Dopo uno sviluppo durato anni, su Apple TV+ sta per andare in onda la conclusione di Fondazione, l’adattamento televisivo ad alto budget dell’epica saga letteraria di Isaac Asimov. Sarà riuscito David Goyer ed il team di Apple a dare nuovo lustro ad una delle più epiche storie della fantascienza mondiale? Noi l’abbiamo potuto vedere in anteprima, e quella che segue è la nostra recensione.

Prima di iniziare, però, va fatta una precisazione sull’opera letteraria da cui la produzione di Apple è tratta: Asimov, non ha fin da subito pensato questo epico ciclo come un progetto unico. Infatti, i primi passi in questa storia si svolsero in una trilogia auto conclusiva (1951-1953) che raccoglieva storie brevi dell’autore ambientate in questa galassia con a capo un imperatore. Trent’anni dopo Asimov torna a questo suo epico racconto e rimaneggia alcune cose, scrivendo un totale di quattro romanzo, due sequel, L’Orlo della Fondazione (1982) e Fondazione e Terra (1986), e due prequel, Preludio alla Fondazione (1988) e Fondazione Snno Zero (1993). La serie tv realizzata dal già citato David Goyer, David Ellison e Dana Goldberg si basa teoricamente sul primo romanzo, Fondazione del 1951, però con alcune modifiche sostanziali o marginali, a seconda di chi guarda, che di fatto modificano un attimo la storia originale, ma la omaggiano in vari punti. Quindi di fatto, se siete curiosi di leggere il ciclo di Asimov, ma la serie tv vi stuzzica per iniziare, sappiate che le differenze sono tali da rendere comunque godibili entrambi nell’ordine che preferite.

La trama ruota attorno ad un Impero galattico, che ormai governa da migliaia di anni sull’intero universo conosciuto e che si assicura di governare in varie forme. L’obiettivo è mantenere l’ordine e la pace nell’universo. Negli ultimi 400 anni l’Impero è sempre stato governato da Cleon, che dopo la scoperta della tecnologia per la clonazione, si è assicurato così di rimanere in capo al suo impero con cloni di sé stesso. Ce ne sono ben tre: Fratello Alba (Cooper Carter), Fratello Giorno (Lee Pace) e Fratello Tramonto (Terrence Mann). Nel frattempo, lo studioso di psicostoriografia Hari Seldon (Jared Harris), attraverso dei calcoli matematici, sembra essere riuscito a prevedere l’imminente rovina dell’Impero ed i successivi 30.000 anni di caos che seguiranno. L’uomo allo stesso tempo però, è riuscito a definire una strategia per salvare il salvabile e che prevede genererà solo 1000 anni di caos. Seldon ed il suo team, composto da Gaal Dornick (Lou Llobell), e Raych Foss (Alfred Enoch) si imbarcano quindi in una missione quasi impossibile: creare un’enciclopedia galattica per preservare le conoscenze acquisite fino a quel punto e far rinascere un impero da una fondazione dopo 1000 anni di caos e guerre.

Partiamo dal presupposto che adattare una materia come quella dei libri della Fondazione non è un compito facile, sia per la sua origine, ossia storie autoconclusive che si muovono nei secoli, sia per le tematiche per nulla semplici da digerire per un pubblico ampio, che è quello a cui le serie tv e anche questo adattamento si riferiscono. Fondazione è una serie tv che così come i libri richiede davvero tanto allo spettatore. Infatti, a differenza di molti prodotti che seppur trattano materie molto complicate cercano in tutti i modi di venire incontro allo spettatore, qui non ci si pensa neanche. Goyer e gli sceneggiatori sembrano aver preso alla lettera per una volta la regola “show don’t tell”: vi sono numerosi momenti sin dalla prima puntata che costringono lo spettatore a prestare attenzione a tutto, dialoghi, inquadrature e tutto il resto dell’impianto. Di fatto, questa prima stagione è un vero e proprio mistery thriller politico ambientato in un mondo fantascientifico e questo è tremendamente interessante oltre che molto più originale di qualsiasi altra scelta più semplice (e ce ne erano) che potevano fare in materia di adattamento. Oltre ovviamente a questo vi sono anche numerosi temi trattati in maniera sofisticata, come il libero arbitrio, la scienza e anche la vita stessa, mentre altri che entrano più di prepotenza e forse un po’ di pretestuosità, ma questo dipende dagli occhi di chi guarda. Il libero arbitrio, in particolare, gioca infatti un importante ruolo, quando la maggior parte dei personaggi che non siano gli Imperatori (cloni di Cleon I) seguono di fatto una strada già predeterminata da Hari Seldon e ne eseguono il volere quasi come se il passare del tempo lo avesse reso un mito quasi al pari delle leggende che circolano sulla Volta, un altro importante luogo della serie. Volta, che gioca il suo ruolo di affascinante costruzione e pericolo, ma anche rimasuglio di una vita lontana forse oppure di un futuro migliore, chi lo sa. In seconda battuta abbiamo la scienza e la matematica, che giocano un ruolo importantissimo in quanto proprio da quella si muovono i primi passi della fondazione e persino uno dei personaggi più importanti ne è legato indissolubilmente, venendo da un mondo che ripudia la scienza in generale, in quanto sfida alla religione. Religione che viene molto dibattuta all’interno di tutta la serie, quasi a voler sconfessare certi dogmi mentre in altri istanti a voler andare oltre al loro vero significato, perché per alcuni quello che è scienza può essere religione, ma la scienza dà risposte e cosa non dà la religione?

fondazioneUn altro importante punto di questa serie sono i casting, ogni personaggio è tremendamente affascinante e riesce, anche grazie alla materia di base già complessa a dare molto all’attore con cui lavorare. Lee Pace, che interpreta l’Imperatore in carica (Fratello Giorno), riesce spesso a rubare la scena e a concentrare l’attenzione su di sé anche quando è in compagnia della sua versione più anziana o più giovane. Anche Terrence Mann, interprete di Fratello Tramonto dà un’ottima performance, dimostrandosi in parte più fallace della sua controparte giovane e anche diventando così un segnale che persino un codice genetico identico riesce a vedere la fine quando la guarda da vicino, proprio perché ci ha convissuto dalla giovinezza. Danno un’ottima prova anche i due giovani attori che interpretano Fratello Alba, Cooper Carter e Cassian Bilton, entrambi danno un senso di inesperienza e voler dimostrare, ma allo stesso tempo dimostrano anche di saper distinguere ancora il bene dal male almeno in una delle loro iterazioni. Proprio il fatto che ad ogni Tramonto gli si sostituisce il Giorno, e all’Alba segue il Giorno, mentre una nuova Alba nasce, ci porta a vedere i numerosi “difetti” e caratteristiche di ogni clone.

“Tutti voi passate l’ultimo giorno in maniera diversa”

Inutile dire, che Jared Harris (Chernobyl, The Crown) dimostra nuovamente di sapere il fatto suo, interpretando uno scienziato un po’ eretico ma anche tremendamente intelligente, ruolo che già aveva interpretato quasi alla perfezione in Fringe. Meno interessante il rapporto che viene costruito tra Gaal e Raych, quasi forzato per certi versi, nonostante gli attori ci credano davvero tanto. Buona anche la performance di Leah Harvey come Salvor Hardin, che interpreta una persona con uno strano collegamento con la Volta che le ha reso difficile l’intera vita e che a differenza della colonia non crede nel piano di Seldon e non riesce lei stessa in primis a trovare il suo ruolo nel piano nonostante sia il guardiano di Terminus, ruolo parte del piano di Seldon, ma a quanto pare finito nelle mani di un personaggio non calcolabile. Hardin non trova posto fra la sua gente, e nemmeno la sua gente riesce a credere che un elemento speciale ed imprevedibile possa davvero far parte del piano, ed è qui che ancora la scienza si confonde con la fede e viceversa; questo fa praticamente di Salvor uno dei personaggi più importanti e complessi della serie senza scomodare gli Imperatori. La serie, dunque, è davvero mastodontica anche in termini di cast e dunque, poter parlare di tutti sarebbe davvero eccessivo e rischierebbe di portare spoiler, ci sentiamo di dire che per ogni Raych abbiamo personaggi come Gli Imperatori (Tutti e tre), Phara Keaen, villain senza pietà e probabilmente senza redenzione o anche Eto Demerzel, affascinante robot ed aiutante degli imperatori che sa e nasconde molto di più di quello che traspare. Tutti questi personaggi, occupano un posto nel piano ma ci danno delle soddisfazioni e soprattutto i casting và detto sono perfetti, ogni attore regala una interpretazione diversa dall’altra e sentita, che non piacciano certi personaggi è naturale, ma non si può negare che tutti i coinvolti ci credono.

Ottimo anche il comparto visivo della serie, gli effetti speciali, quindi gli ambienti completamente si digitali come le viste dallo spazio e dal cielo di Trantor, le epiche scene d’azione nello spazio e le monolitiche strutture che vediamo in quasi ogni puntata rapiscono lo sguardo e fanno volare l’immaginazione oltre che dimostrano un sapiente uso della tecnologia stessa messa in mano al team dalla Apple. Colpiscono anche le scene completamente ambientate in esterna, che hanno visto la produzione girare il mondo alla ricerca dei paesaggi più extraterrestri che la terra poteva ospitare, un viaggio che ha portato chi si occupava di fare da scouting ai vari luoghi persino in Islanda. Vorrei anche spendere un ultimo attimo a parlare dell’interior design davvero stupefacente, che dimostra come anche un comporto prettamente pratico come quello e i costumi siano stati curati alla perfezione per restituire tutta la magnificenza di luoghi come il palazzo imperiale o luoghi angusti e caotici della nave spaziale della fondazione.

fondazioneFondazione non è una serie tv semplice, come non è semplice adattare il capolavoro di Isaac Asimov per la televisione, ma il budget messo in gioco dalla casa di Cupertino ha decisamente aiutato a rendere questa epica storia viva. Grazie a degli ottimi effetti speciali ed un’ottima coordinazione tra i designer dei vari set interni e gli ambienti naturali, questa epica storia almeno visivamente riesce ad essere molto di più che un colosso sci-fi, ma anche vera e propria arte visiva. In aggiunta a questo abbiamo una storia molto importante, che affonda le sue radici nel lavoro di Asimov ma lo modifica in maniera che la televisione possa restituire distintamente le sensazioni che si possono provare durante la lettura e far convergere tutti i temi in un prodotto che sicuramente darà molto da discutere. Persino i casting dimostrano un impegno non da poco per Apple: Lee Pace, Terrence Mann, Jared Harris ma anche Leah Harvey dimostrano di saper reggere bene la scena e ci si affeziona alla loro storia e alle loro anime, sempre messe a nudo davanti allo spettatore. Questa serie tv è sicuramente una colossale impresa, ma è anche un prodotto che richiede un’attenzione maniacale per i dettagli: non si può distogliere lo sguardo sia per la bellezza sia per non perdersi ogni minimo particolare che arricchisce l’affresco. Fondazione non dà subito tutto in pasto allo spettatore, costruisce, distrugge, vendica e richiede un impegno anche mentale, cosa non da poco per una serie tv che cerca di essere di più largo consumo possibile. In definitiva, possiamo dire che questa epica saga ha trovato la sua dimensione su Apple TV e lo ha fatto senza prendersi gioco dell’intelletto di chi guarda ma anzi, sfidandolo a cercare di risolvere i misteri e le mosse dei protagonisti prima di tutti, in un gioco di scacchi tremendamente affascinante e fin troppo reale pur ambientato in un futuristico universo.


Fondazione è disponibile su AppleTV+. Di seguito il trailer ufficiale della serie:

RASSEGNA PANORAMICA
Fondazione
8
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Sono Luca, fin da piccolo mi sono interessato ai fumetti e successivamente alle serie tv, quando mi è stata data la possibilità di parlare delle mie passioni mi sono ficcato in questo progetto. PS: Ryan Ottley mi ha chiamato Tyrion non ricordandosi il mio nome.

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