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[Recensione] Riverdale 2×07-08-09 – Corsa verso il midseason finale

  • di Luca Brindani
  • 19 Dicembre 2017
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Ci scusiamo per questo rush finale di recensioni per Riverdale, ma purtroppo gli impegni sono quel che sono: riprendiamo quindi a pieno ritmo.

L’episodio 7 vede l’arrivo di un’altra lettera da parte del Cappuccio Nero, che minaccia la città: o gli abitanti rimarranno senza peccare per 48 ore oppure lui colpirà ancora. Intanto Jughead (Cole Sprouse) senza dire niente a Betty (Lili Reinhart) chiede aiuto ad Archie (KJ Apa) per risolvere un problema, per la precisione rendere un favore che deve a Penny Peabody (Brit Morgan). Durante il loro viaggio verso Greendale, Archie e Jughead vengono a conoscenza di una storia molto inquietante che narra di un killer noto come Il Mietitore di Riverdale. La puntata funziona molto bene grazie ad una narrazione serrata e ad una fotografia molto creepy, che distanzia ulteriormente la cittadina di Greendale da quella dei nostri protagonisti e getta un’ombra non molto positiva sulla missione di Jughead e del giovane Andrews.

Nell’episodio 8 invece FP Jones (Skeet Ulrich) esce finalmente di galera:  Betty e Jug decidono di organizzare una festa per il ritorno dell’uomo, che sembra rinato dopo l’episodio increscioso che lo ha coinvolto nella stagione precedente. Ma sulla cittadina di Riverdale continua ad aleggiare un’ombra scura, quella del Cappuccio Nero che potrebbe colpire da un momento all’altro. E, con Betty e Jug impegnati, toccherà a Veronica (Camila Mendes) ed Archie risolvere il mistero, ora che c’è in gioco molto di più che la sicurezza delle persone; Infatti i Lodge hanno ricevuto una lettera dal killer, proprio nel momento peggiore, un momento in cui il rapporto tra miss Lodge e Archie non va per il meglio a causa di un “Ti Amo” detto troppo presto.

I nostri due detective durante la loro investigazione collegheranno alcuni punti che li porteranno a risolvere un altro mistero di Riverdale, quello del Mietitore, mentre il pericolo principale permane. La puntata è molto piena di avvenimenti ed allestisce bene anche il midseason finale: infatti FP, deciso a cambiare a causa delle scelte poco oculate del figlio (che per farlo uscire si è rivolto all’incantatrice di serpenti), è costretto a rientrare nel gioco. Tra l’altro ci dà la riprova anche di come ci sia stato qualcosa in passato tra Alice Cooper (Mädchen Amick) e lui, quando ancora la nostra “madre dell’anno”, era una serpent e bazzicava il southside.

L’episodio 9 invece continua direttamente dal finale, da quello squadrarsi fugace di Betty e Archie alla finestra, dopo che i due sono stati lasciati rispettivamente da Veronica e Jug. Il team up di questa puntata sarà tra i due amici di infanzia, che insieme dovranno risolvere il mistero del cappuccio nero prima che colpisca ancora, cosa che sembra aver già fatto. Infatti l’inquietante inserviente Svenson (Cameron McDonald),  sospettato di essere lo spietato killer a causa della tragedia che ha colpito la sua famiglia da ragazzo e di cui è stato l’unico sopravvissuto, (ricordate la storia dei mietitore di Riverdale dell’ episodio 8?) è stato rapito!

I due quindi dovranno iniziare una corsa contro il tempo per salvarlo mentre Jughead, insieme a Toni Topaz (Vanessa Morgan), tenta di convincere i giovani Serpent ad occuparsi del problema Peabody una volta per tutte. Dunque, mentre Archie e Betty indagano sul serial killer di peccatori, Jug sprofonda sempre di più nel lato da Serpent della famiglia. Una puntata molto piena e ben costruita che ci porta alla conclusione(?) dell’arco del cappuccio nero e che pone interessanti domande anche sull’operato misterioso dei Lodge nella ex tranquilla cittadina di Riverdale.

Insomma, siamo arrivati anche quest’anno alla stagione dei midseason e poche sono effettivamente le serie che hanno deluso, almeno tra quelle che seguo io, e fino ad ora Riverdale si è dimostrata ancora una volta un’ottima serie, che prende a piene mani dal materiale cartaceo della casa editrice e che riserva anche dei plot twist semplici, ma che funzionano, come quello dell’identità del killer o ancora quello della soluzione al problema Peabody. Aguirre Sacasa e gli altri sceneggiatori sono stati molto attenti a raccontarci non dei personaggi pre-confenzionati ma degli esseri umani, un po’ come avviene anche nella nuova serie a fumetti di Archie Comics scritta da Mark Waid, e come fanno anche i vari spin off. Posso quindi affermare di ritenermi soddisfatto e non vedo l’ora di poter rivedere tutti questi personaggi nell’anno nuovo, magari con un salto temporale, espediente che troverei davvero molto interessante.

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