December 19, 2018
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[Recensione] Westworld 2×09 – Vanishing Point

  • di Luca Brindani
  • 18 Giugno 2018
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Westworld 2x09

Manca una sola puntata al season finale di Westworld e finalmente abbiamo potuto dare così uno sguardo alla vita fuori dal parco dell’ex misterioso uomo in nero, William Delos.

William (Ed Harris) dopo essere stato preso dagli indiani, viene recuperato da Emily (Katya Herbers) che inizia ad interrogare il padre in merito a quella famosa costruzione, “l’oltrevalle”, di cui gli hosts sono alla ricerca e di cui lui è il responsabile; intanto Bernard (Jeffrey Wright) continua la sua avventura verso quel luogo, con una nuova coscienza all’interno, quella di Ford (Anthony Hopkins) che lo perseguita insieme al segreto della “Forgia”, luogo dove sono contenute le informazioni sensibili su tutti gli ospiti e destinazione finale di molte storyline, tra cui apparentemente anche quella di Maeve (Thandie Newton).

Innanzitutto c’è da fare un plauso agli sceneggiatori che con questa puntata si sono superati nel raggiungere un punto cardine della storia e che risulta inspiegabile dalla prima stagione, ossia i “poteri” di Maeve. Ci sono stati dati vari indizi su quale sarebbe stato il compito e l’utilità di Maeve all’interno della storia, qua invece abbiamo finalmente la risposta, che come tutto in Westworld era sotto i nostri occhi da tanto e come molti dei plot points della stagione uno e delle prime due puntate della stagione due, non solo ha senso ma convince anche i più irredimibili hater di un personaggio tanto discusso.

Il focus su William è innegabilmente la parte di forza questa puntata che riesce finalmente a dar giustizia a questo personaggio tanto complicato e che ci rivela il suo “peccato originale” nel nostro mondo. Ed Harris si dimostra nuovamente un mostro e riesce a reggere quasi tutta la puntata sia nei flashback che nei momenti con la figlia, Emily, che rappresenta un collegamento con il passato del personaggio e in parte con la sua vita al di fuori del parco e ci porta alla conclusione che suo padre, non è nel parco perché è malvagio, ma bensì perché è riuscito ad entrargli sotto pelle, incanalare l’oscurità e portarla all’estremo in un’ambiente “sicuro. Esso gli è entrato tanto dentro alla mente che la sua dissociazione con la realtà lo ha portato ben oltre qualsiasi uomo sarebbe mai stato capace non nelle azioni quanto nell’immedesimazione. Gli spettatori sono portati a tali riflessioni proprio dal personaggio della figlia, che fa da catalizzatore sullo schermo di questo trauma che William ormai si porta dentro e che la morte della moglie ha irrimediabilmente trasformato nell’unica realtà per lui concepibile. Sarà questo plot point a mostrarci William sotto una luce diversa, non più solamente lo spietato pistolero, ma anche qualcuno che aveva qualcosa lì fuori e che nel momento in cui questa è venuta a mancare se ne è andata anche la sua parte “buona”, la sua facciata e lo ha portato a fare del suo avatar da pg di Westworld il suo mondo.

Un’altra puntata ben oltre le aspettative che riesce ad incanalare dramma familiare, mondo di Westworld e tematiche care alla fantascienza come l’immortalità e l’autocoscienza.

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