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Niente da perdere

[Recensione] Niente da Perdere – Il freddo Canada di Jeff Lemire

  • da Alessio Vissani
  • 29 dicembre 2017
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“L’hockey su ghiaccio è una forma di comportamento disturbato in cui si tiene il punteggio”. Il giornalista Doug Larson, appassionato di sport e cultura statunitense ha un’idea molto precisa dell’hockey, delle sue ripercussioni sugli atleti e su un paese come il Canada. Più di uno sport, un modo di vivere in assoluta simbiosi con i freddi inverni canadesi, spezzati dalle raffiche di neve come dei colpi di mazza dei giocatori della Nhl. L’hockey può essere amato e odiato ma di sicuro raccontato da un qualcuno che almeno una volta nella propria vita abbia provato l’ebrezza di allacciarsi i pattini da ghiaccio e guerreggiato all’interno dell’arena. Jeff Lemire è un giovane autore, classe 1976, nato e cresciuto in una fattoria nella Contea di Essex (Ontario). Le sue passioni fin da piccolo erano i fumetti e l’hockey. Jeff dopo aver provato più volte a sbancare nel mondo sportivo, capisce che la sua prerogativa è raccontare storie attraverso anche la sua matita e il pennello. Nella graphic novel “Niente da Perdere”, edita da Bao Publishing, Lemire scava nell’animo umano di un ex giocatore di hockey, divorato dal suo passato e da una squalifica che gli ha marcato la carriera. Recluso nella minuscola cittadina natale la vita di Derek Ouelette sarà sconvolta dal ritorno di sua sorella Beth in fuga da un fidanzato violento e da un terribile segreto.

La bicromia nero/blu della graphic novel, realizzata per far percepire al lettore la durezza del freddo del Canada di provincia, è spezzata dai colori dei flashback e dal rosso del sangue magistralmente realizzati dallo stesso Lemire. Ma quello che l’autore imbastisce è un dolorosissimo percorso esistenziale per i due protagonisti sfiancati da una vita che li ha profondamente delusi, provati e quasi abbattuti con una riflessione molto dura sulle vite di alcuni giocatori di hockey che dopo aver lasciato lo sport il più delle volte si rifugiano nell’alcool e in una vita sregolata. Il punto forte della storia è l’intreccio delle vite dei personaggi principali, magistralmente narrati da Lemire tra un presente fatto di rimpianti e un passato che li obbliga in qualche modo a confrontarsi prima che con il mondo esterno con il proprio io. Per questo motivo la metafora del cammino (impressa anche nella copertina) nelle strade innevate del Canada è particolarmente efficace. Insieme a quello del cammino, frequente è anche il riferimento al peso del passato che grava sul protagonista, immagine che ritorna anche sotto forma di cane che con i propri latrati tiene vivido il doloroso ricordo nella sua mente. Con Niente da Perdere, l’autore canadese ritorna anche ai pennelli, mostrando un’ottima maturazione del tratto pur mantenendo il proprio segno più che riconoscibile, il tratto a volte molto dettagliato gioca moltissimo sulle ombre durissime lungo i visi costruendo le inquadrature delle tavole prevalentemente su taglio orizzontale alternando alcune splash-page sia singole che doppie. L’assenza di colori svanisce ne momento in cui riviviamo un flashback dei protagonisti, sottolineando nuovamente quanto il loro duro passato sia sempre vivido nelle loro memorie.

In Canada l’hockey è una parte centrale della nostra cultura – racconta Jeff Lemire – il nostro è un paese molto grande e ci sono diverse comunità e villaggi e ogni regione ha la sua identità, ma una cosa che accomuna tutti è l’amore per questo sport, come il calcio per voi italiani. Nel caso di Derek lui è cresciuto in una comunità molto isolata dell’estremo nord e crescendo non si hanno molte opportunità di lavoro o di vita in generale, sei come bloccato e per lui l’hockey era una via di fuga, era l’unica cosa in cui era bravo, il suo biglietto per andarsene e vedere il mondo, quindi è diventato il suo simbolo di speranza. Ho voluto raccontare questo aspetto perché la gente li vede come delle grandi star ma il più delle volte sono delle persone fragili che devono combattere ogni giorno le proprie battaglie e nel momento che appendono i pattini al chiodo si ritrovano ad affrontare la partita più grande: la vita. La mia stessa infanzia è stata segnata dalla passione per questo sport e con questo romanzo – continua Lemire – ho cercato di dare uno spaccato del mondo hockey catapultato nella difficoltà delle relazioni sociali con l’esterno, il rimorso di aver sbagliato una partita con gli strascichi del caso, e con alla fine la possibilità di poter vincere ancora, anche se non sul ghiaccio, ma nella vita di tutti i giorni”.

Otimo

Niente da Perdere di Jeff Lemire è una storia di dolore, rimpianti e in un certo senso di "riscatto" personale. Lemire crea un fumetto maturo sia dal punto di vista della sceneggiatura che dal punto di vista dei disegni che sono nettamente più chiari ma coerenti con il suo stile rispetto agli altri suoi lavori.
8.2
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