando alla serie buona parte della verve comica della serie originale. Mentre per quello che riguarda la parte adulta per ora abbiamo visto molto poco, il personaggio decisamente più interessante è Victor Stein, interpretato da un grandissimo James Marsters, inquietante e  spietato al punto giusto.

La regia di Runaways non è eccessivamente elaborata, ma accompagna la narrazione e permette allo spettatore di seguire la storia senza distrazioni  troppi elementi. La serie non manca poi di una componente fondamentale per una prodotto tv supereroistico: una gestione semplice ma efficace della componente action, per ora ridotta al minimo.

Gli effetti speciali non sono neanche troppo scabrosi per una produzione televisiva, si vede che i produttori hanno voluto investire in parte anche nel comparto di VFX senza però concentrare tutto il budget delle location, la cui penuria di location non viene fatta assolutamente sentire.

Ma l’effettivo punto di forza della serie dimostrata da queste tre puntate è il riuscire a non prendersi troppo sul serio ma ancorandosi ad una realtà molto più vicina a noi di quella mostrata dai film Marvel o anche da altre serie tv come Agents of SHIELD, infatti sembra molto più uno spin off dell’arco narrativo di Ghost Rider della stagione 4 di AOS più che un progetto legato al Marvel Cinematic Universe e questo è decisamente un bene.

Sicuramente a noi ha convinto e continueremo a seguirla fino al termine della prima stagione.

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