Sì. Ryan Reynolds è pronto a salvare la Marvel. O forse, Ryan Reynolds ha già salvato la Marvel e nello specifico il Marvel Cinematic Universe. Ryan Reynolds e, ovviamente, anche Hugh Jackman, per la seconda volta insieme in un cine-fumetto, di nuovo entrambi sullo stesso set, interpretando Deadpool e Wolverine. Questa volta però, a differenza del 2009 in X-Men Le Origini: Wolverine, non ci sono bocche cucite e, soprattutto, tutti i costumi sono al loro posto. E quindi sì, eccoli qui: Ryan Reynolds e Hugh Jackman pronti a salvare il Marvel Cinematic Universe. Da sé stesso, sostanzialmente. Dal flop, qualitativo e di programmazione, che è stato sostanzialmente tutto (o quasi) il post-Avengers: Endgame. E se quella vecchia volpe di Kevin Feige ha deciso di rilanciare la sua creatura con un singolo film nel 2024, allora scegliere Deadpool & Wolverine come ancora di salvezza – o meglio, come ancora universale – è stata la scelta migliore che il presidente dei Marvel Studios abbia preso negli ultimi anni.

La TVA è sulle tracce di Deadpool (Ryan Reynolds), sei anni dopo gli eventi Deadpool 2 e i viaggi nel tempo di Wade con il congegno di Cable. Quando il mercenario chiacchierone scoprirà che il destino del suo mondo dipende da Wolverine (Hugh Jackman), Deadpool inizierà la ricerca del Logan perfetto, per salvare il suo universo e tutta la Sacra Linea Temporale.

Deadpool e Wolverine

Parlare di questo Deadpool & Wolverine è difficilissimo. Difficilissimo perché ci sarebbero innumerevoli discorsi da fare sul peso specifico di questa pellicola per il momento attuale del Marvel Cinematic Universe e forse anche per tutto il genere supereroistico. Ma dopo la visione del film, non si può fare altro che ritrovarsi d’accordo con le dichiarazioni di Kevin Feige di qualche giorno fa: non esiste nessuna “fatica” da supereroi, al cinema.

E allora come mai un brand colossale e iconico come quello dell’MCU ha dovuto prendersi un anno di pausa per rimettere insieme i cocci dopo una serie di scelte e soprattutto di prodotti che proprio non hanno fatto breccia nel cuore dei fan? Probabilmente per la più classica delle motivazioni: i Marvel Studios, per cavalcare l’hype generato dal finale della Saga dell’Infinito e dall’inizio della Saga del Multiverso, sono caduti nell’errore di privilegiare la quantità rispetto alla qualità. È innegabile che negli ultimi anni l’asticella dei prodotti targati Marvel al cinema e su Disney+ non solo non si è alzata, ma si è anche leggermente abbassata, al contrario delle aspettative di un pubblico che – giustamente – dopo l’epica chiusura del primo grande capitolo dell’Universo Cinematografico si aspettava che la posta in palio diventasse ben più grande e ben più alta.

Insomma, un nuovo modus operandi che ha tradito invece la grande calma e la grande programmazione che avevano reso Kevin Feige una delle persone più potenti e più visionarie nel mondo del cinema blockbuster. Ed ecco, dunque, che si arriva al 2024. Che si arriva a Deadpool & Wolverine, che segna una riapertura al mondo da parte dei Marvel Studios, che tornano sul grande schermo otto mesi dopo dall’ultimo titolo, quel The Marvels che non ha esattamente scaldato il pubblico. E volendo estendere il discorso, è passato più di un anno da Guardiani della Galassia Vol. 3, l’ultimo film che è riuscito a mettere d’accordo (quasi) tutti, nonostante sia risaputo che nella macchina che è l’MCU James Gunn sia un po’ un outsider.

E questo status di outsider è stato concesso anche Ryan Reynolds, che nove anni dopo quel famoso “leak” riguardante il primo film di Deadpool, si ritrova catapultato nel Marvel Cinematic Universe e, ironicamente, ha il compito di dover risollevare un universo narrativo che per metodo di storytelling è quanto di più distante c’è da quello che ha fatto l’attore canadese con le pellicole dedicate a Wade Wilson. Qui, però, è toccato a Kevin Feige rimettersi in gioco, che ha concesso a Reynolds carta bianca al 100%.

E infatti, Deadpool & Wolverine è al 100% un film di Ryan Reynolds, alla Ryan Reynolds. E questo è chiaro dalla primissima scena del film, o forse sin da quando sfila sul grande schermo quel logo dei Marvel Studios che con il suo tema musicale riesce sempre a emozionare. Ma questa è una pellicola, appunto, con protagonista Deadpool ed era importante, sin dai primi istanti, dissipare ogni tipo di dubbio. Quel dubbio – a volte insensato, a volte lecito – che attanagliava e faceva mormorare tutto il pubblico: la Disney rovinerà anche Deadpool?

No. La Disney non ha assolutamente rovinato Deadpool. Anzi. Deadpool & Wolverine prende a piene mani dallo stile del primo capitolo – quello del leak del 2015, giusto per chiudere un (altro) cerchio – e viene pompato dall’ovvio budget che i Marvel Studios hanno messo a disposizione di Ryan Reynolds e di Shawn Levy, che si è dimostrato il regista perfetto per questo film: sia chiaro, non ci sono guizzi incredibili e non c’è nessun virtuosismo. Ma quando si chiama un filmmaker come Levy è chiaro che si vuole spingere a tavoletta sul pedale dell’azione, dell’avventura e del divertimento. E questi tre sono tutti elementi che in questo terzo capitolo sono praticamente onnipresenti.

Ma se qualcuno dovesse pensare che il titolo che – è sempre utile e bello ricordarlo – segna il ritorno di Hugh Jackman nei panni di Logan sia solo un caos di azione e violenza ingiustificata allora sbaglierebbe di grosso. In primis perché Deadpool al cinema non è mai stato solo questo. I primi due capitoli, per quanto in maniera didascalica e quasi banale, hanno sempre portato un messaggio con loro, che facesse da contraltare all’essenza di Wade. E lo stesso discorso si può fare ovviamente con questo three-quel, che affianca al solito elemento più morale e veramente à-la-Disney, anche l’obiettivo di riaccendere l’amore del pubblico più ampio per la Marvel.

E questo succede con un importantissimo ritorno alle origini. Il Marvel Cinematic Universe ha avuto il successo che ha avuto perché, soprattutto nella Fase Uno, metteva al centro di tutto i suoi personaggi. Film come Iron Man, come il primo Captain America e anche il Thor di Kenneth Branagh, sono rimasti iconici perché dipingevano in maniera perfetta i personaggi. E allora, in quel momento, al pubblico poco importava se la storia fosse eccessivamente lineare o che i villain non fossero poi così memorabili, perché i film riuscivano a raccontare e a far penetrare nelle teste e nei cuori i protagonisti. Deadpool & Wolverine riesce a fare la stessa cosa: un tessuto narrativo ridotto all’osso che qui diventa un vero e proprio pretesto per mettere insieme Wade e Logan nella cornice dell’MCU. Il risultato è un film estremamente character-driven, in cui i protagonisti hanno la possibilità di comportarsi esattamente come si sarebbero comportati nel loro mondo originale, quello della Fox, lontani dalle presunte – e a questo punto inesistenti – censure della Disney. Deadpool è Deadpool e questo nuovo Logan è, nonostante un background abusato e veramente banale, una versione – o meglio, variante – che funziona perfettamente sia da sola che in coppia con il mercenario chiacchierone e lascia tanta curiosità di scoprire in che modo ora Wolverine può contribuire al Marvel Cinematic Universe.

Sulle prove dei due attori, poi, c’è veramente poco da dire: Ryan Reynolds e Hugh Jackman sono assolutamente in parte ma è quasi scontato parlarne. Per tutta la durata del film si ha sempre la fortissima impressione che i primi due a divertirsi siano proprio loro due: Jackman interpreta qui senza se e senza ma il miglior Logan di sempre, mentre Reynolds si gode ogni battuta, ogni rottura della quarta parete, ogni citazione ad altri film o al destino della Fox. Tutto questo su una colonna sonora che è seconda solo ai Mixtape di James Gunn per Guardiani della Galassia e a degli effetti speciali che tornano finalmente su livelli veramente alti.

Deadpool e Wolverine

E su Deadpool & Wolverine, arrivati a questo punto, non si può raccontare più nient’altro. O meglio, ci sarebbero tante, troppe, cose da spiegare, osservare e su cui riflettere. Ma è impossibile farlo senza fare spoiler, quindi in recensione non si dirà nient’altro, se non riprendere le parole di Feige di alcuni giorni fa. “Se Endgame ha avuto un impatto da 10 e Infinity War da 9, questo ha un impatto da 8 e ogni film da adesso in poi sarà importante per introdurre gli X-Men. Imperativo sarà non sbagliare gli annunci che i Marvel Studios faranno al San Diego Comic-Con, ma le vibes ora come ora sono estremamente positive.

Insomma, se la Marvel negli anni avrebbe dovuto fare una statua a Kevin Feige, adesso tocca a Kevin Feige farne una per Ryan Reynolds.

Quindi: il Marvel Cinematic Universe torna in grandissimo – e nuovissimo – stile con Deadpool & Wolverine, un film che è assolutamente nelle corde dei primi due capitoli con protagonista Wade Wilson e che anzi, qui risulta pompato sotto steroidi grazie al trattamento (e al budget) Marvel Studios. Ryan Reynolds dopo esser riuscito nell’impresa di convincere Hugh Jackman riesce anche a confezionare, con il team di sceneggiatori e con Shawn Levy, un film che funziona dal primo all’ultimo minuto, che non si snatura e che promette di avere importanti ripercussioni su tutto quello che sarà da oggi il Marvel Cinematic Universe. I due attori nei rispettivi personaggi sono semplicemente perfetti e Logan con l’iconico costume giallo ha già scritto una pagina di storia nel libro dei cinecomics. E come detto, non si può scendere in ulteriori dettagli. Deadpool & Wolverine (che ha una scena dopo i titoli di coda) potrebbe veramente far resuscitare un MCU che adesso deve fare attenzione a non sbagliare le prossime mosse. Ma l’impressione è che Deadpool sia VERAMENTE il Gesù della Marvel.


Deadpool & Wolverine è al cinema. Ecco il trailer ufficiale italiano del film:

RASSEGNA PANORAMICA
Deadpool & Wolverine
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Giulio Convertino
Il mio primo film visto al cinema è stato "Dinosauri" della Disney, il mio primo libro "La fabbrica di cioccolato" e il mio primo videogioco "Tip Top - Il mistero dei libri scomparsi". Nel 2002 mi sono innamorato di Spider-Man e nel 2008 del grande schermo, grazie a "Bastardi Senza Gloria". Parlerei per ore di cinema, serie tv e fumetti. Sto aspettando la quinta stagione di "Sherlock".

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