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SNOTGIRL

Snotgirl Volume 1 – La malinconica eleganza dei social media | Recensione

  • di Simone Prina
  • 19 Luglio 2018
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Lottie Person è una fashion blogger. La sua vita è scandita da brunch, stalker, caffè freddo decaffeinato e dalle sue singolari “allergie.” Oltre a ciò (e al cercare di evitare il suo ex ragazzo), Lottie passa gran parte del tempo ad aggiornare il suo blog, il suo profilo instagram, quello twitter, ecc…

Ad un primo sguardo, la vita della protagonista suona un po’ insulsa, non vi pare? Questo perché lo è.

SnotgirlBryan Lee O’Malley il (sempre sia lodato) creatore di “Scott Pilgrim” con il primo volume di “Snotgirl” sancisce l’inizio della sua prima serie a cadenza mensile. Indipendentemente dall’attaccamento che provate o meno verso i precedenti lavori di O’Malley, Snotgirl offre uno sguardo divertente, avvincente e decisamente bizzarro al mondo del fashion blogging.

Come sopra, Snotgirl ruota intorno alla bizzarra doppia vita della blogger Lottie Person. Questa scrittrice alla moda è completamente ossessionata dalla proiezione della versione ideale della propria immagine per il suo vasto pubblico di follower. Ma, come abbiamo detto, Snotgirl è di più, per cui non fasciatevi la testa al pensiero di dover leggere una storia su di una auto-proclamata social-guru della moda.

Il funzionamento della serie deriva, in effetti, dal suo mettere in tavola tutte le carte a sua disposizione in una sola mano. Da una parte, Snotgirl è un’intrigante analisi del percorso di crescita emozionale di una giovane donna che cerca di capire cosa significhi essere un’adulta. Lottie è troppo caotica e alla deriva per essere qualcosa di diverso da un personaggio tragicomico. D’altra parte, Snotgirl si presenta come una commedia stravagante molto in linea con ciò che in Scott Pilgrim ci ha fatto innamorare della scrittura di O’Malley (anche se, al posto dalla cultura pop, qui troviamo influenze provenienti dalla parte più social di internet e della blogosfera). Pagina dopo pagina, il primo volume si tinge di misteriose e intrigati sfumature che trasformano il tutto in una storia molto diversa da quella proposta nelle prime pagine. Nell’insieme, tutti questi elementi formano un fumetto diverso da molti altri titoli attuali trattanti argomenti simili.

Per ciò che concerne il comparto grafico di Snotgirl, O’Malley lascia spazio ad una nuova leva: Leslie Hung.

Snotgirl

Lo stile della Hung trasmette con grazia la transizione tra la facciata pubblica di Leslie e la sua travagliata vita privata. Il volume è pieno di splendide ed eleganti raffigurazioni di fashionista che si pavoneggiano per i loro fan, ma anche spaccati intimi e poco lusinghieri di Lottie, raggomitolata tra le coperte e in lacrime. Come in Scott Pilgrim, anche qui è tangibile una forte influenza dalla scuola manga sul comparto artistico, che tuttavia ottiene un effetto molto diverso e più aggraziato rispetto alla grafica stilizzata e iper-cinetica che contraddistingue Scott Pilgrim. La colorazione, ad opera di Mickey Quinn è lussureggiante e tanto aderente agli stati d’animo dei protagonisti da risultare un perfetto complemento del comparto narrativo.
Snotgirl – Verde (non) d’invidia“, primo volume della prima serie mensile di Bryan Lee O’Malley, è abbastanza denso di mistero, trama e sentimento da fomentare un’impaziente attesa del prossimo numero, ad un fumetto seriale, non si può chiedere altro.
Nonostante Snotgirl stia evidentemente ancora cercando una sua dimensione, già da questo primo volume si è rivelata essere una serie tanto bizzarra quanto interessante. Conoscendo l’abilità di O’Malley nel creare percorsi di evoluzione emotiva e personale, di certo possiamo aspettarci grandi cose dagli sfaccettati protagonisti di Snotgirl.
Menzione d’onore per il modo in cui i richiami ai post sui social media sono integrati nel comparto artistico e nella narrazione. Ormai includere Tweet o richiami a applicazioni di messaggistica nei fumetti non è una novità, ma in questo caso ciò aiuta a disegnare un perfetto contrasto tra le due metà della doppia vita di Lottie. Riportare alcuni dei dialoghi sotto forma di chat testuali, snellisce e semplifica parte dei dialoghi, rendendo i momenti più discorsivi della storia più snelli e fruibili.
Snotgirl non potrebbe essere più diversa dai precedenti progetti fumettistici di Bryan Lee O’Malley, tuttavia la sua bizzarria, la vena creativa e il comparto sentimentale, faranno amare Lottie a tutti i fan di Scott Pilgrim e “Seconds.” Portato sugli scaffali delle librerie del bel paese da Edizioni BD, questo primo numero è un forte debutto per il duo O’Malley/Hung, che di certo saprà farsi largo tra il sempre più esigente pubblico della Image Comics.


Snotgirl volume 1 - Verde (non) d'invidia

Snotgirl volume 1 - Verde (non) d'invidia funge da debutto bizzarro, divertente e accattivante per il duo O'Malley/Hung. Questa insolita, nuova serie targata Edizioni BD, offre uno sguardo divertente, avvincente e decisamente bizzarro al mondo del fashion blogging, con un tocco di mistero che vi terrà incollati fino all'ultima pagina e vi farà bramare il seguito.
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Conosciuto anche come "ComicsFreak", è un fan della cartaccia quadricromatica fin dall'ormai lontano 1996. Collezionista ossessivo compulsivo di pupazzame e robaccia di plastica, ha una vera e propria ossessione per Batman e Spider-Man. Da buon amante di letteratura, cinema, setie TV e videogiochi, tra ciò che più adora spiccano: i romanzi di Kurt Vonnegut, "Léon", "Star Trek" e la saga di "The Legend of Zelda".
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