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Triple Frontier

Triple Frontier di J.C. Chandor – L’Avidità del soldato | Recensione

  • di Luca Brindani
  • 16 Marzo 2019
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Il 13 Marzo Netflix ha rilasciato sulla sua piattaforma Triple Frontier, nuovo action-thriller realizzato da J.C. Chandor che vedeva un cast di tutto rispetto da Ben Affleck fino ad Oscar Isaac.

L’odissea produttiva della pellicola scritta da Mark Boal (The Hurt Locker) è finalmente finita. Quello che inizialmente era un progetto Paramount Pictures, approda su Netflix dopo che per anni (il progetto è datato 2010) si sono susseguiti infiniti rumor su chi potesse entrare nel cast, da Tom Hanks a Will Smith, Tom Hardy, Mark Wahlberg, Channing Tatum e Mahershala Ali. Qual’è il risultato finale dopo quasi 9 anni di produzione?

Pope” (Oscar Isaac) è un’operativo delle forze speciali che sta cercando di catturare un pericoloso narcotrafficante da anni, Lorea, proprio sulla Tripla Frontiera, la zona di confine che unisce il Paraguay, l’Argentina e il Brasile. Nel momento in cui Pope scopre il nascondiglio del trafficante e che con sé ha anche un’enorme quantitativo di milioni di soldi sporchi, mette su un piano. Pope contatta così dei suoi ex commilitoni delle forze speciali: Tom “Redfly” Davis (Ben Affleck), esperto nella programmazione dei raid, William “Ironhead” Miller (Charlie Hunnam), Ben Miller (Garrett Hedlund) e il pilota d’elicottero, Francisco “Catfish” Morales (Pedro Pascal). I cinque ex operativi delle forze speciali si riuniscono per compiere una rapina in una zona di frontiera scarsamente popolata del Sud America. Per la prima volta nelle loro illustri carriere, questi eroi sconosciuti intraprendono una pericolosa missione per sé stessi e non per la nazione. Ma quando gli eventi prendono una piega inaspettata e la situazione rischia di sfuggire di mano, il gruppo deve affrontare un’epica battaglia per la sopravvivenza che metterà a durissima prova le abilità, la lealtà e le regole morali di ognuno.

J.C. Chandor non è nuovo ad occuparsi di action thiller, nel suo curriculum abbiamo Margin Call e 1981: Indagine a New York, quest’ultimo con Oscar Isaac protagonista. Con delle premesse del genere, con Chandor e Boal al timone di Triple Frontier, ci si aspetterebbe un film d’azione di tutto rispetto, sopratutto dal punto di vista della sceneggiatura e del sottotesto: soldati a cui l’esercito ha preso i loro migliori venti anni per poi scaricarli come fossero pezzi consumati di un ingranaggio molto più ampio, eppure non è solo questo il messaggio di sostrato. La pellicola nei suoi primi 40 minuti ci porta una riflessione interessante sull’utilità del soldato nell’ingranaggio dell’esercito, su ciò che rimane quando, una volta congedati, tornano a vivere una vita ed un ambiente familiare che non è più loro. In parte è quello che succede a Tom, interpretato da Ben Affleck, un personaggio esperto in operazioni delicate che, da quando è tornato, non ha trovato altro lavoro; oppure ancora il Santiago Garcia di Oscar Isaac, che porta sulla sua pelle anni di vite spezzate sia per colpa sua che per colpa di quelli a cui da la caccia, gente troppo potente e quindi al di sopra delle regole. Gli altri personaggi sono poco definiti, a parte il Ben Miller di Garrett Hedlund un bravo ragazzo che non porta segni visibili del suo passato, se non nella sua psiche. Dopo il lungo discorso sul perché fare il colpo e su ciò che significa essere soldati, si passa ad un action thriller che inizia a seguire tutti gli stilemi dell’heist movie, dagli imprevisti all’entrata in scena dell’avidità e dei problemi personali dei protagonisti, che può portare un piano perfettamente orchestrato al fallimento.

La regia di Chandor è pulita e ci permette di seguire l’azione discretamente bene, una buona prova del regista che non amplifica la confusione ma che al contrario segue il flusso dell’azione. La fotografia scura che fa risaltare i protagonisti in mezzo ad una giungla ostile è funzionale come in tutti i prodotti Netflix, le musiche non sono di particolare impatto ma non denotiamo vuoti od eccessi, assolvendo alla funzione senza troppi fronzoli.

Triple Frontierè un film d’azione che vive nel momento in cui premi play e muore nel momento in cui i titoli di coda scorrono su schermo, alcune scene potenti ci sono, quindi ci sentiamo di consigliarlo a chi ha sete di azione pura. Ma sono disseminate lungo una pellicola che in alcuni momenti si prende troppo tempo per lunghe conversazioni dove non vi è lo spazio o il tempo per farle. Molte riflessioni inserite nei primi quaranta minuti sono interessanti e meriterebbero un’approfondita analisi se non un altro tipo di pellicola basata su altri aspetti del topos della guerra, ma vengono rimosse senza il giusto peso da tanta azione e da davvero troppi dialoghi. Se siete in cerca di un film che vi faccia passare due ore senza che sia abbia l’impressione di assistere a becere sparatorie siete sulla strada giusta, ma non sperate di guardare qualcosa di memorabile o di totalmente coerente con la realtà della situazione. A voi la scelta!

Triple Frontier

Triple Frontier è un film d'azione che vive nel momento in cui premi play e muore nel momento in cui i titoli di coda scorrono su schermo, alcune scene potenti ci sono, come anche riflessioni, che però ad un certo punto vengono abbandonate in favore di una facile azione e tanto troppo parlare, quando ci sarebbe solo da proseguire senza guardarsi indietro sia sul proprio passato che su quello che hanno appena fatto. Se siete in cerca di un film che vi faccia passare due ore e che non vi faccia sentire completamente stupidi a guardarlo e apprezzate i film di guerra e gli heist movie questo fa per voi, ma non sperate di ricordavi molto alla fine della pellicola se non due scene che decisamente dovevano essere il fulcro della seconda parte del film invece di azione troppo marcata e spesso causata da scelte evitabili dei cosiddetti esperti protagonisti.
6.5
Discreto
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