Passati 20 anni da Onimusha: Dawn of Dreams, Capcom ha finalmente ascoltato le voci insistenti del proprio pubblico e dal suo magico cilindro videoludico ha rispolverato un nuovo capitolo della saga creata da Jun Takeuchi, Keiji Inafune e Yoshiki Okamoto. Onimusha: Way of the Sword infatti segna così un ritorno assolutamente importante per il franchise, ma soprattutto un nuovo inizio che dovrebbe gettare le basi per il futuro. Da fan della saga sinceramente non vedevo l’ora di metterci sopra le mani e grazie ad un codice gentilmente offerto da PLAION ho potuto giocare il titolo su PlayStation 5 Pro. E ora, dopo aver smembrato intere orde di Genma per le strade di Kyoto, sono pronto a raccontarvi la mia esperienza nei panni del nuovo demone samurai della software house di Osaka.
Uno degli aspetti più iconici della serie è assolutamente il suo protagonista, dove Capcom ha sempre usato nei suoi vari capitoli attori celebri come Takeshi Kaneshiro, Yūsaku Matsuda e Jean Reno. Anche per Onimusha: Way of the Sword la strada intrapresa dalla compagnia nipponica di fatto è stata la medesima, optando per il compianto Toshirō Mifune, leggenda assoluta del cinema giapponese e storico collaboratore del regista Akira Kurosawa, che già prestò le fattezze del suo viso per l’anime di Netflix. In Way of the Sword il protagonista è Miyamoto Musashi, il più grande e storico spadaccino e Samurai della storia giapponese ed inventore della tecnica Hyōhō Niten Ichi-ryū, famosa per l’uso simultaneo di due spade, ovviamente qui rivisitato pesantemente nel contesto fantasy del titolo.

Una volta iniziato il gioco ci troveremo difatti subito nei panni di Musashi, un samurai molto irruento e dall’aria po’ spaccona che dopo uno scontro con un samurai rivale, si ritrova ben presto in fuga da un gruppo di spadaccini vogliosi di vendetta per il loro maestro. Con questa sezione che farà anche da tutorial per il giocatore affrontando diversi scontri, ci troveremo poco dopo dinanzi al celebre e rivale storico di Musashi, Sasaki Kojirō, rivisitato da Capcom per il gioco come Sasaki Ganryū. Dopo un bellissimo battibecco tra i due e la voglia di mettere mano sulle spade ancora una volta, qualcosa però va storto. A sorpresa infatti arriva un gruppo folto di Genma (demoni) che attaccano entrambi a sorpresa e pongono fine alle loro vite.
Poco dopo Musashi si risveglia mentre il suo corpo naviga verso gli inferi, dove incontra un misterioso uomo vestito di bianco che lo obbliga ad indossare l’iconico guanto della serie. Tornato in vita e all’inizio riluttante nel volere il guanto, alla fine Musashi capisce che non potrà disfarsene e quindi inizia a sfruttare i suoi poteri per combattere i demoni. Ha così inizio Onimusha: Way of the Sword, che porterà il nostro samurai in un lungo cammino ricco di ardue sfide e scontri epici. L’aspetto che più mi ha convinto del gioco fin da subito è certamente il suo combat system, dinamico, fluido, divertente e soprattutto spettacolare. Musashi all’inizio potrà eseguire un attacco leggero, uno pesante, la parate e una schivata.
I cosiddetti parry però possono offrire un ventaglio enorme in termini di utilizzo sul campo di battaglia: troviamo infatti la Guardia con la pressione del tasto L1 per parare i colpi, ma che farà diminuire la nostra resistenza e la Parata sempre con L1, ma che con il giusto tempismo sarà capace di respingere l’avversario e aprire anche una finestra di vulnerabilità. Infine, troviamo la Respinta tramite la pressione del tasto L1 + X appena prima di subire il colpo, con quest’ultima che sbilancerà di fatto il nostro avversario e consumerà anche notevolmente la sua barra della resistenza. In aggiunta, troviamo la schivata perfetta con il tasto cerchio premuto al momento giusto (che sarà molto duttile anche come contromossa alle prese) e soprattutto il ritorno dell’Issen (tasto quadrato o triangolo), una schivata con un tempismo ancora più perfetto, ma che contrattaccherà il nemico con un affondo letale.

Qualche volta ci capiterà anche di incrociare allo stesso tempo le lame contro i nemici e questo attiverà o l’Incrocio di spade in cui dovremo premere ripetutamente il giusto tasto per prevalere sul nemico, o lo Scontro di lame, in cui dovremo eseguire un attacco diverso dal precedente per vincere il duello. Nel pacchetto troviamo anche l’Assalto per spezzare la difesa forte del nemico ed eseguire una combo che ridurrà notevolmente la sua resistenza, l’utilizzo di un arco con il tasto R2 e le uccisioni furtive. Man mano che proseguiremo nel gioco però potremo anche aggiungere al nostro arsenale diverse armi Oni, come il Duo Celestiale, la Frusta dei Venti, lo Scuoti-terra, il Flauto della fenice, il Vuoto lampeggiante o l’Acqua cheta, attivabili durante lo scontro con R1 in base a quante anime blu avremo raccolto con il guanto.
Infine troviamo il Risveglio Oni, la forma finale di un Onimusha, manovra che porta Musashi ad essere praticamente invincibile per un breve periodo di tempo grazie all’accumulo di anime viola. Difatti, un’altra peculiarità del combat system sarà proprio l’utilizzo del guanto Oni, che con il tasto L2 sarà in grado di assorbire diverse anime dai cadaveri dei nemici. Per esempio assorbendo le anime di colore giallo ripristineremo una porzione della salute, quelle rosse serviranno per potenziare l’albero delle abilità e quelle blu e quelle viola proprio per attivare le armi Oni o utilizzare il Risveglio Oni come dicevamo poco più sopra. Molto importanti saranno le anime rosse, visto che grazie alle suddette potremo potenziare tre aspetti fondamentali: Abbigliamento (salute/resistenza), Spada (potere attacco, armi Oni e Issen) e Guanto (potere Oni massimo e velocità/portata assorbimento anime).
A conti fatti il lavoro svolto da Capcom con il combat system l’ho trovato veramente superbo, visto che con un po’ di pratica e imparando i pattern dei nemici è veramente facile da padroneggiare. Ovviamente bisogna tenere conto anche delle difficoltà, con la modalità Storia molto più facile su ogni fronte, mentre se opterete per Azione avrete già un buon tasso di sfida. Infine, proprio per i giocatori più stoici e che cercano una sfida ancora più elevata, ci sarà la modalità Massacro una volta terminato il gioco.

Oltre alla possibilità di seguire le missioni principali, l’open map ambientata in una Kyoto nell’era Edo offre anche diverse missioni secondarie, eventi casuali con i Genma ed enigmi ambientali per cercare tesori. Ad aggiungersi troviamo anche note sui Genma per il glossario e la possibilità raccogliere molteplici oggetti che serviranno per curare la salute, la resistenza o donare determinati bonus in battaglia a Musashi. Tenete bene a mente che svolgere le missioni secondarie (di cui alcune sono abbastanza dimenticabili) sarà molto importante, perché le risorse ottenute grazie ad esse (pietre Oni e del Potere) ci porterà all’unico modo di accrescere notevolmente le abilità di base e speciali.
Nel nostro quartier generale, il Rokudo chinno-ji, potremo inoltre ampliare e scegliere la nostra borsa di hozuki in cui portare i vari oggetti benefici o potenziare i talismani grazie a delle offerte che doneranno altri bonus permanenti a determinate statistiche. Qui potremo anche affrontare esercitazioni (praticamente un tutorial di tutte le manovre di attacco e difesa) o svolgere nell’Arena duelli contro i vari boss precedentemente battuti nella storia. Sia nella nostra “base” che sparsi per la mappa troveremo anche vari Specchi dello Spirito, dove poter salvare, potenziare le abilità, cambiare aspetto, consultare il magazzino delle risorse che avremo accumulato ed usufruire del viaggio rapido tra i vari specchi.
ABSOLUTE CINEMA
A livello tecnico Capcom ci ha sempre abituati bene e anche qui al netto di qualche criticità dovuta ad una telecamera che a volte tende a sfarfallare, dei mob (nemici base) troppo ripetitivi e qualche sbavatura di design su alcune ambientazioni, lo fa sontuosamente grazie al suo RE Engine. Onimusha: Way of the Sword infatti offre un comparto artistico sopraffino, con cinematiche da urlo e una regia strepitosa, che si uniscono perfettamente all’ottima e avvincente storia scritta dal veterano Hiroshi Yamashita e diretta da Satoru Nihei.
Stessa cosa vale anche per le mimiche facciali, smembramenti degli arti, la caratterizzazione e animazioni dei movimenti dei vari personaggi, soprattutto per quanto riguarda Musashi, Ganryū e Dokyo, che sono di una qualità veramente eccelsa. Ma tutto questo si rispecchia anche negli scontri con i boss, il vero fiore all’occhiello della produzione di Capcom, capaci di regalare scontri sempre emozionanti, divertenti, sfidanti e coreografati in maniera sublime.

Duelli, in grado di far sentire al giocatore la reale sensazione di fisicità della battaglia tra due samurai. E a impreziosire tutto questo troviamo anche un comparto audio magistrale, con una riproduzione sonora dell’acciaio durante gli scontri a suon di katana, delle deviazioni o semplicemente di una freccia scoccata dall’arco che risultano super realistici. Sempre parlando di sonoro, un plauso va anche alla fantastica soundtrack di altissimo livello a cura di Marika Suzuki e Kota Suzuki, soprattutto per quanto riguarda le tracce che si ascoltano durante le varie boss fight, che si amalgamano perfettamente nel ritmo scenografico della battaglia, facendo danzare Musashi e i suoi rivali in uno scontro all’ultimo sangue oltremodo emozionante e adrenalinico.
Ottimo infine anche il doppiaggio italiano, che nel cast vede l’eccellente lavoro di Roberto Palermo (Musashi), Simone Marzola (Ganryū), Chiara Leoncini (Shizuka), Marco Balzarotti (Takamura), Martina Tamburello (Okuni), Gea Riva (Gioh) e Jolanda Granato (Dokyo). Infine, bisogna assolutamente sottolineare che il gioco non presenta bug e con una modalità grafica impostata su qualità e con ray tracing attivo, non ha mai presentato neanche cali di frame durante le mie 40 ore di gioco su PlayStation 5 Pro, risultando sempre granitico.
CAPCOM NON SBAGLIA UN COLPO
In conclusione il lavoro svolto da Capcom con Onimusha: Way of the Sword a mio modo di vedere è stato sbalorditivo, riportando in vita magistralmente un franchise che non vedeva la luce del sole da ben 20 anni e che non era neanche così facile da rispolverare. Un titolo semplicemente divertente, sfidante e veramente bello da vedere. Difatti, nonostante qualche problema con la telecamera, con dei mob troppo ripetitivi e qualche quest secondaria dimenticabile, Way of the Sword colpisce nel segno grazie ad un comparto artistico ed un gameplay pazzesco, praticamente tutto quel che serve per confezionare un gioco da 25 ore circa (senza fare tutto) sempre capace di intrattenere dall’inizio alla fine.
Se amate il genere action/hack ‘n slash e siete fan della saga, questo gioco farà sicuramente al caso vostro e vi farà godere veramente tanto. Un ottimo titolo anche per i neofiti o i più curiosi che si affacciano per la prima volta a questo franchise, visto che Way of the Sword è praticamente un nuovo inizio e non serve giocare i precedenti capitoli. Tirando le somme Onimusha: Way of the Sword si conferma per Capcom un altro tassello vincente di questo fantastico 2026, che ad oggi la riconferma a mio avviso la miglior software house in circolazione in termini di garanzia e qualità dei suoi prodotti, capaci di regalare titoli emozionanti, fatti con il cuore e soprattutto divertenti. E sinceramente c’è veramente bisogno di titoli così… Grazie Capcom.
Onimusha: Way of the Sword è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.
















