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[Recensione] Il Cerchio di Dave Eggers – Quando la tua vita non è più tua

  • da Luca Brindani
  • 26 aprile 2017
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Il Cerchio (The Circle) è un romanzo distopico di Dave Eggers (Un Ologramma per il Re, L’Opera Struggente di un formidabile Genio) e si colloca nella scia di romanzi che nascono dalla “scoperta” che tutti siamo osservati e che tutto è online che noi lo vogliamo o no.

La trama è alquanto semplice, Ambientato in un futuro poco definito – ma verosimilmente non troppo lontano – il romanzo racconta il percorso di Mae Holland all’interno della gigantesca internet company The Circle, da cui viene assunta dopo la laurea in psicologia. L’ingresso nell’azienda comporta l’entrata in una comunità esclusiva e in un campus, dove gli aspetti che sembrano inizialmente brillanti e levigati diventano progressivamente sempre più sinistri e opprimenti. Quello che viene richiesto a Mae è di rinunciare alla propria privacy per scegliere un regime di trasparenza assoluta, che consiste per lo più nel condividere su internet qualsiasi esperienza vissuta.

Il romanzo è, dunque, un ennesimo avvertimento alla ormai sempre più diffusa interconnessione dei contenuti digitali e privati, che rendono sempre meno personale il proprio profilo mutato in una vetrina di sé stessi. Spesso, questa esasperata interconnessione, distorce la realtà personale e porta l’account a diventare il vero io, creando una dissociazione a livello psicologico. La rappresentazione di questi avvenimenti è resa benissimo dalla nostra protagonista che inizia come una semplice e giovane speranzosa ragazza, maturando poi, in un certo senso, negativamente, è da qui che il romanzo assume anche un connotato formativo e introspettivo.

Il libro sostanzialmente può essere riassunto con la frase emblematica di Bailey, Sapere è bene sapere tutto è meglio , uno dei personaggi a mio parere più interessante di tutta la storia. Rappresenta il tipico santone tecnologico che crede fortemente nella inutilità della privacy e nella vita come un qualcosa di tutti, non solo personale. Da così forma ad un culto della comunità e non della personalità singola, che in un certo senso è pericolosa perché porta ad un omologarsi o a smettere di essere sé stessi in favore di una ricerca di quello che “l’influencer” del momento vuole.

Viene anche posta una grande domanda da parte dello scrittore al lettore, che avrà risposta sia da parte di Eggers che da parte di chi legge: Cosa faresti se la tua privacy scomparisse e tutti sapessero tutto? Insomma che cosa hai da nascondere? Ovviamente non vi dirò io cosa penso dato che questo è totalmente personale.

Personalmente ho trovato la lettura molto fresca e dettagliata se non fosse per un grande difetto a mio parere, la ripetitività delle spiegazioni. Eggers infatti si pone l’obbiettivo di arrivare a tutti e per farlo è costretto a sacrificare molto la narrazione in alcuni punti, così da poter spiegare alcuni neologismi che potrebbero non essere ben conosciuti da una parte dei lettori.

Degno di nota è il modo l’arrivo al finale, impostato in modo molto cinematografico ed estremamente funzionale anche in un libro.

Il risultato finale è un romanzo che mischia abilmente thriller, distopia e critica sociale, che i fan di Black Mirror e del genere distopico non dovrebbe farsi scappare, sopratutto con l’arrivo nelle sale del film tratto dal libro di James Ponsoldt con Emma Watson e Tom Hanks.

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