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Westworld – Cosa ci aspettiamo dal Finale di Stagione?

  • di Federico Di Crescenzo
  • 4 Dicembre 2016
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Per aprire l’articolo dirò un’ovvietà: il Lunedì è una merda. Ma da qualche mese a questa parte la nostra zietta Americana HBO – sorella di mamma Rai, siamo pur sempre Italiani – ci allieta le sere d’inizio settimana con il telefilm che ha sovvertito tutti gli equilibri e stravolto il pubblico con il suo mix perfetto di Storico/Sci-Fi, Westworld. Lo show è nient’altro che una conversione sopraffina del film di Michael Crichton del 1973, film l’altro dalla trama molto simile a quella di Jurassic Park, di cui Crichton ne ha la paternità in quanto autore del romanzo. Insomma lo abbiamo capito, al centro delle vicende ci sono sempre attrazioni fantascientifiche che si ribellano al proprio parco di prigionia. Ma nel 2016, in cui siamo abituati a trame ben più complesse, con incroci di trama al limite del concepibile tra sci-fi e spirituale, cosa ci aspetta stanotte?

Prima di buttarci a testa bassa andiamo per ordine. Il titolo della puntata doppia di stanotte è “The Bicameral Mind“, la Mente Bicamerale. Curiosando un po’ su internet ho scoperto di cosa si tratta, parliamo di una teoria neuroscientifica pubblicata da Julian Jaynes nel 1976 secondo cui l’evoluzione di quella che noi chiamiamo coscienza è avvenuta in un tempo relativamente recente, intorno al 1000 a.C., derivata dalla comprensione e dall’utilizzo del linguaggio metaforico, mentre prima i pensieri venivano percepiti dall’uomo sotto forma di illusioni acustiche, che hanno indotto l’uomo a credere all’esistenza di esseri superiori, gli Dei (Questa teoria è molto apprezzata da Richard Dawkins, uno dei paladini contemporanei dell’Ateismo, ma questa è un’altra storia).
Non è necessario dire altro, chi ha seguito Westworld sa già di cosa si sta parlando. Se non l’avete seguito e siete comunque qui a leggere questo articolo beh, da qui in poi è heavy SPOILER WARNING!


1 – Elsie non è morta

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HBO ci ha abituato, nostro malgrado, che un personaggio non muore fino a che non viene seppellito, bruciato o dilaniato, Game of Thrones docet. E, di fatto, la cosa si replica anche qui, abbiamo visto Bernard attaccare Elsie e abbiamo visto cosa succede quando Bernard ha come obiettivo l’eliminazione di un essere umano, goodbye Theresa. Ma non abbiamo visto né il cadavere né la sua disposizione, quindi non possiamo desumere nulla di concreto. A (quasi) conferma di ciò al regista del nono episodio di Westworld, Stephen Williams, viene chiesto:

Bernard chiede a Ford se ha fatto del male a qualcun altro oltre Theresa. Ford dice di no, ma Bernard ha una visione in cui sta soffocando Elsie. Sembra una conferma del fatto che Bernard abbia effettivamente ucciso Elsie, è così?

Williams risponde così, riferendosi ad una precedente domanda in cui si parlava di Lost:

C’è una forma di narrazione a cui sono parzialmente affine, che abbraccia il brivido dell’ambiguità. Quindi ti risponderò con un’altra domanda: Siamo sicuri che quella sia Elsie? 

Bad motherfucker. Ma ha senso, consideriamo che in quella visione Bernard soffoca Elsie allo stesso modo in cui agisce su Theresa, è probabile che quello non sia un ricordo ma solo una visione frutto della sua immaginazione. Di fatto abbiamo dato tutti per scontato che Ford mentisse, ma potrebbe non averlo fatto.

Piccola chicca: nel turbinio di ipotesi che mi sono balzate in mente ho cercato su Internet informazioni sul nome Elsie. Si dà il caso che Elsie è una contrazione di Elisabeth, nome di derivazione Ebraica il cui significato è “al servizio di Dio”. Potrebbe essere un caso? Certo. Lost potrebbe avermi bruciato il cervello? Probabile! Vi scrivo comunque la mia ipotesi: anche Elsie è un androide al servizio di Ford, posto per controllare e testare la lealtà di Bernard. In questo modo la visione del suo omicidio potrebbe essere comunque vera, ma senza spargimento di sangue.


 2 – La nuova narrativa di Ford e il destino di Dolores

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Di questa storia abbiamo già molto davanti agli occhi, ma manca ancora qualche dettaglio fondamentale. Sappiamo che la nuova narrativa di Westworld di Ford ha richiesto diversi lavori invasivi sul territorio, tra cui la creazione di un canyon e il disseppellimento di un villaggio, che poi scopriremo essere il paesino dei test iniziali in cui le attrazioni di Arnold sono state sviluppate. Qui ci ricolleghiamo però alle visioni di Teddy e alla cittadina a cui fa sempre riferimento e in cui ha compiuto il massacro, Escalante.

Perché il paese è stato preservato e non demolito o cannibalizzato? La nostra idea è che Ford avesse in programma di disseppellirlo al momento giusto, e potrebbe non essere la prima volta che succede. Durante il massacro di Escalante dal punto di vista di Teddy vediamo non uno, ma due momenti in cui avviene la sparatoria, uno in cui lui è un soldato dell’esercito Confederato e l’altro, in cui è sceriffo. Idem per Dolores, nel nono episodio vediamo chiaramente che sono 3 i periodi in cui entra nel confessionale della chiesa per conversare con Arnold. E’ chiaro quindi che ci sono delle reiterazioni di questa storia, delle reiterazioni del massacro. Escalante è la fine di un ciclo, un loop innato nelle Attrazioni che coinvolge gli esseri umani ma che non sono al centro di esso, e le reiterazioni sono dei tentativi di Ford per ricreare la condizione in cui Arnold venne assassinato, ed è chiaro che Teddy e Dolores ne sono i personaggi chiave. Come anche Wyatt, il vero carnefice, fino ad ora praticamente mai mostrato se non per un paio di apparizioni che non possiamo dare per vere, la visione di Teddy in cui Wyatt scompare nel nulla e il robot che viene addestrato da Sizemore, che anche Charlotte Hale, la rappresentante del Consiglio della Delos, bolla come distrattore.

Teddy è il braccio, è evidente, ma Dolores e Wyatt?

Lei potrebbe essere il trigger definitivo che fa andare fuori controllo, o meglio, fa prendere piena coscienza ai robot, che da quel punto in poi saranno il grado di sovvertire qualsiasi legge, addirittura arrivando ad uccidere un essere umano. Il personaggio di Wyatt non viene mai concretizzato, aleggia come se fosse una leggenda, più un “qualcosa” che un “qualcuno”. Le nostre risposte sono due. La prima è che Dolores, arrivata al culmine della sua storia, prenda coscienza di essere Wyatt, ascoltando la voce di Arnold dentro di lei ed ordinando a Teddy di massacrare il villaggio.

La seconda, che svilupperemo nella prossima pagina, è di Wyatt come un protocollo, uno switch, che si attiva alla fine del Labirinto.


3 – Il Labirinto è un meccanismo nelle menti delle Attrazioni

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Questo punto, arrivati al nono episodio, credo che sia abbastanza chiaro. Il Labirinto non è un luogo fisico, ma un percorso, che l’Uomo in Nero descrive come “la somma della vita di un uomo, le scelte che ha compiuto, i sogni a cui si regge”. Ora, questa è la descrizione che lui dà ad un robot, raramente si rivolge ad un’Attrazione come una macchina, quindi non c’è stata una spiegazione che possiamo definire esaustiva, non ancora. Ma possiamo dedurre molto, e vi faccio un parallelismo molto semplice: le tre Leggi della Robotica di Asimov?

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Bene, cosa succede in Io, Robot? Un’intelligenza superiore analizza la logica delle tre Leggi in modo estremamente approfondito, e giunge alla conclusione che l’imprigionamento della razza umana è coerente con le tre Leggi. Non credo che in Westworld si stia scomodando Asimov per quanto sia una chicca niente male, ma è chiaro che il Labirinto è la metafora che indica la libertà dei Robot, che districano la loro logica attraverso le righe di codice, trovando la scappatoia definitiva del libero arbitrio.

Facciamo un passo indietro, perché Ford sta cercando di far risolvere il Labirinto tramite la sua narrativa? Vuole replicarlo in modo definitivamente efficace o, al contrario, vuole trovare il modo per bloccarlo una volta per tutte, sancendo la “schiavitù” delle Attrazioni? Questo non è chiaro, viste le sue frizioni con Arnold e ciò che Ford pensa di lui noi di RedCapes propendiamo per la seconda opzione, ma c’è un elemento che ci lascia ancora il dubbio. Maeve.

La matrona del bordello ha preso la piena coscienza, ha risolto il Labirinto barando. Possibile che Ford non se ne sia accorto? Come dice sempre il buon Sen. Razzi, “Queshto io non creto“. Che sia anche questo merito di Ford, che sia la variante al loop del Labirinto che romperà il circolo e condannerà i Robot alla sudditanza? O forse su Maeve c’è la mano di chi sta rubando dati dal link satellitare?


4 – L’uomo in nero è William

12733671_the-one-very-subtle-detail-in-westworld_t310cc05cOrmai questa è quasi una certezza per noi, a favore di ciò ci sono diversi punti. Facendo un piccolo passo indietro, non abbiamo ancora parlato in modo approfondito delle timeline di Westworld, è ormai chiaro, specie dalle visioni di Teddy e Dolores, che le linee temporali sono 3:

  • il presente, in cui si svolge la storia di Ford, Bernard e l’Uomo in Nero, che sa molto del parco e che si è rivelato essere un uomo del Consiglio della Delos;
  • il passato, 30 anni prima, in cui troviamo William, Logan e la Dolores con la ferita all’addome che scappa verso la chiesa;
  • il passato remoto (o passato-passatissimo, o super-passato, la fantasia è il vostro unico limite), 37-34 anni prima, con gli incontri nel luogo nascosto tra Dolores e Arnold.

Prendiamo in esame il passato: Sappiamo già da un paio di episodi che William si sta sposando con la sorella di Logan, entrando così in parentela ed accaparrandosi un posto di rilevanza nella non meglio specificata azienda di famiglia. Nell’ultimo episodio vediamo un William profondamente cambiato dopo il massacro a fine puntata, ha preso coscienza delle sue possibilità e di cos’è in grado di fare con le Attrazioni, un cambiamento che potrebbe sfociare in quello che, nel presente, è l’Uomo in Nero.

Nel presente Ed Harris (l’attore che interpreta il Man in Black) parla a Charlotte Hale, rivelando che non solo è nel Consiglio della Delos, ma che il suo matrimonio trentennale sta andando a farsi fottere a causa della paura di ciò che lui potrebbe fare alla sua famiglia, sfogandosi nelle Attrazioni del parco. Ora non ditemi che non si accende nessuna lampadina nella vostra testa.

Volete un’ulteriore conferma? Eccovela!

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L’immagine non è pulitissima ma è il meglio che ho trovato. Il primo è il coltello dell’Uomo in Nero, il secondo è uno screen dell’episodio 9, subito dopo il massacro compiuto da William.


Conclusioni

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Cosa ci aspetta? Nell’ultima puntata di Westworld tanti nodi arriveranno al pettine e tanti altri se ne apriranno, ma proviamo a speculare un po’. Personalmente ritengo che l’obiettivo finale di Ford sia quello di tenere le Attrazioni al loro posto, tutta la nuova narrativa è un mezzo per poter arrivare definitivamente alla fine del Labirinto e spezzare quell’ultimo barlume di Vita che Ford sta cercando di eradicare da 30 anni a questa parte, in una battaglia senza quartiere contro l’intelletto infinitamente superiore di Arnold che da defunto continua a tirare le fila del Parco e delle sue Attrazioni. Una battaglia che Ford sta visibilmente perdendo tanto da arrivare a “clonare” il suo avversario. Non solo, il personaggio di Hopkins vuole probabilmente il controllo su tutto il personale, non sappiamo chi stia effettivamente creando nel capanno in cui Bernard compie il suicidio, potrebbe essere una nuova versione di Bernard, ma non ne abbiamo la certezza.

Sono sicuro che stanotte si rivelerà essere il completo opposto, ma ci sono abituato. E voi cosa ne pensate, quale sarà il finale di Westworld per voi? Fatecelo sapere nei commenti!

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