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[Recensione] Ritorno al Bosco dei 100 Acri – Una fiaba non originale ma con molto cuore

  • di Lorenzo Ladogana
  • 30 Agosto 2018
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Ritorno al Bosco dei 100 Acri

Ritorno al Bosco dei 100 Acri (Christopher Robin) è un film del 2018 diretto da Marc Foster e vede nel suo cast Ewan McGregor, Hayley Atwell e Mark Gatiss mentre a doppiare gli abitanti del bosco abbiamo Jim Cummings, Brad Garrett, Peter Capaldi, Sophie Okonedo e Toby Jones.
Il film si pone come un sequel del film originale prendendo il via dalla partenza di Christopher Robin (Ewan McGregor) del cottage nel Sussex e che quindi saluta i suoi amici di pezza per trasferirsi a Londra dove crescerà e vivrà una vita normale, sposandosi e diventando un impiegato per una ditta di valigie Londinese. Anni dopo Christopher non è più lo spensierato ragazzo di un tempo e quando Giles Winslow (Mark Gatiss) si trova costretto a licenziare parecchi dipendenti e incarica Christopher di trovare un modo per salvare l’azienda, lo costringe ad allontanarsi ancora di più dalla sua famiglia: Evelyn (Hayley Atwell), sua moglie e Madeline (Bronte Carmichael), la figlia; contemporaneamente Winnie the Pooh (Jim Cummings) non trovando più i suoi amici deciderà di partire alla ricerca di Christopher Robin per farsi aiutare nella ricerca dei suoi amici.
Il film presenta una trama già vista e si pone come un sequel di un franchise per bambini e così è inevitabile che non ricordi in qualche modo il film del ’91, Hook – Capitan Uncino, con Robin Williams che si poneva anch’esso come sequel delle storie di Peter Pan. Il film ricorda Hook anche per il suo essere un misto tra vicende del mondo reale e ambientazioni, come la Londra post Seconda Guerra Mondiale e il fantastico, ossia il mondo di Winnie e dei suoi amici e così facendo ricorda molto anche film come Mary Poppins. Nel film non manca una parte di dramma per gli “aduti”, in pratica tutta la parte che ci mostra il Christopher Robin adulto, schiacciato dalla vita, è tutto un dramma creato da Foster che il regista usa per cercare di dare un’atmosfera drammatica al film, che viene stravolta dalla riapparizione degli abitanti del bosco dei 100 acri. La trama non si regge solo su questo, ma è debole, non bastano i momenti di dramma tra McGregor, la Atwell e Carmichael, essi non lasciano nulla di più se non un senso di già visto. Di per sè dunque la trama e il suo svolgimento non sono nulla di nuovo, sopratutto i primi 30 minuti di film sanno di già visto e sono tenuti su solo dalle buone, ma molto tirate via, interpretazioni di Ewan McGregor ed Hayley Atwell; a dare la spinta in più al film sono i vari personaggi del bosco dei 100 acri, Winnie, Tigro, ecc… che vengono riproposti in una chiave realistica ma comica e con le caratteristiche caratteriali che già avevano nei cartoni della Disney. Nel momento in cui il protagonista farà ritorno al bosco dei 100 acri, lui vivrà un’avventura fantastica come se fosse dentro un cartone Disney e dall’altro lato gli stessi personaggi arricchiranno l’ambiente londinese, scuro e tetro con la loro giocosità e il loro carattere immutato dall’infanzia di Christopher Robin: Winnie rimane spensierato, Tigro giocoso e così via. Saranno proprio tutti loro a tirare su il film e saranno un ottimo metodo di contrasto con gli attori in carne ossa del film che sono tutti troppo impettiti; gli animali di pezza saranno uguali a quelli che tutti vedevamo da bambini, non si cercherà un’inutile modernizzazione o qualche ricercata riscrittura non riuscita come con il film dei Puffi o di Alvin Superstar per il setting scelto.
L’aspetto stesso degli abitanti del bosco, così simili a dei peluche lasciati andare, sporchi e sgualciti ma che parlano e si muovono come i personaggi dei cartoni saranno un interessante spunto che darà modo di creare siparietti che faranno sorridere il pubblico più giovane.
Dal punto di vista tecnico, il film è standard, la fotografia grigia per rappresentare l’Inghilterra e le campagne Inglesi si sposa bene con la parte del film che intende rappresentare e la regia è lineare non ha guizzi quanto più si limita a raccontare una storia lineare e così classica che solo con l’arrivo di Winnie the Pooh e compagnia possiamo dire inizierà veramente ad avere un ritmo più sostenuto e meno impettito.
Ritorno al Bosco dei 100 Acri non è un film particolarmente originale, sui generis, che grazie alla fama e al carisma dei personaggi principali, ossia i peluche, riesce a distinguersi e lasciare un sorriso e avrà modo di lasciare un bel ricordo ai bambini più piccoli e a chi ha amato il franchise da ragazzino. In definitiva possiamo definirlo una fiaba non originale ma con molto cuore e che sicuramente si farà ricordare da chi nell’infanzia amava l’orsetto mangia miele.

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