October 16, 2018
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[Recensione] Nailbiter Volume 2 – Mani Insanguinate

  • da Luca Brindani
  • 11 luglio 2017
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Vi avevamo già parlato del Volume 1 di Nailbiter di Joshua Williamson e Mike Henderson e ora in attesa dell’uscita del Terzo Volume della serie, vogliamo placare la vostra sete di sangue e serial killer con la recensione del Secondo Volume.

Il volume 2 contiene i numeri #6-10 della serie Americana pubblicata per Image Comics e che prende spunto dai casi di cronaca più famosi ed efferati ,dall’immaginario collettivo di film e serie tv thriller con protagonisti i cosiddetti serial killer , ma anche da altri fumetti, ospite d’onore di questo secondo volume sarà lo scrittore Brian Michael Bendis, famoso scrittore della Marvel e che ha una certa affinità con il crime.

Se il primo volume della serie ci aveva presentato tantissime somiglianze con il thriller alla Silenzio degli Innocenti,Se7en e compagnia impostando la narrazione come fosse un thriller ad alto contenuto di azione, questo secondo volume ci fa confrontare con un altro tipo di incubo e di thriller, quello psicologico e subdolo, dove il male si insinua nella vita di tutti i giorni di un qualsiasi uomo e lo porta sulla strada della perdizione , tipico delle pellicole di John Carpenter o David Cronenberg.

Gli insetti e le figure decadenti fanno da protagoniste in questo secondo volume. Iniziamo con una madre disperata che ha perso qualcosa e sta per far perdere la sua stessa creatura che porta in grembo, per poi incontrare la figura di un reverendo bigotto e con la faccia come il culo, poi ovviamente ci sarà anche la malvagità papabile che invade tutta la città dal sottosuolo e trasforma persone buone in mostri, che l’unica loro colpa è di non essere riusciti a vederla in tempo.

Williamson continua il buon lavoro di caratterizzazione dei personaggi iniziata nel volume 1, dando più spazio ad Alice e allo sceriffo Crane, delineando sempre di più dei personaggi femminili forti ma con segreti oscuri o dubbi. Edward “Mangiaunghie” Warren diventa sempre di più un personaggio con vari sfumature non solo un efferato killer e uno psicopatico abile a nascondere la sua natura, il personaggio che però rimane più statico nella caratterizzazione è l’agente Finch. Finch risulta il tipico duro Carpenteriano che ha un passato oscuro e che si trova bene tra i mostri, ma li ripugna cercando allo stesso tempo di non considerarsi lui stesso un mostro, ma sa bene che non potrà reggere la farsa a lungo.

Gli occhi della follia nata dal male visto crescere.

All’interno del capitolo con protagonista Bendis assistiamo anche ad un’interessante monologo di Edward che si rivela ulteriormente per qualcuno ben più che solamente informato dei fatti e una figura molto “maledetta” e quindi più interessante da vedere all’opera.

Henderson invece qui utilizza uno stile e dei colori molto più scuri e saturi di nero, per rendere l’oscurità montante nel sottosuolo della cittadini di Buckaroo. Rispetto al volume 1 l’efferatezza delle scene è minore per lasciare posto a visioni inquietanti e insetti schifosi che bucano le pagine. 

Il titolo di questo secondo volume è chiaramente una citazione alla colpa della cittadina perché tutti chi più chi meno ha collaborato alla nascita dei vari macellaia di Buckaroo e quindi ha le mani sporche del sangue delle loro vittime.

Chi ha apprezzato il volume 1 si troverà un secondo volume molto più interessante e ricco di avvenimenti oltre che inquietanti retroscena sulla cittadina e sui suoi abitanti è quindi consigliato anche in questo che come al solito ci viene proposto da saldaPress in un brossurato al costo di 14,90€ , con cover gallery e una back up molto divertente e inquietante sul Mangiaunghie.

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