April 25, 2018
  • facebook
  • twitter
  • youtube
  • instagram
  • Homepage
  • >
  • Special
  • >
  • [Recensione] Rogue One: A Star Wars Story… ne sentivamo il bisogno?

[Recensione] Rogue One: A Star Wars Story… ne sentivamo il bisogno?

Ad un anno di distanza dall’uscita di Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza, torniamo a parlare della saga di Guerre Stellari e questa volta lo facciamo con Rogue One: A Star Wars Story andando indietro nel tempo ancora prima del lontano 1977, quando George Lucas diresse il primo capitolo che diede origine alla famigerata Galassia lontana lontana...

Se soltanto un anno fa le critiche che vennero mosse nei confronti dell’ultima pellicola di J.J. Abrams erano principalmente legate al fatto che, sia per sceneggiatura che per regia, lo stesso director si fosse concentrato a mantenere uno standard già impostato da Lucas, qui, con Rogue One: A Star Wars Story accade esattamente il contrario. Rogue One, che si propone fondamentalmente come un capitolo accessorio e non di vitale importanza per il brand, si palesa con una serie di innovazioni stilistiche che grazie ad una sapiente conduzione da parte di Gareth Edwards riesce ad unificare la tendenza moderna degli espedienti grafici e narrativi al classicismo già dettato dai capitoli precedenti. Edwards rimuove qualsiasi elemento superfluo ed ormai demodé, si affida a toni decisamente più luminosi e cerca in ogni modo di far funzionare quello che potremmo definire un vecchio macchinario, ma lo fa con ingranaggi nuovi. La cosa funziona, riesce a costruire un mondo parallelo a quello della saga classica sfruttando ogni elemento a sua disposizione e Rogue One, pur essendo una storia minore nell’immenso universo Stellare, gioca un ruolo fondamentale nelle vicende cronologicamente narrate da Lucas.

rogue oneQuesto nuovo percorso intrapreso da Edwards, che non necessariamente possiamo preventivamente attribuire agli altri registi che metteranno mano ai capitoli successivi, dividerà di gran lunga il pubblico in due specifiche fazioni: da una parte troveremo coloro che apprezzeranno la sequele di innovazione tecniche e la voglia di narrare qualcosa di nuovo all’interno di una storia che, in realtà, ha già detto tutto, mentre dall’altra parte troveremo i famelici affezionati che non sapranno accontentarsi poiché, sfortunatamente, questa pellicola non aggiunge nulla di nuovo a quanto già lo spettatore medio non sappia della famigerata saga.

Prendendo posto appena prima di Star Wars Episodio IV: Una Nuova Speranza, Rogue One: A Star Wars Story racconta le gesta di un gruppo di giovani ribelli che, consapevoli o meno del grande aiuto che andranno ad apportare, si ritroveranno a combattere un male comune a fronte, anche, di motivazioni e fini differenti. E come ci è già stato insegnato più volte nel corso della saga, una delle caratteristiche chiave che contraddistingue il bene dal male sta proprio in questo, la diversità. Un popolo di ribelli costituito dalle più svariate razze del cosmo (in questo caso limitate rispetto ai capitoli precedenti) spinte da dissimili intenzioni, si ritrova a contrastare il conformista Impero costituito da umani, unicamente umani, sottoposti di un regime totalitario che annienta l’individualismo e la varietà culturale. Per questo troviamo un team assortito dai più disparati personaggi, una Ribelle, un Guerriero, un Religioso, un Droide e chi più ne ha più ne metta, ogni personaggio è presente per una qualche ragione che, in un modo o nell’altro, verrà rivelata all’interno del lungometraggio.

Ma fondamentalmente è qui che nasce la più grave lacuna della pellicola, Guerre Stellari è, ormai da anni, un grande progetto multimediale che si districa e si accaparra una fetta di ogni media possibile. Ne esistono libri, romanzi, fumetti e serie televisive che vanno ad approfondire, in modo molto eloquente, le vicende che si svolgono andando a scavare nel profondo di ogni cosa per trarne la massima rappresentazione. Cosa che, purtroppo, in questo stand-alone non avviene. Per quanto l’intera pellicola sia dotata di grandi rimandi ad Una Nuova Speranza, per quanto riesca a risolvere alcune ingenuità che l’epopea si è portata avanti per ormai troppo tempo è probabile e altrettanto possibile che diversi tra i fan più accaniti si ritrovino a chiedersi se davvero fossero necessarie oltre due ore di lungometraggio per risolvere queste “piccolezze”. Il plot, la sintesi, quel semplice accenno di trama che ci spinge a vedere il film perché incuriositi dalla missione per recuperare i piani della morte nera, risulta essere quasi tutto ciò che rimane dopo la visione. La trama e la sceneggiatura, che potevano essere maggiormente arricchite, si limitano a mantenere quanto avevano promesso senza però mai andare a scavare troppo nel recondito. I personaggi, ad eccezione del trio portante composto da Jyn, Andor e K-2SO, non sono particolarmente approfonditi, spesso risultano solo delle forme di colore da aggiungere alle scene quando, con maggiore attenzione, si sarebbero potuti sviluppare sotto una luce più chiara e definita. In particolar modo i personaggi di Chirrut e Baze, che colpiscono particolarmente grazie al loro character design, sono corredati di elementi tali da non passare inosservati aggiungendo maggiori interrogativi sulle due figure.

De Facto Rogue One è un ottimo film, ben costruito sotto quasi la totalità dei punti di vista, il primo atto introduttivo travolge lo spettatore con una miriade di informazioni utili a poter sopperire all’irresoluta parte centrale che, non troppo faticosamente, si trascina fino al terzo atto ove la conclusione tocca vivacemente le corde giuste per esaltare l’appassionato. E se è vero che un ottimo dolce può salvare una cena, la conclusione di Rogue One non solo arricchisce le due ore di spettacolo ma va anche a sopperire le mancanze centrali.

Ora sta solo a voi spettatori, uscirete dalla sala contenti delle miriadi di citazioni e delle innovazioni apportate oppure ve ne uscirete insoddisfatti pensando che si sarebbe potuto fare di più?

PS: Sono state fatte tante belle cose in questo film… ma l’attaccatura della maschera di Lord Vader potevano anche coprirla
Precedente «
Successiva »

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Podcast