June 25, 2018
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[Recensione] Twin Peaks 3×14 – The Return Part 14

  • da Luca Brindani
  • 16 agosto 2017
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Anche questa settimana Twin Peaks riesce ad alzare l’asticella, se pensavate che l’ottava puntate fosse qualcosa di enorme anche questo episodio non scherza. Per certi versi è la più densa e piena di informazioni della stagione, nonostante il focus ridotto a pochi personaggi.

La puntata inizia con Gordon Cole che si mette in contatto con l’ufficio dello sceriffo di Twin Peaks e viene a conoscenza delle pagine misteriose del diario di Laura Palmer che sono state ritrovate da Hawk e che citano i due Cooper. Nel frattempo Albert spiega a Tammy il significato del termine Rosa Blu e la sua origine: agli albori della carriera di Cole, l’uomo faceva coppia con Philip Jeffries (l’agente interpretato da David Bowie) quando indagando su un omicidio apparentemente semplice, si è trovato insieme al partner di fronte a qualcosa di inspiegabile e inquietante. La scena che viene descritta da Albert vede due donne incredibilmente somiglianti tra di loro, di cui una si autodefinisce “Blue Rose”. Da lì la nascita di questa unità che ha avuto una importanza relativamente minore nel Bureau, guadagnandosi però una autonomia che li ha portati fino a qui.

Dopo di che entra in scena Diane e un’altra rivelazione rimette tutto quello che sta avvenendo a Las Vegas sotto una nuova luce. La donna ha infatti una sorella, Janey-E, che ben sappiamo essere la moglie di Douglas Jones, la persona “fabbricata” e al cui interno si trova Cooper. Ecco quindi il collegamento che metterà il Bureau sulla strada di Dougie, e quindi del doppelganger che si sta dirigendo a Las Vegas per eliminarlo.

La puntata però non solo regala questa rivelazione, anzi negli istanti successivi ci permette di assistere all’apparizione del personaggio di Jeffries, tanto citato in questa stagione e assente fino ad ora. Purtroppo si tratta solo di video di repertorio aggiustati e montati all’interno dell’episodio da Lynch (che ricordo cura anche questo aspetto nella serie) e mettono l’intera stagione sotto una luce completamente diversa. Si può infatti intuire che l’idea del doppio Cooper fosse già ben definita nelle intenzioni di Lynch dai tempi di Fuoco Cammina con Me, e probabilmente anche da quel famoso “Ci Rivedremo tra 25 anni.”

Si passa alla cittadina di Twin Peaks dove lo sceriffo Truman, Bobby, Hawk e Andy arrestano Chad per collusione con Richard Horne e si preparano a dirigersi all’appuntamento che il padre di Bobby, il maggiore Briggs, gli aveva dato al “Jack Rabbit’s Palace”. Non molto distante si trova un’entrata per la Loggia, dove all’inizio della stagione abbiamo visto perdersi il fratello minore di Benjamin Horne, ulteriore dettaglio che a molti era sfuggito e che qui Lynch ripesca dando un senso anche a quel continuo girare a vuoto nel bosco.

Le scene che seguono sono oniriche e ci riportano ad alcuni momenti della puntata 8 visti da un’altra prospettiva, quella delle entità della cosiddetta Loggia Bianca e del gigante che scopriamo chiamarsi Fireman (Fuochista), che si mostra ad Andy e gli rivela quale sarà il prossimo compito dell’uomo, quello di proteggere la donna senza occhi che ha aiutato Cooper a scappare all’inizio della stagione.

La tensione in questo frangente è papabile e si taglia con il coltello e come se non bastasse Lynch e Frost ci lasciano con un’ulteriore scoperta sulla madre di Laura, in cui si cela un segreto da incubo. La rivelazione è inquietante e la messa in scena è un ulteriore punto a favore di questa già splendida puntata.

Twin Peaks anche questa settimana si riconferma uno dei prodotti televisivi più figli della cinematografia che si siano mai visti sullo schermo di un canale via cavo Americano, una serie in cui nulla è lasciato al caso e che fa anche del più piccolo dettaglio insignificante un pezzo del puzzle in cui noi siamo risucchiati come da una forza oscura e trascendentale.

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