June 24, 2018
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[Recensione] The Gifted 1×06 – got your siX

  • da Luca Brindani
  • 8 novembre 2017
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Dopo aver saltato una settimana, causa Lucca Comics, torna l’appuntamento settimanale con The Gifted, che arrivato all’episodio 6 si continua a confermare un’ottima serie sugli X-Men senza gli X-Men. Nella puntata 5 abbiamo assistito ad un focus sull’agente Jace Turner e abbiamo scoperto qualcosa in più sul famoso incidente del 15 Luglio di 4 anni prima, infatti ora sappiamo che si è svolta una manifestazione che ha visto i Mutanti fare uso dei loro poteri e per cause non chiare radere al suolo un intero isolato, un evento abbastanza sconvolgente no? Vediamo dunque cosa è successo questa settimana.

Mentre l’agente Turner(Coby Bell) torna al lavoro, provato dalla sua cattura da parte dei Mutanti, John(Blair Redford) insieme a Marcos(Sean Teale),Lorna(Emma Dumont) e Reed Strucker(Stephen Moyer) sta cercando di decidere un piano di azione per intrufolarsi nel tribunale federale dove sono contenute le informazioni sui mutanti imprigionati nella prigione di massima sicurezza dei Sentinel Services, prigione dove Pulse, l’amico di Thunderbird era stato spedito dopo la cattura e convertito; Intanto facciamo la conoscenza di nuovi Mutanti che arrivano al quartier generale dei Mutanti Clandestini e che vengono addestrati da Polaris, per combattere una guerra su cui gli X-Men li avevano avvertiti. Clarice/Blink(Jamie Chung) dopo aver scoperto il sotterfugio usato da Dreamer(Elena Satine) non si fida più del gruppo e si chiude in sè stessa, sarà quindi compito di Eclipse,Reed e Andy Strucker(Percy Hines White) recuperare le informazioni necessarie a John per valutare la minaccia Mutante che il dottor Roderick Campbell(Garret Dillahunt) nasconde nei suoi laboratori e mette a disposizione delle autorità.

La puntata scorre molto bene, come d’altronde tutte quelle uscite fin ora, il budget ovviamente non è lo stesso impiegato per serie del calibro di Legion, per rimanere sempre su una serie supereroistica dedicata ai Mutanti, ma comunque viene sfruttato al massimo, infatti l’apparato di effetti visivi che spesso lascia a desiderare fin ora, anche grazie ad un utilizzo di una fotografia desaturata non infastidisce l’occhio allo spettatore che si trova comunque di fronte per buona parte degli episodi, umani che sfoggiano poteri che hanno una certa resa su schermo, anche efficace. La regia è sempre buona, lo standard imposto da Bryan Singer nella prima puntata viene seguito pedissequamente dagli altri registi che quindi consegnano un prodotto uniforme almeno dal punto di vista tecnico.

La sceneggiatura continua però ad essere il punto forte della serie, sopratutto perché stiamo parlando di una serie supereroistica su degli esseri con poteri, che quindi hanno tutti una loro peculiarità e questo agli sceneggiatori e a Matt Nix, non sfugge, infatti come viene più spesso ribadito, i Mutanti sono odiati, temuti e cacciati, devono pensare come un gruppo fare delle forze individuali una forza da donare al gruppo e non solo pensare a salvare sè stessi. 

Altro punto a favore della serie è l’evoluzione costante dei personaggi principali e l’approfondimento di altri, infatti la famiglia Strucker sta avendo una ottima costruzione e i personaggi che le ruotano intorno seppur siano già ben definiti hanno un passato decisamente interessante e con qualcosa da dire, infatti come abbiamo visto la mitologia della serie ha solo iniziato a venire sfruttata come anche quella dei Mutanti.

Insomma un buon prodotto che purtroppo da noi sta passando fin troppo in sordina, ma che per i fan della Marvel e degli X-Men può essere sicuramente una bella visione.

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