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[Recensione] Star Trek: Discovery 1×04 – Il coltello del macellaio non si cura del pianto dell’agnello

  • da Luca Brindani
  • 9 ottobre 2017
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Star Trek: Discovery 1x04

Netflix ci ha dato il nostro pane settimanale di Star Trek: Discovery, come se la saranno cavati questa settimana i membri della USS Discovery?

La puntata inizia con il ritorno dei Klingon, specificatamente della nave di T’kuvma e del suo equipaggio, alle prese con le riparazioni della nave, dopo di che ci spostiamo sulla Discovery dopo Michael(Sonequa Martin Green) sta per iniziare il suo primo giorno di servizio come ufficiale “senza grado” della Flotta Stellare, sotto al Capitano Lorca(Jason Isaacs), la donna è assegnata alla divisione scientifica per un incarico che consiste nello sviluppo di nuove armi per lo sforzo bellico, partendo dall’analisi biologica della creatura che ha attaccato la USS Glenn. Intanto Stamets(Anthony Rapp) deve velocizzare il processo di perfezionamento del motore a curvatura basato sulle spore per fare in modo che la Discovery possa recarsi su Corvan 2 e salvare la colonia dall’attacco dei Klingon. Michael è di natura un personaggio curioso e quindi le viene affidato il comandante della sicurezza come gregario per tenerla sott’occhio, dimostrazione di come Lorca sappia scegliersi bene i suoi alleati, ma non si fidi per nulla di persone al di fuori di sè stesso. Durante un tentativo di salto con le spore però la nave rischia di venir risucchiata in una stella rossa e viene di per sè che Corvan 2, la più importante miniera di Dilitio della galassia sia perduta e con essa la guerra – Tutto sembra perduto però fino a quando Michael non capisce come stabilizzare le spore, facendo proprio il contrario di quello che Lorca le aveva chiesto studiando il lato biologico della creatura e non fisico, infatti l’esemplare macroscopico di una specie sconosciuta ai più(così giustificano anche l’assenza di essa nella serie classica)è una sorta di interfaccia per le spore ed è proprio stato questo che ha permesso alla Glenn di poter ottenere quei sorprendenti risultati – Effettuato il salto, la Discovery ingaggerà battaglia coi Klingon e salverà la colonia mineraria, mettendo, per ora in stallo la guerra. Parallelamente alle storie dell’equipaggio della USS Discovery però si muovono le storie dei Klingon che hanno una loro possiamo dire “guerra interna” che è interessante perché preannuncia la possibilità di avere un ulteriore punto di vista sulla guerra con la federazione e un focus ulteriore su questa perduta cultura Klingon.

E’ interessante notare come anche questa quarta puntata sia direttamente collegata alla precedente, ulteriore dimostrazione di come la serie segua una struttura episodica ma anche a trama orizzontale, abbiamo infatti avuto già due puntate incentrate sulla diplomazia e sulla scoperta, una totalmente votata all’azione e con ambientazioni inquietanti e una incentrata sull’equipaggio e sul lavoro interno alla nave, come da prassi di ogni serie di Star Trek; Quindi almeno dal punto di vista della struttura, Discovery si conferma una serie di Star Trek in tutto e per tutto, seppur risenta, anzi senta le contaminazioni del nuovo millennio e dello Star Trek di Abrams nella fotografia e nella tecnologia.

Sono contento anche che finalmente una serie fantascientifica in live action dopo Battlestar Galactica mi porti in televisione elementi come la politica, la guerra e la fede senza prendere mai una parte in favore di una delle visioni dei protagonisti, come invece capitava spesso in questa sopracitata, quindi anche qui gli sceneggiatori stanno facendo un lavoro ottimo a ben rappresentare l’ambiente intorno ai protagonisti, Michael,Lorca,Stamets e Saru(qui poco usato).

La regia è solida, sicuramente possiamo dire che è presente almeno una idea di regia e fotografia in questa serie che era assente dalle altre serie Trek, più improntate sullo stesso stile, mentre qui ogni puntata seppur uniformata allo standard di Bryan Fuller e Alex Kurtzman si distingue dalla precedente.

Insomma anche questa settimana Star Trek: Discovery si dimostra un’ottimo prodotto che sa ben coniugare il nuovo al vecchio e che presenta personaggi interessanti che hanno una crescita di puntata in puntata.

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