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[Recensione] Mister Miracle: Volume 1 di Tom King e Mitch Gerads – Nuovo Testamento Kirbyano

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • 28 Giugno 2018
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Mister Miracle

Dopo il grande successo riscosso da Visione, Tom King torna con una nuova mini-serie di 12 numeri, questa volta targata DC Comics, dedicata a Mister Miracle. Ad accompagnare King in questa nuova impresa abbiamo uno dei suoi fedelissimi, Mitch Gerads, già disegnatore di Sheriff of Babylon.
Ma prima di iniziare facciamo un po’ di chiarezza, chi è Mister Miracle? Scott Free, conosciuto con il nome di Mister Miracle, è un personaggio creato dal genio del Re, Jack Kirby, egli è il figlio dell’Altopadre ed erede al trono di Nuova Genesi, mondo perennemente in lotta con Apokolips, il pianeta fiammeggiante governato dal feroce Darkseid. L’Altopadre e Darkseid, nel tentativo di arrestare la sanguinosa guerra che aveva spazzato via buona parte dei 2 eserciti, decisero di scambiare i propri figli. Così facendo Orion, secondo figlio di Darkseid fu affidato all’Altopadre che lo crescette nell’amore e in tutti gli agi possibili, mentre Scott fu affidato al feroce Darkseid che lo crescette con violenza affidandolo alle grinfie di Nonnina Cara. Qui Scott inizio ad apprendere le abilità della fuga che lo portarono, da lì a poco, a diventare un escapista infallibile, a tal punto da cercare, proprio nell’incipit di questa storia, di sfuggire alla morte tentando il suicidio.
Jack Kirby aveva un famoso detto: “I fumetti ti spezzeranno il cuore“. Col senno di poi, Kirby probabilmente si riferiva al modo in cui, all’epoca, le grandi case editrici trattavano gli autori, senza preoccuparsi troppo di ricompensare in modo commisurato i loro sforzi… ma Tom King e Mitch Gerads hanno saputo infondere il sopracitato detto Kirbyano nella loro personale visione di uno dei personaggi più famosi ed affascinanti nati dalla mente del Re dei fumetti: Mister Miracle.
La serie di King e Gerads si è rivelata, fin dal primo numero, fedele in tutto e per tutto al lavoro di Kirby. Nonostante i due autori cerchino spesso di impreziosire il già incredibile lavoro di Kirby con delle trovate molto interessanti, le linee guida che hanno dato vita al Quarto Mondo sono perennemente presenti e tangibili, sia dal punto di vista grafico che da quello narrativo. King ci porta a riflette sul come possa un Dio concepire l’idea stessa di teologia e su cosa significhi rappresentare l’incarnazione stessa dell’esistenza messa in perenne contrapposizione contro coloro che, al contrario, sono l’incarnazione della fine di ogni cosa. A ciò si unisce un viaggio attraverso la malinconica esistenza di Scott Free, un uomo che, pur essendo in grado di fuggire da ogni pericolo gli venga anteposto, non riesce a sentirsi libero.

Il tentativo della serie di conciliare la visione cosmica e grandiosa dell’esitenza divina, con la quotidianità della vita coniugale di Scott e Barda, rendono la serie funzionale sotto più punti di vista. Quando parliamo di Quarto Mondo, ci riferiamo a 4 differenti serie che si incrociano tra loro, completandosi, Mister Miracle di King e Geards è l’esatto contrario. Se scorporassimo le linee di trama che compongono la storia, otterremmo quattro storie differenti: una slice of life in cui una coppia cerca di ricreare la propria vita coniugale, una serie super-eroica in cui una coppia di eroi simili ma nel contempo molti diversi lottano contro nemici di natura cosmica, una storia introspettiva sul significato dell’esistenza divina con diversi rimandi alla filosofia Kantiana e Cartesiana, ma anche un fumetto super-eroico del taglio “golden age” in cui il protagonista è sia un eroe che un circense, intento sia a sconfiggere i suoi nemici che a far incassare il più possibile al botteghino. Di ciò, la cosa che lascia sbalorditi è che, a prescindere dalla chiave di lettura, la serie funziona comunque e parecchio.
La sceneggiatura di King è una visione molto dolce su uno dei romanzi rosa più duraturi del DC Universe – che dopotutto è anche sopravvissuto all’ira del New 52. Riesce a trasportare il lettore al centro della storia, farcendogli vivere in prima persona le vicende del protagonista, portando ad ampie riflessioni sulla vita. L’ossessione e l’angoscia sono solo due delle sensazioni che proverete durante la lettura, e come potrebbe non essere così, quando il protagonista assapora ogni momento della sua vita con la consapevolezza che potrebbe essere l’ultimo?
Il comparto grafico è semplicemente ineccepibile. L’approccio di Gerads come One Man Army Corp del disegno, non manca mai di impressionare il lettore. Le sue pagine metodicamente costruite ingabbiando l’escapista in una griglia da 9 vignette, mantengono la storia fluente, con un giusto, misurato e costante passo. Il suo uso del colore non manca mai di creare l’atmosfera giusta. I vari effetti di distorsione sembrano rappresentare un sottile promemoria sul fatto che dovremmo sempre mettere in discussione la veridicità di questa storia e quanto (o se) essa stia davvero influenzando gli avvenimenti dell’universo di cui fa parte.
Menzione d’onore per le “scene mute” d’amore tra Barda e Scott.Visivamente, questi momenti si distingue dal resto del fumetto a causa della natura sessualmente carica delle immagini. Gerads rende la passione tra Scott e Barda tangibile e sentimentalmente carica. L’idea di inserire qualche pesante elemento BDSM, risulta così ben attinente ai due personaggi e talmente ben inserito, da non snaturare il comparto emotivo della scena. Al crontrario, l’insieme mette in evidenza il costante rapporto di fiducia e sfida che permea il rapporto tra Scott e Barda.
È tanto giusto quanto ironico che l’unica serie DC Comics attualmente in grado di compere competere con Batman sia un’altra epopea firmata da Tom King. Mister Miracle offre uno sguardo intimamente carico e introspettivo della storia d’amore tra Scott Free e Barda. Umorismo, sex appeal, guerre cosmiche, vita coniugale e teologia, il tutto in una singola serie. Serve davvero dire altro?

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