August 14, 2018
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[Recensione] Twin Peaks 3×11 – The Return Part 11

  • da Luca Brindani
  • 25 luglio 2017
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Tutti i nodi continuano a venire al pettine mentre Bob viaggia verso Las Vegas nella nuova puntata di Twin Peaks. Quindi permettetemi di cambiare un pò il format di questa recensione, sperando vi piaccia, l’obbiettivo è di rendere più snello il tutto e meno pesante, d’altronde siamo in Estate.

La puntata di questa settimana come al solito presenta una grande moltitudine di personaggi e le loro storyline, siano esse legate al mistero della serie o alle loro vite personali. Per dirne una continua la complicata relazione di Rebecca “Becky” Burnett (Amanda Seyfried) con Steven Burnett (Caleb Landry Jones) che ora arriva anche a coinvolgere Bobby Briggs (Dana Ashbrook), che ci viene confermato essere padre di Becky. La situazione che vede protagonista il personaggio della Seyfried è abbastanza analoga a quella vissuta dalla madre Shelly (Madchen Amick) 25 anni prima con il marito precedente, Leo Johnson, solo che stavolta agli abusi, non fisici ma psicologici, va aggiunto l’uso incessante di droghe del marito di Becky, e a cui lei stessa è stata indotta, col risultato di renderla ancora più emotivamente instabile.

Twin Peaks e le sue storie stanno finalmente prendendo sempre più spazio all’interno delle puntate e fa sempre piacere rivedere i vecchi personaggi. Ma ancora di più si vuole saperne di più su questa misteriosa “zona” che in questa puntata si impone in modo inquietante nello schermo in una scena con protagonista Gordon Cole (David Lynch), Albert (Miguel Ferrer), Tammy Preston (Chrysta Bell) e di Diane (Laura Dern). Infatti il gruppo dell’FBI prosegue le indagini su questo misterioso luogo, mentre crescono i sospetti e i comportamenti strani di Diane, che forse sta cedendo al “lato” oscuro che il doppelganger sembra averle presentato in precedenza. Diciamo anche addio a William Hastings (Matthew Lillard) che si aggiunge al già esorbitante numero di vittime delle creature della zona e che a quanto pare ha terminato il suo ruolo.

Nella puntata c’è anche spazio per Hawk (Michael Horse), la signora del Ceppo (Catherine E. Coulson) e lo sceriffo Truman (Robert Forster) i quali nel poco minutaggio a loro riservato continuano ad indagare sulle misteriose coordinate tramite l’aiuto di una misteriosa mappa, proveniente dal “retaggio” di Hawk e che può fornirci un’ulteriore chiave di lettura per risolvere il mistero delle Logge.

Non possono mancare le peripezie di Dougie (Kyle MacLachlan) che qui proseguono facendo finalmente incontrare l’uomo con i fratelli Mitchum (Jim Belushi e Robert Knepper) ansiosi di vendicarsi per la truffa che Mr. Jones avrebbe arrecato a loro danni. Proprio il terzetto sul finire dell’episodio darà luogo ad una delle scene più comiche dall’inizio della stagione ad ora.

In conclusione, gli interpreti fanno tutti il loro lavoro, anche se l’assenza di Evil Coop si fa sentire, nonostante si nota una certa alchimia tra molti personaggi secondari, come appunto Jim Belushi e Robert Knepper, quest’ultimo già più credibile nel ruolo di gangster borderline rispetto a Jim Belushi, un perfetto controaltare alla sua personalità.

Questa puntata dal punto di vista della scrittura si presenta molto regolare, facendoci vedere precisamente quello che serve per la narrazione e per condurre i personaggi verso il loro proverbiale “destino”. I virtuosismi Lynchiani sono presenti, sopratutto quando assistiamo all’inquietante irruzione nel nostro piano della realtà della Zona, col rischio di portarci via il buon Gordon come successe ormai 25 anni fa al Maggiore Briggs. Assistiamo ad una grande prova di televisione e narrazione su schermo, come ormai Twin Peaks ci ha abituato sin dalla puntata 8, anche conosciuta come il trip televisivo definitivo.

Ogni puntata ci avvicina al gran finale e l’hype è sempre tanto, sopratutto per chi attende un certo ritorno e per chi, avendo “reperito” informazioni un pò ovunque, da tutto il materiale promozionale ed esterno al medium televisivo, su Twin Peaks e su questo ritorno come me, sa benissimo che si è solo scalfita la superficie di quello che deve accadere.

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