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[Recensione] Tully di Jason Reitman – Essere persone prima che madri

  • di Moreno Bernasconi
  • 28 Giugno 2018
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Tully

Presentato al Sundance Film Festival di questo anno, Tully é l’ultimo film con Charlize Theron, diretto da Jason Reitman, già autore di Juno. Il film é una commedia drammatica che tratta i temi della maternità e della depressione tramite la protagonista.

Marlo é una madre di famiglia in attesa del terzo figlio, estremamente stressata dalla propria condizione: trova ripugnante il suo corpo provato dai parti e quindi non vuole far sesso con il marito per vergogna. La situazione di precarietà  economica della sua famiglia la preoccupa enormemente.  Soprattuto la donna ha una sorta di apprensione morbosa per quanto riguarda suo figlio, che per via delle sue moltissime paure ed un comportamento molto esuberante, occupa l’attenzione della donna in un modo quasi ossessivo. Alla nascita del terzo figlio le cose iniziano ad andare anche peggio, spingendo Marlo a chiamare una “tata notturna”, che si presenterà una sera a casa sua dicendo di chiamarsi Tully.

Tully é un film atipico, preseta quei temi umanistici che tanto piacciono agli spettatori e alla giuria del Sundance, il film però mantiene una struttura ed una forma narrativa classica facilmente riconoscibile ed accettabile dal grande pubblico.

La sceneggiatura del film risulta molto carina e capace di far empatizzare lo spettatore con Marlo e fargli capire la situazione senza spiegoni di sorta. Le situazioni sono chiare e vi sono varie semine dentro la sceneggiatura che arricchiscono il finale, senza fare spoiler, il vero momento forte del film. Purtroppo vi é un “ma”: l’unico vero e proprio difetto del film, la parte iniziale prima dell’arrivo di Tully é davvero troppo lunga e frustrante per lo spettatore. Serve a far capire l’infelicità recondita della protagonista e in questo ci riesce, ma ventisette minuti per arrivare allo svolgimento in un film di un’ora e mezza sono decisamente troppi e di sicuro Tully ne avrebbe guadagnato se questa parte fosse durata 5-10 minuti in meno.

A livello di fotografia questo film ha i suoi bei colpi d’occhio, una camera stabile, bei colori, bei riflessi, una gestione della luce sempre pronta e professionale, e dei momenti in particolare in cui si può notate come la “mediocrità” dello stile di fotografia sia una scelta artistica, particolarmente giustificata dal tema del film. La regia di questo film é standard, di quelle che troverete in ogni buon film del genere. Particolare nota di merito va alla gestione e alla recitazione degli attori, specie alla Theron: il suo non era un ruolo facile ed ad ogni momento vi era la possibilità di perdere il pubblico per via della duplicità del suo personaggio (da una parte ottima madre che fa di tutto per proteggere i figli, dall’altra pessima persona per quanto riguardi la sua auto considerazione e cura personale), pero é riuscita a tenere piede e mantenere ottimamente il peso del personaggio per tutto il film.

La colonna sonora risulta molto gradibile, le musiche sono state scelte davvero con cura ed accompagnano il mood di quanto stiamo vedendo aggiungendo quel tocco in più ogni volta. Il comparto sonoro fa il suo lavoro, raramente sentite urla di bambino così realistiche (e fastidiose).

In definitiva Tully é un film molto ben fatto che racconta una bella storia e presenta anche parecchie belle morali, oltre che valorizzare il ruolo della madre, e riesce a riprendersi benissimo dopo una prima parte decisamente troppo lunga e lenta, cosa assolutamente non facile.


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