Diretto da KogonadaA Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario debutta nelle sale italiane il 2 ottobre distribuito da Eagle Pictures. Con protagonisti Margot Robbie e Colin Farrell, il film è scritto da Seth Reiss. Accanto ai due interpreti principali compaiono: Phoebe Waller-Bridge, Hamish Linklater, Kevin Kline, Lily Rabe e Billy Magnussen, che arricchiscono una narrazione già densa di simboli e metafore. Abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

David (Colin Farrell), uomo segnato da un passato doloroso, si mette in viaggio verso un matrimonio guidato da un vecchio GPS che sembra avere una volontà propria. Le strade che percorre non lo portano solo verso la destinazione, ma anche dentro se stesso, in un percorso pieno di deviazioni, incontri e rivelazioni. Durante il tragitto conosce Sarah (Margot Robbie), una donna dal passato altrettanto fragile, con cui instaura un legame che diventa specchio e amplificatore dei suoi conflitti interiori. I due si ritrovano così a esplorare non soltanto paesaggi reali, ma anche i territori invisibili della memoria, delle ferite psicologiche e della possibilità di rinascere.

Conosciuto per Columbus (2017), dove l’architettura diventava un linguaggio silenzioso attraverso cui i personaggi esprimevano le proprie emozioni, e per After Yang (2021), delicata riflessione sul rapporto tra umanità e tecnologia, Kogonada si è imposto come autore capace di raccontare il mondo interiore con immagini sobrie, essenziali e profondamente commoventi. In A Big Bold Beautiful Journey la sua poetica si espande: non più solo spazi minimalisti, ma un vero e proprio viaggio sensoriale e astratto, che fonde realismo e immaginazione. Qui Kogonada sembra voler osare, lasciando che l’elemento fantastico invada la quotidianità fino a trasformarla. Non è un caso che il film richiami il tono onirico e metaforico del Big Fish di Tim Burton: entrambi i registi, pur con sensibilità diverse, cercano di raccontare come l’immaginazione possa diventare un modo per affrontare il dolore e trasformarlo in bellezza.

Il film ruoto tutto attorno alla sua dimensione metaforica. Il viaggio in macchina non è solo un percorso geografico, ma soprattutto un attraversamento mentale: il GPS che devia continuamente la rotta diventa simbolo della psiche che non segue linee rette, ma si perde, devia, si blocca e a volte porta verso luoghi imprevisti. David e Sarah rappresentano due anime alla deriva che portano con sé “bagagli invisibili”: lutti, errori, paure che non hanno mai elaborato. Il film suggerisce che, se non si affrontano i propri traumi, essi continueranno a influenzare i nostri rapporti e a renderci incapaci di donare amore. Solo accettando le proprie fragilità, guardando in faccia i fantasmi del passato e riconoscendo la complessità della mente umana, è possibile aprirsi all’altro.

Il messaggio è chiaro: prima di imparare ad amare, bisogna imparare a stare bene con sé stessi. È una riflessione che, pur calata in un contesto fantastico e quasi surreale, dialoga con una sensibilità contemporanea: quella di una società in cui la salute mentale non è più un tema marginale, ma una priorità condivisa. Kogonada non racconta un percorso realistico, ma costruisce una fiaba psicologica che diventa universale proprio perché parla attraverso simboli, colori e immagini che ogni spettatore può interpretare secondo la propria esperienza personale.

La fotografia alterna con precisione tonalità calde e fredde: il rosso e l’arancio sono i colori di Sarah, mentre il blu è il colore di David. Questi colori si riflettono nei vestiti dei personaggi, negli oggetti che impugnano, persino nei paesaggi che attraversano, creando una continuità visiva che rende reale il loro stato emotivo. Colin Farrell con pochi gesti e sguardi riesce a trasmettere il peso interiore del suo personaggio. Margot Robbie, al contrario, mostra un’anima tormentata ma luminosa e in continuo tumulto. Le loro performance individuali sono convincenti, ma il vero difetto del film sta nella chimica tra i due: alcune scene che dovrebbero trasmettere calore e intensità amorosa risultano invece più tiepide e non raggiungono quel livello di avvolgente intensità che la regia costruisce intorno a loro. Nel cast secondario: Phoebe Waller-BridgeKevin KlineHamish Linklater, Lily Rabe e Billy Magnussen.

A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario è un film che unisce poesia visiva e profondità emotiva. Kogonada riesce a trasformare una storia di viaggio in una grande allegoria sull’animo umano, costruendo un cinema che parla più per immagini e suggestioni che per linearità narrativa. Nonostante qualche limite nella resa romantica, il film è un’opera che affascina per la sua estetica, emoziona per la sua umanità e colpisce per la delicatezza con cui affronta il tema della salute mentale.


A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario arriva al cinema con Eagle Pictures a partire dal 2 ottobre. Ecco il trailer italiano del film:

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