December 14, 2018
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[Recensione] The War: Il Pianeta delle Scimmie – La Degna Conclusione

  • di Luca Brindani
  • 19 Lug 2017
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Il 13 Luglio è uscito in tutte le sale Italiane il capitolo conclusivo della trilogia reboot/remake del Pianeta delle Scimmie, The War: Il Pianeta delle Scimmie, diretto da Matt Reeves e sarà che sono un fan sfegatato della serie reboot, ma ho adorato quasi tutto di questa pellicola a partire proprio da lui, Cesare, ma andiamo con ordine. 

Sono passati 5 anni dagli avvenimenti di Apes Revolution, Cesare(Andy Serkis) e le sue scimmie sono ormai stanche e stremate dalla guerra con gli Umani, ma sopratutto con il Colonnello(Woody Harrelson); Alle scimmie di Cesare non rimarrà dunque che allontanarsi dalla loro casa nella foresta per un luogo paradisiaco descritto da Occhi Blu, il primogenito di Cesare. Gli esseri umani sono però infidi e attaccano la casa delle scimmie. Durante l’attacco , a cui parteciperà lo stesso Colonnello, moriranno sia Occhi Blu che la moglie di Cesare e questo sarà il motivo che scatenerà(come si evince dai trailer) la spietata caccia dello scimpanzé all’umano. 

Ogni pellicola della Trilogia Reboot sin ora ha avuto elementi mutuati sia dalla mitologia originale del Pianeta delle Scimmie, che elementi di altre opere provenienti dai più disparati settori del mondo dell’intrattenimento; In L’Alba del Pianeta delle Scimmie assistiamo ad un film fantascientifico sulla falsa riga di molte pellicole che trattano il tema dell’avanzamento scientifico e dei virus ibridato ovviamente all’azione che impera nella parte finale della pellicola con protagonista James Franco, in Apes Revolution: Il Pianeta delle Scimmie assistiamo ad una pellicola che mutua elementi dai film post apocalittici e di sopravvivenza, con un’umanità allo stremo delle forze che tenta di sopravvivere in un mondo ormai andato e inghiottito dalla natura selvaggia e anche questo The War – Il Pianeta delle Scimmie non fa differenza infatti risulta il perfetto ibrido tra il film di guerra, quella terribile e implacabile alla Apocalypse Now e il post apocalittico ma è anche, come lo erano in parte i suoi predecessori una storia di famiglia e valori sociali. 

Al centro della pellicola abbiamo come sempre Cesare, la cui fisicità è modellata su Andy Serkis , ormai maestro del motion capture e la sua “vendetta” ma anche la guerra spietata che ritrae gli esseri umani sempre più come bestie e molto meno come persone, non c’è redenzione nelle loro azioni, come non c’era nelle azioni di Koba(Toby Kebbel)nel film precedente, lo spirito umano si è affievolito , è scomparso per lasciare spazio ad un arido cuore dove c’è spazio solo per l’odio e per la paura, paura di non sopravvivere mista a incapacità di provare pietà, cosa che invece le scimmie per ora sembrano ancora possedere, nonostante il nostro Cesare in questo film mostri molti più elementi umani del solito. L’orrore della guerra e la mostruosità e la pazzia dell’uomo trovano invece il loro più grande rappresentante nel Colonnello McCullough interpretato da un indiavolato e spiritato Woody Harrelson che tramite i suoi sguardi glaciali mostra una pazzia che non è di questo mondo e che spaventa i suoi stessi soldati, che ormai lo seguono per un sentimento di paura mista a rispetto , un pò in effetti ci si può rivedere il Colonnello Kurtz di Apocalypse Now, almeno nelle movenze e nella parlantina da leader carismatico e con un film di guerra che si pone come l’ennesimo prodotto d’intrattenimento che parla della pericolosità e della selvaggia natura umana come si può prescindere dal citare il capolavoro immortale di Francis Ford Coppola o la performance stessa di Marlon Brando.

Gli effetti speciali impiegati nella pellicola superano in dettaglio persino quelli del capitolo precedente, che se quando presentava tante scimmie in una sola scena risultava comunque finto,qui non si avverte, anzi c’è stato un ulteriore upgrade nella tecnologia usata che ha permesso di catturare ancora più nel dettaglio le espressioni “umane” di Cesare e compagni, straordinario. 

La regia che Matt Reeves mette in gioco è precisa, dettagliata, non si perde un azione e valorizza ogni singola scena, persino le scene di battaglia più grandi e disastrose risultano comprensibili allo spettatore che viene trasportato nel mondo creato dall’intera troupe con ogni sua fibra corporea. Come se non bastasse la messa in scena è aiutata da delle musiche evocative e che si risentono spesso nella pellicola senza mai risultare troppo pesanti o fuori luogo.

The War non è solo la semplice conclusione di una trilogia, ma è anche la fine di un viaggio e l’inizio di una nuova era; Un viaggio iniziato ormai 6 anni fa con uno scimpanzé , un umano e un mondo da costruire; Ora non posso che consigliare a tutti di andare a vedere questa pellicola perché da quando è iniziato il 2017 forse è una delle pellicole con più cuore e amore sia per la materia di partenza che per il cinema che abbia visto, dunque non fatevi sfuggire questo film, perché merita sicuramente almeno una visione, se non di più. 

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