June 20, 2018
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[Recensione] Nailbiter Vol.1 – Scorrerà il Sangue

  • da Luca Brindani
  • 23 marzo 2017
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E’ il 1991 quando esce nelle sale di tutto il mondo Il Silenzio degli Innocenti di Jonathan Demme con Jodie Foster ed Anthony Hopkins, da quel momento il personaggio di Hannibal Lecter non solo entra nell’immaginario collettivo ma da il via ad una “moda” , quella dei thriller con una spiccata propensione a raccontare quanto di contorto si cela nella mente dell’assassino, escono film quindi come Se7en di David Fincher, Il Collezionista di Ossa di Philip Noyce e così via. Ben prima del ’91 erano già stati prodotti film con assassini seriali ma mai tanti come nel periodo successivo all’uscita di quello che diventerà un vero e proprio cult.

Nailbiter, di Joshua Williamson e Mike Henderson, è l’estremizzazione di quella moda che ha colpito il cinema e la televisione statunitense.

La cittadina di Buckaroo, in Oregon, ha dato i natali a ben sedici dei peggiori assassini seriali del pianeta ed ora l’agente Nicholas Finch dell’NSA si ritrova in quella inquietante cittadina per indagare sulla scomparsa di un suo amico. Finch sarà costretto a collaborare con lo sceriffo Crane della polizia locale, di una studentessa delle superiori e dovrà a malincuore accettare l’aiuto del famigerato Edward “Mangiaunghie” Warren, l’ultimo dei cosiddetti “macellai di Buckaroo”. Ma effettivamente qualcosa di inquietante in quella cittadina c’è e Finch lo nota sin da subito, quando al suo arrivo, sembra che si risvegli una forza omicida.

La serie di Williamson rielabora una consistente mole di informazioni derivate da indagini circa veri serial killer e dalle opere cinematografiche e letterarie facendo trapelare le sue influenze all’interno di quel mondo immaginario che si è creato intorno a questi fenomeni mostruosi, ponendo così al centro un rompicapo, un enigma da risolvere ancora più inquietante del crimine stesso, ossia l’origine del serial killer.

La cittadina di Buckaroo è  circondata da un alone di morte, tutto ricorda l’orrore che ne è scaturito, normalmente ci si distanzia dagli atti crudeli di singole persone, ma qui gli abitanti e le eminenze locali non fanno altro che abbracciarne il ricordo per poter tenere ancora in vita un piccolo paese che muore piano piano, una cittadina che sembra come un’altra ma che ha nelle radici il male annidato.

Williamson e Henderson estremizzano il concetto di Assassino Seriale creando dei veri e propri mostri degni di una galleria di nemici di un vigilante uscito dalla pagina di un fumetto Marvel o DC Comics, concept bizzarri, modus operandi molto particolari e sono sempre seguiti da un tratto distintivo particolare che li rende in un certo senso unici all’interno della storia.

Mike Henderson , presenta un tratto molto pulito e crudo, adatto ad una serie del genere che non deve essere troppo immaginifica quanto più reale e cruda possibile. Henderson viene aiutato da un colore molto saturo di neri, grigi e rossi che riescono a trasmettere un senso di opulenza tale per cui la sensazione di trovarsi a Buckaroo diventa sempre più palpabile man mano che si scorrono le pagine.

L’horror pare molto congeniale allo scrittore che già da altre sue esperienze passate, come Ghosted e Illuminati, ha dato dimostrazione della propria affinità con il genere grazie ad una sceneggiatura di stampo televisivo che traspare ad ogni svolta narrativa. Risulta così essere fitto di mistero e suspense, entrambi elementi ben dosati nella creazione di un climax ascendente volto ad introdurre il giusto cliffhanger al termine di ogni numero.

In definitiva Nailbiter risulta essere un buon fumetto con altrettante buone potenzialità di sviluppo futuro e che sicuramente verrà apprezzata dagli amanti del genere alla Criminal Minds e da chi vuole una serie che li tenga sempre all’erta, perché il plot twist è sempre dietro l’angolo. L’unica speranza è che mantenga alti i propri standard grazie ad un sapiente uso del materiale di riferimento senza che cada mai nel nemico principale di questi prodotti: la dozzinale prevedibilità.

In Italia ci è stato portato da Saldapress, per un costo al volume di 14.90€, parliamo di un solido brossurato similare a quelli di The Walking Dead e Birthright.

La traduzione è fedele e non incide sui tempi e sulla suspense mantenendo vive le battute e cruenta l’intera narrazione. Potete dunque stare certi della qualità di fattura dell’edizione.

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