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Haxa 2 – Ombre d’Acqua di Nicolò Pellizzon | Recensione

  • di Nicolò Beretta
  • 19 Aprile 2019
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Se avete letto la nostra intervista a Nicolò Pellizzon, realizzata durante la scorsa edizione di Cartoomics, avrete senz’altro notato la cura che l’autore riserva nel costruire il mondo di Haxa, la sua prima serie a fumetti, giunta ora al secondo capitolo, sempre pubblicato da Bao Publishing.

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Costruendo un immaginario futuristico, il fumettista ci catapulta letteralmente in un mondo in cui la magia si è ormai propagata per tutto il pianeta, dando modo agli esseri umani di impiegarla in modi e maniere differenti. Si sono quindi sviluppate due scuole di pensiero e di applicazioni dell’Haxa (appunto, la magia), l’Ars Alchemica e l’Ars Goetia, i cui adepti sono in grado rispettivamente di manipolare gli elementi che ci circondano o di evocare creature da altre dimensioni.

Il conflitto che si è creato fra le due correnti di pensiero è il punto esatto in cui abbiamo incontrato Sophia, una ragazza non ancora in grado di padroneggiare le sua abilità, e per questo esclusa, emarginata da tutti, tranne che da un ragazzo, Mark. L’incontro con una gyangu (gang) di ribelli, guidate dalla autoritaria Aiko, la porta a smuoversi da questa situazione, entrandone a far parte anche lei. Due anni dopo il fallimento di una loro missione, durante la quale Sophia ha letteralmente perso il controllo dei suoi poteri, evocando una creatura mastodontica, il gruppo in fuga entra in contatto con la misteriosa Tsisia, emissaria di un altro gruppo di ribelli, interessati a coinvolgere Aiko e le sue nei loro piani.

Si parlava prima di world building, ovvero della costruzione di un palcoscenico sempre più credibile e tangente; ebbene, nel caso in questione, il palcoscenico è in realtà il personaggio principale dell’opera, in funzione del quale si muovono anche tutti gli altri personaggi. Una volta introdotti alle dinamiche di questa società, continuiamo ad osservare questo mondo evolversi, insieme proprio ai suoi abitanti. Non abbiamo in mano una guida al mondo di Haxa, semplicemente è come se avessimo cominciato a seguirne le vicende da un certo punto in poi, senza avere dei riferimenti approfonditi fino in fondo. Ritroviamo quindi Sophia, Aiko e le altre ragazze cambiate, più cresciute: le stesse dinamiche interne mutano nel momento in cui entrano in gioco nuove variabili, nuovi personaggi. Questo le porterà non solo a riflettere sui cambiamenti delle persone che le circondano, ma soprattutto anche sui propri. Nel loro processo di crescita si accorgeranno che le loro azioni, le loro motivazioni potrebbero essere del tutto irrilevanti, per quanto buone o forti siano. E questo è un aspetto che, sebbene venga mostrato in un mondo così tanto distante, è proprio anche del nostro.haxa

Dal punto di vista grafico, se il primo volume vi aveva ipnotizzato ed affascinato, questo secondo capitolo vi conquisterà letteralmente. Ritroviamo le caratteristiche tipiche dello stile di Pellizzon, come il tratto molto pop che guarda ai manga giapponesi, o i colori e come vengono accostati, operazione che in questo albo è stata svolta con ancora più cura ed attenzione, dando ancora più volume ad ogni pagina.

Sottolineando, come sempre, la cura con cui Bao Publishing realizza e concepisce i suoi fumetti, con questo secondo volume ci troviamo a metà di questo racconto. Ma si fa davvero molta fatica a non rimanere incantati dalla storia e dal mondo in cui essa si svolge: vi invitiamo dunque a tuffarvi in questo viaggio in un mondo che, tutto sommato, è semplicemente un’iperbole molto più colorata e magica del nostro.

 

Haxa 2 - Ombre d'Acqua

Nicolò Pellizzon ci riporta nel magico mondo di Haxa, la sua prima effettiva serie a fumetti. Ritroviamo le nostre protagoniste, cresciute e maturate, che vengono a contatto con un'altra gang di ribelli, interessata alle azioni di Sophia e delle sue compagne. Dopo averci presentato il suo mondo, Pellizzon non solo continua a farci travolgere dagli eventi, mettendo anche in luce le (nuove) dinamiche del gruppo di protagoniste, avvicinando questo mondo immaginario in maniera molto realistica al nostro. Una conferma anche dal punto di vista artistico: il volume è un autentico piacere per gli occhi, grazie anche ad uso dei colori ancora migliore rispetto al capitolo precedente.
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