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Vecchio Occhio di Falco

Vecchio Occhio di Falco Vol. 1 : Occhio Per Occhio | Recensione

  • di Alberto Tollini
  • 24 Dicembre 2018
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Negli ultimi anni il personaggio di Clint Barton, aka Occhio di Falco, è tornato prepotentemente sulle scene. Grazie alle prime due pellicole di Avengers, in special modo la seconda, il personaggio si è fatto conoscere dal grande pubblico che ha potuto poi apprezzare (e amare) tutto l’eroismo di Clint, grazie alla testata Occhio di Falco del duo Fraction-Aja.

Dopo 24 splendidi numeri, è toccato a Jeff Lemire in coppia con Ramon Peréz narrare le avventure di Clint e Kate Bishop, intrecciando drammi familiari e linee temporali future. Se il primo arco narrativo, più personale e riflessivo, è da apprezzare pur senza raggiungere le vette di Fraction, il secondo futuristico arco narrativo dell’arciere di casa Marvel non si è dimostrato per niente incisivo e al di sotto delle aspettative. Sicuramente l’aspetto old dato a Occhio di Falco era uno degli elementi più accattivanti e interessante, debitore senza alcun dubbio dell’Old Man Logan di Millariana memoria. E forse sfruttando proprio il successo di Logan, ultima pellicola dedicata all’artigliato canadese, capace di portare sullo schermo le atmosfere dell’amatissima saga del duo Millar e McNiven, la Marvel affida a Ethan Sacks (Silver Surfer Annual, Old Man Quill) ed al nostro Marco Checchetto (Punisher, Star Wars) il compito di realizzare una miniserie di 12 numeri su Clint Barton dal titolo Vecchio Occhio di Falco, di cui Panini Comics ha recentemente proposto la prima metà della nuova avventura di un acciaccato Clint, a pochi mesi di distanza dall’uscita americana, in un comodo volume cartonato.

Ambientato nell’universo creato da Mark Millar nel lontano 2008, Old Man Hawkeye si svolge cinque anni prima degli eventi che vedranno Logan scontrarsi con la famiglia Banner, espandendo e fornendo delle back stories ad alcuni elementi di questo universo dai toni aridi e malinconici.

Clint Barton è malato. Una malattia incurabile sta gradualmente danneggiando gli occhi dell’arciere portandolo presto alla cecità totale. Prima che ciò accada però, Occhio di Falco è deciso fermamente nel voler risolvere, o almeno provare, le questioni ancora aperte nella sua vita, familiari e non. Tormentato ancora dalla morte di quasi tutti gli eroi del Marvel Universe per mano di Teschio, Clint intraprenderà un viaggio nelle lande desolate americane per vendicare la morte dei suoi amici e compagni e dimostrare, non solo a se stesso, che vi è ancora speranza per il mondo. In questi primi numeri Ethan Sacks pone le basi per una storia dal potenziale interessante che, pur debitrice della sua progenitrice, se sviluppata a dovere potrà sicuramente trovare la sua ragion d’essere. Specialmente l’animo da spaghetti western, con quel pizzico di follia estrema alla Mad Max risulta di forte impatto, catturando l’immaginario del lettore. Lodevole è anche la caratterizzazione di Clint Barton che, seppur ricalcando un modello già ampiamente noto, riesce a trovare una propria voce. Meno riuscite invece sono le continue spiegazioni e il voler fornire un contesto, una spiegazione ad alcuni elementi visti precedentemente su Old Man Logan, a tratti forzati e superflui (vedi il Venom T-Rex).

Senza alcun dubbio l’arte di Marco Checchetto si dimostra ancora una volta sinonimo di qualità. Abbandonati gli scenari cosmici di Gamora e Star Wars, il disegnatore padovano approda nelle aride terre distopiche di quest’America sconfitta, mostrando fin da subito di meritare il titolo di Young Gun affidatogli dalla Casa delle Idee. Le sue tavole di Checchetto incantano per dinamicità e frenesia, esaltandosi nelle splash page in grado di far respirare una narrazione dai ritmi serrati e sostenuti. Altra nota da celebrare è il character design dei personaggi che risulta fin dai primi istanti accattivante ed iconico, in special modo Bullseye in chiave Lee Van Cleef. Oltre alle tavole di Checchetto, anche i colori di Andres Mossa sono da elogiare: i colori del venezuelano sono in linea con i canoni dell’universo della storia riuscendo perfettamente a trasmettere la desolazione e l’aridità di queste terre ma con una nota di malinconia, rassegnazione e rabbia.

Aspettando l’uscita del secondo ed ultimo volume, Vecchio Occhio di Falco: Occhio per Occhio si rivela una lettura interessante e appagante. Questo western apocalittico in salsa Marvel, seppur con qualche elemento un po’ forzato, convince e meraviglia gli occhi grazie all’ottima prova di Marco Checchetto.


Vecchio Occhio di Falco Vol. 1

Vecchio Occhio di Falco: Occhio Per Occhio ci riporta nelle desolate atmosfere di Old Man Logan, analizzando il personaggio di Clint Barton. Un po’ western, un po’ Mad Max, Sacks riesce a ritagliare il suo spazio all’interno di questo universo e, seppur con qualche forzatura ed approfondimento a mio parere superfluo, pone delle interessanti basi per la seconda parte della storia. Parallelamente, l’arte di Checchetto sbalordisce, rimarcando il talento dell’artista nostrano ormai riconosciuto anche oltre oceano.
7
Appagante
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Per gli amici Tollo, ha un debole per gli eroi in tutina Marvel e DC dal luglio del'92. Crescendo scopre Frank Miller e Grant Morrison che gli cambiano il modo di intendere il fumetto e da allora professa instancabilmente la loro parola. Districandosi tra una recensione e un'intervista, sperperà metà del suo stipendio per seeguire ogni singola serie di Rick Remender.
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