È passato molto tempo da quando nel 1996 uscì nelle sale Twister diretto da Jan de Bont, un blockbuster appassionante sui tornado con effetti visivi per l’epoca decisamente convincenti, tanto da ricevere una nomination agli Oscar. Ora Lee Isaac Chung, il regista candidato all’Oscar per il delicato Minari (2019), ci racconta una storia ambientata nello stesso universo, portandoci in Oklahoma dove i tornado sono ancora una volta al centro della trama. Parliamo di ambientazione perché, al di là della struttura della storia e del fatto che i protagonisti sono dei cacciatori di tempeste, questo film non si collega affatto all’opera originale, il che non è nemmeno necessario.
Ancora una volta il personaggio centrale è una giovane e coraggiosa meteorologa, Kate Cooper (Daisy Edgar-Jones), un’ex cacciatrice di tempeste perseguitata da una tragedia avvenuta durante un devastante incontro con un tornado ai tempi del college. Cinque anni dopo, il suo amico Javi (Anthony Ramos) la recluta per perlustrare le aperte pianure dell’Oklahoma e testare un nuovo e innovativo sistema di tracciamento con il quale spera di triangolare e scansionare un tornado. Una volta sul campo, Kate incontra Tyler Owens (Glen Powell), una spericolata superstar dei social media a cui piace postare le sue imprudenti avventure, inseguire tempeste con la sua chiassosa crew e vendere merchandising delle sue imprese.
La storia inizia con un trauma da risolvere e cinque anni dopo viene offerto alla protagonista il grande tema americano, quello della seconda chance. La sceneggiatura di Mark L. Smith, basata su una storia di Joseph Kosinski, ha il merito di sviluppare i personaggi per dare loro un background e una motivazione oltre a mostrarci la devastazione imprevedibile delle gigantesche trombe d’aria. Si inizia in grande stile, con un prologo impressionante che fin dai primi minuti sa catturare l’essenza del genere e scuotere lo spettatore. Da qui il film è perfettamente bilanciato e alterna l’azione a momenti di introspezione, storia e sviluppo dei personaggi. La pellicola non segue una linea di tensione progressiva e opta per una sorta di trama episodica in cui vediamo i cacciatori di tempeste affrontare diversi tornado in modi differenti. È una corsa contro il tempo tra diversi cacciatori e il tema aggiuntivo rispetto all’originale è quello del rapporto tra tornado e intrattenimento grazie al personaggio di Tyler Owens, famoso su YouTube come “il domatore di tornado”, seguito da un numeroso stuolo di follower.
Il film ha il vantaggio di saper concatenare bene i suoi momenti d’azione in modo che non vi siano cali di ritmo. Nella prima parte, quella dove il personaggio di Tyler ci viene presentato, la colonna sonora funziona perfettamente, poiché vengono utilizzati un paio di brani che danno un buon ritmo alle scene più tese ed emozionanti. La pellicola inoltre affronta il tema dell’importanza della ricerca scientifica per poter prevedere tali catastrofi e inserisce anche una leggera critica a quelle multinazionali che si approfittano delle tragedie altrui per il loro tornaconto. Glen Powell si conferma ancora una volta una delle star più carismatiche e talentuose della nuova ondata di Hollywood, capace di brillare sia nell’azione ad alta tensione che nelle scene più intime, dove la sua alchimia con Daisy Edgar-Jones è palpabile. Lei collabora bene con Powell, trasmettendo il giusto mix di vulnerabilità e doti da eroina d’azione.
Ma è nella rappresentazione dei fenomeni naturali che il film trova il suo punto di forza, poiché gli effetti speciali utilizzati per ricrearli sono molto buoni e li rendono molto credibili, proprio perché non spettacolarizzino mai eccessivamente le scene in cui i tornado si abbattono con tutta la loro furia su città e campagne. La sapiente regia di Chung mette in risalto la forza distruttiva di questi fenomeni atmosferici devastanti dosando ritmo e suspense e rendendo le scene d’azione molto avvincenti, concentrandosi spesso sulle espressioni terrorizzate dei protagonisti mentre si riparano in posti sempre più angusti per scampare a quei pochi, spaventosi, secondi in cui i tornado passano sopra di loro. Per quanto riguarda la parte “scientifica”, bisogna fare un atto di fede per accettare l’approccio alla materia e a quello che succede. Ma è ovvio che, essendo un film di intrattenimento, lo scopo non sia quello di dare lezioni o essere esaustivo sotto questo punto di vista. Il racconto evita di lasciare completamente chiusa la trama principale, e con una scappatoia lascia un indizio per un eventuale seguito.
In conclusione, Twisters recupera gran parte della premessa del film originale del 1996 e lo trasforma in uno spettacolo visivo per una nuova generazione. È un film divertente e coinvolgente – più incentrato sul fattore umano rispetto al suo predecessore – che dosa bene la furia e la devastazione dei tornado senza cadere in un inutile susseguirsi di oggetti volanti e case distrutte. Sono le persone che sperimentano questa devastazione, la loro lotta contro l’imprevedibilità del tempo, a dare forza alla storia, oltre alle avvincenti scene di azione. C’è tutto il necessario per offrire un’esperienza di svago e divertimento soddisfacente. Ciò che manca alla trama in termini di coerenza e sostanza viene compensato con azione costante. Cinema d’avventura molto valido.
Twisters è al cinema con Warner Bros. dal 17 luglio. Ecco il trailer italiano del film:

















