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The Boys

The Boys – Recensione dei primi due episodi | Anteprima

  • di Marco Travicelli Sciarra
  • 22 Luglio 2019
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Il 26 luglio arriva su Amazon Prime Video la prima stagione di The Boys, serie tv ideata da Eric Kripke (creatore di Supernatural), Evan Goldberg e Seth Rogen, basata sull’omonimo fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson. Si tratta di una nuova collaborazione di Golberd e Rogen su materiale creato da Ennis, in quanto già ideatori e produttori dell’adattamento TV di Preacher.

Grazie ad Amazon, abbiamo avuto la possibilità di vedere i primi due episodi in anteprima, e di e potervene parlare. La prima stagione di The Boys sarà composta da 8 episodi, della durata di 60 minuti l’uno, che ci presenteranno il gruppo dei “ragazzi”, una squadra di antieroi al soldo della CIA, con il compito di contrastare e sventare la più grande minaccia all’umanità, ovvero i supereroi.
Già da questo incipit possiamo notare la natura anticonvenzionale della serie, come da abitudine per le opere di Garth Ennis, una serie nella quale il supereroe, oltre a salvare il mondo, ne è anche la principale minaccia, trovandosi dalla parte opposta della barricata.

The Boys

Nelle prime due puntate, ci vengono introdotti, soprattutto nella prima, quelli che sono gli elementi principali della serie ed alcuni dei suoi protagonisti. Il mondo di The Boys è il nostro, con una differenza: se, nel nostro mondo, il mito dei supereroi viene dai fumetti, e si ingigantisce tramite merchandising e media di vario genere, nel mondo di The Boys i supereroi sono reali, e sono questi ultimi il “materiale originale” da cui nascono fumetti, film e merchandising. In questa serie, i supereroi sono delle vere e proprie rockstar, gestite da agenzie, ognuno con il proprio manager, che trova agli eroi contratti, città da proteggere, contratti pubblicitari, ed ogni agenzia ha i propri eroi di punta, come una casa discografica ha il proprio artista o gruppo di riferimento. Tra tutti gli eroi, spiccano i Sette, un gruppo palesemente ispirato alla Justice League di casa DC, capitanato da Patriota, il Superman di questo mondo.
Gli altri membri sono Queen Maeve, A-Train, Abisso, Black Noir, Translucent. Il settimo, ed ultimo, membro del team è la nuova arrivata, Annie January, nome in codice Starlight, una giovane ragazza interpretata da Erin Moriarty.

Parallelamente ai Sette e all’arrivo di Starlight, ci viene presentato Hughie, giovane ragazzo, interpretato da Jack Quaid, che lavora in un piccolo negozio di elettronica. La vita del ragazzo verrà sconvolta proprio da un membro dei Sette, A-Train, che ucciderà, in una scena decisamente grottesca, la fidanzata di Hughie. Le vicende di Hughie e di Annie viaggiano in parallelo, tra il tentativo di lei di farsi accettare nel gruppo, subendo anche diversi tentativi di abuso, tra i quali una richiesta esplicita di sesso orale, e la disperazione del giovane, fino all’entrata in scena di Billy Butcher, interpretato da Karl Urban, che diventerà il leader del gruppo The Boys.

The Boys

Mentre nella prima puntata ci vengono presentati il mondo ed alcuni dei protagonisti, nella seconda si entra nel vivo dell’azione, con la trama che inizia a prendere forma, così come i The Boys, ai quali si aggiunge il Francese, un esperto di chimica con tendenze dinamitarde. Inoltre, viene introdotto anche il personaggio di Susan L. Reiner, interpretata da Jennifer Esposito, il collegamento tra il gruppo di Butcher e la CIA.

In questi primi due episodi notiamo subito l’ottimo lavoro svolto da Kripke, Goldberg e Rogen; questi ultimi, diversamente da Preacher, partito molto più lentamente e con una prima stagione dedicata ad una storia marginale dell’opera fumettistica, iniziano con una marcia decisamente più accelerata e si gettano nelle vicende principali della trama imbastita da Garth Ennis e, pur con alcune licenze poetiche, ne trasportano su schermo l’essenza, oltre ad essere molto più fedeli agli eventi chiave ed alla caratterizzazione dei personaggi.

Il tutto avviene grazie ad un’ottima scrittura, che ci mostra i supereroi come delle autentiche superstar, il cui punto chiave è la totale libertà di fare ciò che vogliono, indipendentemente dalle conseguenze; inoltre, particolare attenzione viene data al personaggio di Starlight, alla quale viene concesso molto spazio ed un background più ampio rispetto al fumetto.

The BoysPer quanto riguarda il cast, il lavoro svolto è decisamente eccellente: su tutti, troneggia letteralmente Karl Urban, un Billy Butcher perfetto, pur se non simile nell’aspetto al protagonista del fumetto di Garth Ennis. Discorso simile per Hughie, con un Jack Quaid che, seppur diverso fisicamente dal personaggio dei fumetti (ispirato esteticamente a Simon Pegg che, curiosità, nella serie interpreta il padre di Hughie), porta su schermo una versione molto convincente del giovane, inizialmente travolto dagli eventi. Anche il Francese, interpretato da Tomer Kapon, è ben reso sullo schermo e, a differenza di Butcher e Hughie, l’attore è praticamente identico alla sua controparte cartacea. Oltre a loro, un ottimo Anthony Starr ci regala un Patriota persino migliore rispetto all’originale, con l’attore capace di rendere alla perfezione la condizione di disturbo mentale del personaggio. A-Train (Jessie Usher), pur apparendo poco, è protagonista di alcune scene decisamente cariche del classico black humor tipico delle opere di Ennis. Starlight, con il volto di Erin Moriarty, già vista in Jessica Jones, rende bene il personaggio e la sua dedizione all’essere accettata dai  Sette. Infine, Abisso, con il volto di Chace Crawford, il Nate Archibald di Gossip Girl.

Azzeccata anche la colonna sonora, con una buona selezione di pezzi che spaziano dal rock all’alternative rock, con una strizzata d’occhio al punk, e che ben si adattano al ritmo della narrazione ed al contesto della serie.

Possiamo quindi dire che, a fronte delle prime due puntate, The Boys si presenta come una serie decisamente valida, che ci sentiamo di consigliare sia al lettore del fumetto di Ennis e Robertson, che ritroverà figure familiari, pur se riadattate, ma soprattutto l’essenza della serie di Garth Ennis; la serie è caldamente consigliata anche ad un pubblico più generalista, che magari ha apprezzato prodotti simili, come Preacher, The Umbrella Academy o Legion, adattamenti di serie a fumetti che, pur reinterpretando il materiale originale, ne mantengono l’essenza e le caratteristiche eclettiche.

Decisamente una serie che non passa inosservata, e che Amazon Prime Video ha già rinnovato per una seconda stagione, dimostrando di credere decisamente nel prodotto.

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