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Star Wars e l’importanza della Forza nel Cinema

  • di Marcello Martinotti
  • 14 Dicembre 2016
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Tra poche ore nelle sale Italiane e in molte sale mondiali verrà rilasciato il primo vero e proprio Spin-Off basato sulla saga di Star Wars. Una saga che ormai imperversa nell’immaginario collettivo da quasi 40 anni, con qualsiasi tipo di prodotto dai libri ai giocattoli per i bambini fino ad arrivare ai capi di vestiario.

 

Ma partiamo dall’inizio. Siamo nel lontano 25 Maggio 1977, nelle sale cinematografiche esce un film che rispetta completamente tutte le caratteristiche del Blockbuster moderno finendo per essere ritenuto il Blockbuster per eccellenza, ovviamente parlo di Star Wars. Diretto da George Lucas e ambientato in una galassia lontana, questo film racconta di come, con l’aiuto dell’anziano Cavaliere Jedi Obi-Wan Kenobi, dei droidi R2-D2 e C-3PO, del pilota Han Solo e del suo peloso copilota Chewbacca, il giovane Luke Skywalker riesca a soccorrere la principessa Leia, la quale è stata rapita dai soldati dell’Impero, capitanati dal malvagio Darth Vader, e viene tenuta prigioniera nella base spaziale, la famigerata Morte Nera. Una volta liberata la principessa, il gruppo raggiunge le truppe dell’Alleanza Ribelle, di cui Leia è il capo, sul pianeta Yavin 4 per poi attaccare e distruggere la Morte Nera, colpendone l’unico punto debole: il reattore principale. A sferrare il colpo decisivo sarà proprio Luke che, grazie all’aiuto di Han Solo, farà così esplodere la base delle truppe dell’Impero e verrà insignito di una medaglia al valore dalla stessa Leia. Una sinossi semplice, lineare, che grazie alla sua risonanza ha dato il via ad una diffusione massificata e capillare dello sci-fi, consacrando il fantascientifico come l’ambito di maggior investimento da parte delle major, posto che fino ad ora era occupato senza via di scampo dalle pellicole in costume, i film storici per intenderci, e piazzando le prime basi per gli appassionati del genere (o fanbase, per i veriggiovani) per tutti i capolavori fantascientifici venuti negli anni ’80, Dune e Blade Runner su tutti.

Star Wars ebbe una fortissima pubblicità, si insisteva molto sulla unicità della vicenda raccontata e dell’esperienza di visione che veniva offerta, promuovendolo nel trailer come an adventure unlike anything on your planet e a spectacle light-years ahead of its time. La pellicola veniva classificata come Fantascientifica, ma all’interno del film c’è anche un piccolo spazio per gli intrecci amorosi che vede coinvolti Leila, Luke e Han Solo. Questa piccola parte della trama a livello pubblicitario venne sfruttata per coinvolgere anche il pubblico femminile, tanto è che nel trailer si definisce Star Wars come a big sprawling space saga of rebellion and romance. Anche i più giovani dovevano essere coinvolti, si sfruttò il personaggio di R2-D2 in cui i bambini potevano identificarsi, leitmotiv che si è ripetuto in maniera anche parecchio estremizzata negli Ewok di Episodio VI e, a conti fatti, anche con BB-8 nella Sequel Trilogy.

Star Wars narra la tradizionale favola dell’eroe chiamato a salvare una damsel in distress, mettendo in scena una vicenda che prosegue per rapporti causa-effetto. Luke rappresenta il classico eroe senza macchia, distaccandosi così completamente dai protagonisti, mai pienamente positivi, che fino ad allora si erano visti sullo schermo, il cacciatore di taglie/canaglia del nostro cuore Han Solo in prima linea. All’interno della pellicola diretta da Lucas è netta la distinzione tra i personaggi che rappresentano il Bene e quelli che rappresentano il Male. Questa differenziazione viene operata anche a livello visivo, il bianco dei Jedi contro il nero di Vader: siamo davanti ad un intreccio convenzionale, al quale però viene data una patina moderna ambientandolo in un altro Universo, lontano da tutto ciò che lo spettatore è abituato a esperire nel suo quotidiano, e facendo ampio ricorso a effetti speciali, creati e gestiti da una società fondata apposta dallo stesso George Lucas, la Industrial Light and Magic, o ILM.

Altro punto veramente importante però di cui vorrei parlare è quello che reputo il punto reale che ha di fatto per molti consacrato Star Wars come lo spartiacque tra il cinema moderno e quello della nuova epoca tutt’oggi in corso che viene definito come postmoderno. Star Wars fu il primo film, la prima opera cinematografica ad essere distribuita commercialmente con il sistema sonoro Dolby-stereo, dando cosi allo spettatore un senso di immersione in questo modo immaginifico, anche se solo a livello uditivo. L’immersività, assieme all’ibridismo, alla frammentarietà e all’intertestualità, è considerata una delle principali caratteristiche del cinema postmoderno, motivo per cui molti reputano questa pellicola la chiave di svolta del cinema mondiale da moderno a postmoderno.

star warsIl Bene e il Male incarnati nei protagonisti, il misterioso passato appena accennato dell’antico Culto della Forza e un Universo dalle mille facce (esatto, sto parlando della Cantina di Mos Eisley, probabilmente il masterpiece della ILM) ha contribuito ad un’esplosione di curiosità dai fan per cui il film non è stata la semplice rappresentazione della visione di caponerd come Lucas, ma un punto di partenza di un nuovo volto della creatività fino ad ora sfogata solo nel fantasy più puro, e diffusa a macchia d’olio. Cosa c’è oltre? Quanti sono gli utilizzatori di quest’arma fighissima chiamata Spada Laser? Di che razza è quell’alieno rosa servitore di Jabba? Altro aspetto importante è quello rappresentato dalla scenografia polverosa e dal Millenium Falcon, navicella di Han Solo, che appare come una nave spaziale di seconda mano. Questi dettagli hanno l’intenzione di dare allo spettatore l’effetto di “Usato”, ossia come se tutto fosse li già da molto tempo prima dell’inizio della vicenda che viene messa in scena. Anche la “fuga” finale di Darth Vader è un chiaro tentativo di mantenere la trama aperta e non chiudere completamente il film.

Come oramai è abitudine ai giorni nostri per i blockbuster, il film non si limitò al grande schermo, ma diventò in tutto e per tutto un vero e proprio franchise, finendo per ampliare tramite molteplici mezzi la narrazione della pellicola. Fumetti, libri, videogiochi, film per la TV, due serie animate e via dicendo. La cosa davvero importante da notare però è che Lucas aveva già pensato di espandere il racconto originario in altre pellicole, ciò spiega i vuoti narrativi o i riferimenti a luoghi e avvenimenti lasciati alla nostra immaginazione. Scena fondamentale di questo punto è il duello tra Obi-Wan e Vader, per tutto il film abbiamo allusioni ad un prima, nel quale i due hanno avuto modo di scontrarsi più volte. Will Brooker ha un’interessante teoria sul combattimento del film, secondo lui il duello che ingaggiano appare “Formale”, come se stessero cercando di ricordare “I passi di una danza rituale” che in passato hanno più volte messo in scena. Dando cosi allo spettatore il suggerimento che il duello possa essere una replica in un certo senso abbozzata di duelli passati a cui il film però non dà nessun peso.

star wars

Noi stasera.

Non fraintendete però, tutto ciò non era esattamente il piano di Lucas: tante delle parti non raccontate e lasciate all’ambiguità non sono state affrontate per problemi dovuti alla produzione del film, tra sforamenti di budget e fase di shooting al limite del vivibile. Il boom di Episodio IV però ha portato prima alla costruzione della trilogia e ad un successo costante negli anni che ha portato la Lucasfilm ad allargare l’Universo cinematografico di questa pellicola, finendo a realizzare prima una trilogia Prequel, la tanto odiata trilogia Prequel, poi una trilogia Sequel che si è realizzata, purtroppo e per fortuna, dall’intervento della Disney, che dopo l’acquisizione della Lucasfilm ha ordinato non solo una nuova trilogia, ma anche degli spin-off che amplificheranno questo magico senso d’immersione andando a toccare fasi e personaggi lasciati ancora nebbiosi, distanti dalle vicende della dinastia Skywalker, spin-off il cui destino è legato a triplo nodo dal destino di Rogue One, in uscita domani nelle sale e in anteprima oggi.

Redcapes sarà all’anteprima, tenetevi pronti!

Ci sono ancora davvero tante cose che si potrebbero dire sul primo capitolo di Star Wars, potremmo parlare a lungo dello stile che Lucas scelse guardando al cinema mainstream dell’era dello studio system, attendendosi al decoupage classico per far dimenticare allo spettatore la presenza del montaggio e rendendo cosi più immersiva la visione e tante altre tecniche usate, potremmo parlare delle ispirazioni, le cause che hanno creato l’atmosfera e la visione di Lucas, Leone e Kurosawa su tutti, l’iconicità dei suoni, delle Statuette vinte, non ne finiremmo più. Vi basti questo, la saga di Star Wars ha scolpito l’immaginario collettivo di tanti piccoli nerd e ha deviato con la sua imponenza e risonanza il corso del processo creativo cinematografico, Episodio IV ha acceso una fiamma che brilla inestinguibile da 40 anni e che in sala avrà, per certi versi, la chiusura, la conclusione del dubbio che dopo Episodio VII fluisce nelle vene degli appassionati: E’ ancora quel Guerre Stellari, o è qualcos’altro? Staremo a vedere, noi abbiamo già la pelle d’oca.

In collaborazione con Warcry

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