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  • [Recensione] The Rust Kingdom di Spugna – Un post apocalittico decadente tutto Italiano

[Recensione] The Rust Kingdom di Spugna – Un post apocalittico decadente tutto Italiano

  • da Luca Brindani
  • 6 novembre 2017
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Al Lucca Comics & Games 2017, Hollow Press ha presentato l’ultima opera di Spugna, The Rust Kingdom, che segna l’inizio della collaborazione tra la casa editrice e l’autore noto per Una Brutta Storia.

The Rust Kingdom segue un misterioso cavaliere che si muove tra terre desolate con un obbiettivo che lo porterà a sfidare orde di vermi e deformi Mutanti che un tempo erano essere umani.
Il fumetto è costellato di battaglie esageratamente violente, citazioni all’immaginario post apocalittico e dark fantasy di ogni opera che sia essa orientale o occidentale, l’inizio è per dire un grande omaggio ad Hokuto No Ken e all’inizio del manga e anime che vede Kenshiro muoversi nel deserto senza una meta apparente, che conduce lo spadaccino a luoghi che sembrano usciti dalla battaglia finale di qualche videogioco e che citano varie ideologie riprese anche da prodotti molto più noti e amati. Lo scenario da cui si parte, volutamente a metà tra il post apocalittico e quello fantasy alla Dark Souls di un mondo che sta morendo e che ormai si strascina per stenti aumentano il senso di disagio e schifo del lettore che si trova da subito in un mondo senza speranza e popolato da mostri. La trama si presenta molto semplicemente come una ricerca ricca di battaglie e sangue, dunque non brilla ma è decisamente funzionale a quello che l’autore sta tentando di raccontare e consegna un fumetto dal grande fascino, con l’aiuto di ricche tavole, molto dinamiche e piene.

Infatti, le tavole di The Rust Kingdom sono incredibilmente piene di dettagli, l’autore(unico) siconcentra su quei piccoli dettagli dalla carne dei mostri/umani deformati a character design anche più elaborati che gli permettono di infondere vita(sarebbe più giusto dire dare vita) a qualcosa di morto e che appunto fatica e si trascina in una landa desolata, che già dalle prime pagine si mostra come un calderone ribollente di aberrazioni mostruose, esseri un tempo umani, vermi che hanno scalato la catena alimentare e tanto putridume che viene accentuato dai colori forti e dalle tavole geometriche e piene di Spugna. C’è da fare menzione anche alla grande cura del dettaglio del paesaggio, che seppur visto e rivisto risulta unico e avere molto più da raccontare della stessa storia che ci viene spiattellata sul volume, come se l’autore avesse in mente un piano “superiore” per questo mondo, che è il vero protagonista del fumetto.
Il lettore durante tutta la storia si trova quindi immerso in un mondo che non gli appartiene e che non vuole gli appartenga, infatti seppur sia un prodotto affascinante e molto dettagliato, non fa volare l’immaginazione del lettore anzi tenta di ripugnarlo in tutti i modi possibili, facendo compiere ai personaggi movimenti tremendamente ignobili e putridi.
L’edizione della Hollow Press si presenta come un solido brossurato con alette e una copertina in rilievo che data la natura del progetto e dell’editore ha anche un prezzo contenuto e sicuramente abbordabile a differenza di altri prodotti ulteriormente di nicchia proposti dallo stesso editore.

Sicuramente non un fumetto per tutti, ma chi ha adorato Una Brutta Storia, opera d’esordio dell’autore, non può farsi scappare questa prima sua proposta per Hollow Press, che da una parte apre la porta su un mondo e dall’altra la chiude apparentemente.

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