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Soldado di Stefano Sollima – Uno dei migliori Film d'azione dell'anno | Recensione

  • di Moreno Bernasconi
  • 18 Ottobre 2018
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Soldado

Soldado é un film italo-statunitense del 2018, seguito di Sicario, diretto da Dennis Villeneuve e uscito nelle sale nel 2015. Il film, come il suo predecessore é stato scritto dallo sceneggiatore Taylor Sheridan, mentre della regia si é occupato l’italiano Stefano Sollima, famoso per Romanzo Criminale – La Serie, Gomorra – La Serie, ACAB e Suburra, uscito nelle sale francesi ad agosto ed in quelle internazionali a settembre, il film é infine arrivato nelle sale del bel paese solo oggi giovedi 18 ottobre. Tutta questa attesa sarà quindi valsa a qualcosa? Scopritelo con la nostra recensione!

Il film inizia con un attentato terroristico suicida a Kansas City in cui 15 americani (tra cui dei bambini) vengono uccisi con delle esplosioni multiple. Il governo degli Stati Uniti, che sospetta che i cartelli della droga messicani facciano penetrare terroristi sul suolo americano in cambio di compenso, decide di reagire con la forza ed assolda Matt Graver (Josh Brolin) per dare un duro colpo ai cartelli. Matt ingaggia Alejandro Gillik (Benicio del Toro) per una operazione segreta: quella di rapire la figlia del capo di un cartello fingendo di appartenere ad un gruppo rivale, in modo da scatenare una guerra fratricida tra i cartelli che distrugga entrambe le fazioni.

La regia di Soldado é una regia che si sposa perfettamente con i generi del film, riuscendo a fondere perfettamente le scene concitate d’azione al clima di tensione perenne del thriller fino ai momenti di introspezione tipici del drammatico. Ogni scena d’ azione risulta chiara e ben dettagliata, studiata in modo da offrire une visione verosimile di uno scenario di conflitto urbano, senza confondere lo spettatore con un’inutile concitazione, al contempo senza dilungare quanto stiamo vedendo, riuscendo sempre a mantenere il proprio ritmo e rispettarlo. La tensione la si percepisce sin da subito grazie ad uno splendido connubio tra colonna sonora e ritmo del montaggio e viene in seguito supportata dalla ottima recitazione dei personaggi e del loro rapporto con quanto sta succedendo o quanto succederà in seguito. La drammaticità ci viene comunicata non tanto a parole, ma proprio attraverso questa recitazione così delicata ed ermetica: sguardi, comportamenti, silenzi, persino il semplice parlare con i gesti, tutto questo racconta di per sè una storia e con questo il regista ha saputo regalare al pubblico dei personaggi profondi proprio perché non si svelano completamente e che quindi hanno qualcosa che lo spettatore vuole carpire, fare suo ma che non potrà ottenere, creando un sincero e naturale senso di curiosità ed attaccamento verso di essi.

La recitazione, è quindi inutile dirlo, risulta di grandissimo livello, gli attori riescono perfettamente ad adattarsi a quanto sta accadendo intorno se, rivelando varie sfaccettature, grazie anche alla ottima caratterizzazione apportata dalla sceneggiatura.

Sceneggiatura che fa un gran lavoro nel rendere questi personaggi tridimensionali, avendo capito che questi sono la chiave che permette a commistione di generi di coesistere in armonia, e lo fa in un modo molto semplice: presentandoli prima in condizione di controllo e poi mostrando quanto accade e come li cambia la perdita di questo controllo. Questa strategia, semplice ma efficace viene utilizzata per tre dei quattro personaggi più importati del film, e crea innatamente un senso di empatia verso di essi, mentre il quarto personaggio, quello più ambiguo, subisce il trattamento opposto e questo crea un senso di alienazione con lui, generando un contrasto molto interessante e che fornisce un valore aggiunto di notevole fattore.

Inoltre la sceneggiatura mette in luce l’effimerità del potere e come a volte basti davvero poco affinché esso sfugga di mano e causi disastri enormi, mostrando quanto sporco e corrotto sia il mondo non solo dei cartelli, ma anche dell’intelligence stesso, più portata a favorire la carriera degli uomini al potere, più che difendere i cittadini.

Il comparto tecnico ci regala una colonna sonora opprimente e dura, che si sposa alla grande con ogni scena del film, nemmeno dal lato della fotografia si vedono errori, ogni luce ha un suo senso ed una sua utilità, forse l’unica pecca é che non regali scorci particolarmente memorabili, ma può anche essere una scelta voluta, in quanto la carne al fuoco in questo film é già molta e altri dettagli avrebbero probabilmente affaticato troppo lo spettatore. Nota di merito anche verso la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir, che esalta la tensione delle scene ed omaggia quella del primo film, realizzata dal compianto Jóhann Jóhannsson.

Soldato é probabilmente il film d’azione dell’anno, capace di fondere adrenalina, tensione ed empatia dentro una singola pellicola, riuscendo a regalare una visione capace di affascinare lo spettatore e di mostrare con orgoglio di essere il degno seguito del suo già ottimo predecessore.


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