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Swamp Thing: Inverno

Swamp Thing: Inverno – Il Gelo del Nostro Scontento | Recensione

  • di Simone Prina
  • 19 Marzo 2019
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Fine. Nella vita di ogni lettore questa parola rappresenta un inevitabile momento di confronto che, presto o tardi, giunge inesorabilmente. Non a caso, la fine, unitamente a tutti i concetti e le elucubrazioni che essa porta con sé, rappresenta il tema principale di Swamp Thing: Inverno (“Swamp Thing Winter Special“).

Swamp ThingIn questo caso, purtroppo, non si parla della fine di una serie, ma della dipartita di Len Wein che, insieme a Bernie Wrightson (scomparso pochi mesi prima di Wein), diede vita a Swamp Thing.
 Tom King, Jason Fabok e Brad Anderson danno il via al loro tributo a Wein e Wrightson ponendo Swamp Thing nel bel mezzo di una tundra sferzata da un’incessante nevicata. Privato del suo legame con il “verde”, il benigno mostro della palude si ritrova costretto a fuggire da un nemico invisibile: un mostro di neve. La fuga dell’avatar del verde non è però un viaggio solitario. Ad accompagnare il viaggio di Swamp Thing vi è un bambino, unico sopravvissuto della propria famiglia, attaccata dal mostro di neve.

Inverno è dunque una storia “on the road”, dove i protagonisti sono contemporaneamente in fuga e all’inseguimento di qualcosa. L’intero albo e’ un metaforico tributo a Wein e Wrightson. In Inverno, il dolore della perdita e lo sconforto sviluppato dall’impossibilità di reagire in modo logico alla morte, vengono sublimati in un viaggio emozionale lungo l’elaborazione del lutto.

La difficoltà insita nel continuare a vivere in “modo normale,” dopo aver subito una perdita, viene efficacemente rappresentata dall’ardua marcia nella neve affrontata dai de protagonisti. I piedi che affondano nella neve, camminare senza la certezza che la strada percorsa porti effettivamente da qualche parte, il vento e il freddo che sferzano il fisico e il morale dei protagonisti, la fuga da un nemico sconosciuto e la simultanea ricerca di un altrettanto ignoto deus ex machina in grado di salvarci… Sono tutte metafore volte a spiegare, con immagini concrete, il tour de force emotivo al quale e’ sottoposta una persona che ha subito un lutto. Sfondo e ragion d’essere dell’intera storia, la neve è la vera e propria metafora della morte. Essa è onnipresente, influenza e cambia chi ha la sfortuna di camminare in balia dello sferzare del vento che ne è portatore.

Swamp ThingCon questa avventura di Swamp Thing, tuttavia, King, Fabok e Anderson non cercano unicamente di rappresentare in modo concreto e tangibile la complessa amalgama emotiva nel quale si rimane invischiati tentando di dare una risposta ad uno degli enigmi più grandi dell’esistenza.

Inverno è una “road story” con un obbiettivo tanto intangibile quanto fortemente impresso nella mente del protagonista: la speranza. La cieca corsa di Swamp Thing in mezzo alla tundra ghiacciata, è l’ennesima metafora racchiusa in questa breve storia. In questo caso, la solitaria e gelida marcia dell’avatar del verde, rappresenta la ricerca di qualcosa o qualcuno a cui aggrapparci per non cadere nell’abisso della disperazione. La storia che segue, è un inedito (e incompleto) racconto di Len Wein, Kelley Jones e Michelle Madsen. Ospiti d’eccezione: Batman, Solomon Grundy e il vecchio amico di Swamp Thing, Matt Cable. La storia è, purtroppo, priva di dialoghi. Tuttavia, la sceneggiatura scritta da Wein, è riportata a fine volume per consentire la comprensione del racconto.

Nel complesso, oltre ad essere un fumetto di elevata qualità, Swamp Thing: Inverno è una solenne e bellissima lettera d’amore a Swamp Thing e ai suoi creatori, Len Wein e Bernie Wrightson. La malinconica e naturale sensazione che affiora nel lettore, nel comprendere che il racconto finale non vedrà mai una conclusione, non offusca la qualità del tributo che King, Fabok e Anderson hanno riservato a due dei pilatri del mondo della nona arte.

Swamp Thing: Inverno non è un “memento mori”, bensì ci ricorda che, per quanto la separazione sia un concetto complesso e doloroso, saremo sempre immortali nei cuori di chi ci ha amato. L’arte è un inconsapevole gesto d’amore con cui l’essere umano sceglie il modo in cui rapportarsi col mondo. Per tanto, Len Wein e Bernie Wrightson vivranno per sempre, in ogni singola pagina di Swamp Thing.


Swamp Thing: Inverno

Tom King, Jason Fabok e Brad Anderson rendono omaggio ai leggendari creatori di Swamp Thing, lo scrittore Len Wein e l'artista Bernie Wrightson. Swamp Thing: Inverno è un appassionato e sentito tributo ai creatori di uno dei personaggi più sfaccettati e misteriosi del mondo del fumetto.
8
Commovente
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Conosciuto anche come "ComicsFreak", è un fan della cartaccia quadricromatica fin dall'ormai lontano 1996. Collezionista ossessivo compulsivo di pupazzame e robaccia di plastica, ha una vera e propria ossessione per Batman e Spider-Man. Da buon amante di letteratura, cinema, setie TV e videogiochi, tra ciò che più adora spiccano: i romanzi di Kurt Vonnegut, "Léon", "Star Trek" e la saga di "The Legend of Zelda".
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