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[Recensione] The Walking Dead: Negan è Qui! – La morte di un uomo, la nascita di un leader

  • da Marco Travicelli Sciarra
  • 30 ottobre 2017
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Il Lucca Comics & Game 2017 è ormai alle porte e senza ombra di dubbio l’ospite più atteso da media e pubblico è Robert Kirkman, il creatore di alcune delle opere più famose degli ultimi 10 anni come The Walking Dead, Invincible e Outcast. Per l’occasione SaldaPress, tra le tante iniziative incentrate sull’autore, ha deciso di proporre in contemporanea con gli Stati Uniti il volume, Negan è Qui, un cartonato di 72 pagine in cui il team regolare di The Walking Dead composto da Robert Kirkman e Charlie Adlard va ad esplorare il passato mai narrato di uno di più feroci e sfaccettati villain dei fumetti, Negan.


Questo fumetto risponde a una delle più grandi domande di tutti i fan di The Walking Dead sin da quel traumatico numero 100, chi era Negan prima che la società crollasse sotto l’assalto dei non morti?
Era un uomo qualsiasi, un insegnante di educazione fisica duro con i suoi studenti, che viveva con sua moglie, che tradiva regolarmente con un’amante su cui sfoga tutto il suo senso di insoddisfazione verso la vita, un uomo con mille difetti ed un pò sociopatico. Ma un giorno, ancor prima dell’apocalisse zombie, tutto cambiò, a sua moglie fu diagnosticato un cancro e questo portò Negan a riscoprire l’importanza della vita, rivalutare la sua condotta familiare e a valorizzare sua moglie. Ma lui è solamente un uomo e non può nulla contro la morte. Lei morì e l’apocalisse zombie scoppiò, il mondo fu gettato nel caos e cominciò una feroce lotta per la sopravvivenza tra vivi e morti ed è da qui che parte la nostra storia; la storia che porta l’insegnante di educazione fisica Negan a diventare, gradualmente, il leader del gruppo dei Salvatori, passando per la creazione della sua mazza affamata di sangue, Lucille.

La storia confezionata da Kirkman è davvero di ottima fattura, molto dura e densa di emozioni a tratti pure molto struggente. Ovviamente ci troviamo difronte ad una trovata commerciale, questo è innegabile, ma questo non danneggia in alcun modo il personaggio di Negan, anzi, riesce a descriverlo a tutto tondo e dargli una rilevanza ancora maggiore, consegnandoci di fatto uno dei migliori cattivi degli ultimi 10 anni, un personaggio che ricorderemo per molto tempo. Il tutto è narrato con grande maestria e cura dei dettagli, con la stessa qualità con cui viene realizzato un normale albo della serie regolare.

The Walking Dead è da sempre stato un racconto che poneva principalmente l’attenzione sugli esseri umani, gli zombie sono sempre stati un accessorio, un espediente narrativo che pone i personaggi difronte ad una minaccia da cui guardarsi e con cui relazionarsi, che però non ha mai rappresentato la vera minaccia. La vera minaccia sono sempre stati gli stessi esseri umani, egoisti, malvagi, subdoli, che tendono sempre a prevaricare il prossimo per ottenere un beneficio personale. Shane, Il Governatore, Negan ed anche lo stesso Rick Grimes ne sono forse gli esempi più lampanti, del resto gli zombie sono esseri mossi dalla fame, mentre gli uomini sono mossi dai sentimenti e dall’istinto di sopravvivenza. In questo albo ci viene costruito man mano il Negan che conosciamo, ben riconoscibile sin da primo momento, che si trova a dover sopravvivere in un mondo alla rovina, ad interfacciarsi con uomini e donne che muoiono a vista d’occhi e di cui non riesce nemmeno a memorizzare i nomi. Questo fino a quando non deciderà di non essere un semplice membro errante di un gruppo, ma di ergersi a loro capo, facendo di tutto, anche atti molto deprorevoli per salvaguardare il suo gruppo. Questo, come era già intuibile nella serie regolare, porta le reali differenze d’intenti tra Rick e Negan ad essere quasi nulle, sono molto simili tra loro ma opposti, due facce della stessa medaglia, creando un dualismo simile a quello tra Batman e Joker. Centrali nelle 72 pagine di questo albo sono i sentimenti, che rendono sempre più forte e sfaccettato il personaggio. Partendo da quella che ad una prima occhiata potrebbe essere vista come una banale backup story su di un singolo personaggio, in realtà si ha una summa di tutto ciò che è e rappresenta l’universo di The Walking Dead.

La veste grafica è curata dell’inconfondibile Charlie Adlard, disegnatore della serie regolare di The Walking Dead che riesce sempre a destreggiarsi bene in ogni situazione. Tematicamente questo fumetto possiamo idealmente dividerlo in tre parti, tutte ben caratterizzate e riconoscibili dal punto di vista grafico, grazie alle ottime matite e inchiostri di Adlard e ai toni di grigio di Cliff Rathburn, tratto peculiare dell’intera serie, troppo spesso snobbato e dato per scontato dai più.

L’edizione di SaldaPress è quella delle grandi occasioni, un solido cartonato presentato in 2 edizioni, una versione regular con copertina a colori che troverete in anteprima allo stand del Lucca Comics & Games e una versione Limited numerata con copertina in bianco e nero esclusiva per il Robert Kirkman Signing Pack che permetterà di accedere alla sezione d’autografi con l’autore. Come al solito l’edizione italiana è curata nel minimo dettaglio nonostante le tempistiche strette con cui è arrivato nel nostro paese, a solo un mese dalla pubblicazione Statunitense.

In conclusione Negan è Qui è un ottimo prodotto che va ad approfondire nel migliore dei modi uno dei personaggi più belli di The Walking Dead, un personaggio che non scorderemo per molto tempo destinato a diventare un icona. Ovviamente si tratta di un prodotto strettamente dedicato alla folta schiera di fan della serie regolare, un aggiunta di ottimo valore che però presa a se stante non mi sento di consigliare a nessuno come punto di partenza ideale per approcciarsi al mondo di The Walking Dead.
Chi era Negan? Chi è Lucille e perché è così tanto importante per lui? ecco le principali domande a cui risponde questo albo speciale.

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