Nel catalogo sempre più vasto di Netflix, Boots, disponibile dal 9 ottobre, è uno di quei progetti capaci di fondere racconto autobiografico, dramma sociale e leggerezza narrativa in modo sapiente e non superficiale. La serie è creata da Andy Parker insieme all’autore del libro originale Greg Cope White, e diretta da Dee Rees (PariahMudbound), ed è composta da otto episodi. Grazie a Netflix abbiamo visto la serie in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Ambientata nei primi anni Novanta, Boots racconta la storia di Cameron Cope (Miles Heizer), giovane omosessuale non dichiarato che, in un momento di smarrimento personale, decide di arruolarsi nei nel campo estivo per giovani Marine insieme all’amico Ray (Liam Oh). Quello che doveva essere un gesto impulsivo si trasforma in un percorso di formazione e di scoperta di sé, in un’epoca in cui essere gay nell’esercito era ancora vietato e punito.

Boots è tratta dal memoir di Greg Cope WhiteThe Pink Marine, pubblicato nel 2016, inedito in Italia. Al suo interno l’autore mescolava ironia e dramma per raccontare la tensione tra due mondi lontanissimi: la sensibilità queer e la rigida mascolinità militare. La serie di Dee Rees espande in una dimensione collettiva questa storia, trasformando il racconto in una narrazione corale. Cameron è il centro attorno al quale ruotano altre storie: quella del compagno di addestramento Ray, di sergenti spigolosi ma umani, di giovani uomini che, dietro la corazza dell’uniforme, nascondono paura, desiderio e tanta rabbia. Il testo del libro viene così tradotto in un linguaggio visivo più ampio, dove la soggettività del protagonista si moltiplica. L’esperienza personale diventa emblema di un’intera generazione che cerca il proprio posto nel mondo tra repressione ed emancipazione.

Uno dei maggiori meriti di Boots è la sua capacità di mantenere un tono doppio, oscillando tra dramma e commedia senza mai perdere coerenza. L’addestramento militare si fa paradosso: l’ordine imposto e la disciplina è in contrasto con la goffaggine dei reclutati. La serie usa l’umorismo come strumento di sopravvivenza per affrontare la durezza del sistema militare e la paura di essere scoperti. La leggerezza della serie non cancella la violenza, la attenua; il risultato è una dramedy che non si nasconde dietro il suo essere pop ma usa la struttura del racconto di formazione per indagare la fragilità in un contesto dove il corpo e la mente vengono messi alla prova.

Boots è anche decostruzione degli stereotipi maschili, sia sul piano visivo che narrativo. Ogni elemento – dall’uniforme al linguaggio fisico dei soldati – viene reinterpretato per mostrare la costruzione artificiale della virilità militare. I corpi dei protagonisti, inizialmente irrigiditi e uniformati, si fanno via via più espressivi, più vivi. Persino il Sergente Sullivan (Max Parker), figura di autorità e controllo, mostra un lato inaspettatamente umano, in un equilibrio costante tra potere e compassione. Dee Rees non trasforma i militari in caricature, ma in figure in cerca di riconoscimento, uomini costretti a fingere forza per paura di essere visti deboli. Al centro di Boots non c’è soltanto l’identità di genere, ma la ricerca di un’appartenenza. Cameron, Ray e gli altri non costruiscono un legame perché lo desiderano, ma perché sono costretti a convivere. Eppure, da quella necessità nasce qualcosa di più profondo: una famiglia acquisita, fondata sulla solidarietà e sull’ascolto. Miles Heizer costruisce un Cameron vulnerabile, dolcissimo, un giovane che attraversa il caos dell’adolescenza con timidezza e determinazione. Accanto a lui, Liam Oh è la spalla perfetta: la loro amicizia, è il motore emotivo della serie. Nel cast anche Vera Farmiga nei panni della madre di Cameron.

Boots è una serie capace di unire il racconto personale e quello collettivo, la sensibilità queer e la critica sociale. Dee Rees firma un lavoro maturo, visivamente curato, capace di affrontare temi complessi con delicatezza, ironia e lucidità politica. La serie trova una voce sincera, parlando di disciplina, amicizia e coraggio con la semplicità non scontata delle storie di formazione. Più che una serie militare, è un racconto sull’amore che va contro le regole, sull’intimità che sopravvive sotto l’uniforme e sulla libertà che si conquista passo dopo passo, ancora meglio se infilando i piedi in un paio di stivali!


Boots è disponibile su Netflix. Ecco il trailer della serie:

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