Anna
Disponibile su Sky e NOW
Anna è una serie tv di Sky tratta dal best seller omonimo di Niccolò Ammaniti, che qui si occupa anche dell’adattamento e della regia, portando la sua incredibile sensibilità al servizio del media televisione, con un prodotto valido e che ci fa chiedere che fine abbia fatto la seconda stagione de Il Miracolo. La serie è ambientata in Sicilia, dopo lo scoppio di un virus mortale, la Rossa, che ha ucciso tutti gli adulti del mondo. Ora, i bambini sopravvissuti senza più nessuno che li possa difendere vivono in clan selvaggi. Il punto di vista dello spettatore nella serie è dato dalla protagonista, Anna (Giulia Dragotto), una bambina di tredici anni che, dopo la morte dei suoi genitori, è costretta a prendersi cura del fratellino Astor (Alessandro Pecorella) presso una grande casa nel bosco. Quando però Anna è via a cercare del cibo, il clan dei Blu rapisce Astor e così la ragazzina, insieme al suo amico Pietro (Giovanni Mavilla), parte per un viaggio alla ricerca del fratellino. Nel viaggio i due ragazzi si scontreranno con il clan dei Blu e con la loro comandante Angelica (Clara Tramontano), una perfida ragazza che tiene in ostaggio l’unico adulto che sembra essere sopravvissuto: la Picciridduna. Sicuramente per la situazione che stiamo vivendo non è facile guardare una serie tv su una pandemia, ma la qualità della serie vi farà passare sopra a tutto. Infatti, la Rossa è solo un ennesimo problema, un ostacolo da superare in questo racconto di formazione, impregnato però di quella distopia che sembra sposarsi alla perfezione con questo genere di narrazioni sia cinematografiche che letterarie. Inoltre, tutti i ragazzi, a partire da Giulia Dragotto, fanno un ottimo lavoro nonostante siano per la maggior parte esordienti. Anna sarà pure interpretata da giovani, ma si rivolge decisamente ad un pubblico più maturo, le scene che vengono mostrate sono decisamente crude e le situazioni potrebbero risultare particolarmente disturbanti per un pubblico troppo giovane.
Arcane
Disponibile su Netflix
In generale, i prodotti televisivi e cinematografici derivati dal mondo dei videogiochi non sono mai riusciti a convincere fino in fondo, con progetti decisamente di scarso livello (Monster Hunter, Assassin’s Creed) ed altri a malapena mediocri (Resident Evil, Tomb Raider), giusto per citarne alcuni dei più recenti e senza scomodare autentiche perle del cattivo gusto come il lungometraggio di Street Fighter. In ambito animazione, qualcosa di più carino ha visto la luce negli ultimi anni, con Castlevania, Dargon’s Dogma e DOTA, ma senza mai sfornare un prodotto che davvero mettesse tutti d’accordo, fino all’arrivo di Arcane su Netflix. La serie, ambientata nel mondo del popolare MOBA League of Legends e realizzata da Riot Games e Fortiche, un sodalizio che ormai perdura da anni ed ha portato risultati encomiabili già nei video pubblicitari di LoL, è un autentico capolavoro dal punto di vista tecnico: dal character design, alle ambientazioni, dalle animazioni spettacolari alla colonna sonora, i nove episodi di questa prima stagione ci hanno portato nella Città del Progresso, Piltover, e nei bassifondi della stessa, facendoci conoscere le origini di Jinx, Vi, Jayce, Caitlyn, Ekko, Viktor. Una sceneggiatura splendidamente pensata, con tre mini archi narrativi, una scrittura quasi perfetta dei personaggi, tridimensionali nella loro caratterizzazione quanto lo sono nell’animazione, una regia incredibile e vicende appassionanti e mai scontate sono gli elementi di forza di una stagione che ha stupito e fatto parlare di sè, dando ulteriore lustro al mondo creato da Riot Games ormai undici anni fa e portando League of Legends ancora più al centro del mondo videoludico.
Dopesick
Disponibile su Disney+
Sorpresa pubblicata su Star, Dopesick – Dichiarazione di dipendenza, è una miniserie basata sul romanzo di Beth Macy, Dopesick: Dealers, Doctors and the Drug Company that Addicted America, che a sua volta si basa sulla storia vera di come l’America ha sviluppato un problemi da oppioidi. La serie racconta dalle origini e i primi istanti della diffusione degli oppiodi negli Stati Uniti, quindi dalle false rassicurazioni di Big Pharma e di alcuni medici, fino all’indagine DEA e ad alcuni eroici dottori che hanno svelato il segreto, creando un vero e proprio scandalo, purtroppo quando già era troppo tardi per intervenire. La serie si concentra dunque non solo sulle bugie che sono state portate avanti da persone di cui la gente si fidava, ma anche degli effetti tangibili degli oppiodi sulla vita di tutti i giorni come quello su una comunità di minatori, ma non solo. La schiettezza e la precisione con cui vengono descritti i passaggi ci porta in uno dei più grandi scandali medici della storia degli Stati Uniti, che avrebbe potuto fare anche più vittime non si fosse intervenuti. La serie non conta però solamente su una storia vera e cruda, ma anche su un cast eccezionale composto da Michael Keaton, Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Will Poulter e Rosario Dawson. La narrazione si dipana quindi su più punti focali che cercano (riuscendoci) di dare allo spettatore tutte le informazioni per capire un dramma alquanto grande, ma tutto umano che ha colpito quello che è visto come il più grande mercato mondiale anche dalle aziende farmaceutiche.















