In uscita il 29 gennaio nelle sale italiane per Leone Film Group e Rai Cinema, Le cose non dette segna il ritorno alla regia di Gabriele Muccino, famoso per la sua capacità di indagare le dinamiche emotive e psicologiche dei rapporti umani. Il film è tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron e vede per protagonisti: Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria e Carolina Crescentini, affiancati da Beatrice Savignani e Margherita Pantaleo. Abbiamo visto il film in anteprima di seguito vi riportiamo il nostro parare.

La storia segue due coppie borghesi in crisi che decidono di intraprendere un viaggio in Marocco, alla ricerca di una pausa rigenerante. Lontano dalle abitudini quotidiane, i silenzi, i segreti e le emozioni represse emergono lentamente, mettendo a dura prova i legami, i desideri e le verità taciute tra i protagonisti.

Il film trae ispirazione dal romanzo di Delia Ephorn, pubblicato in Italia da Fazi, che racconta le vicende di coppie americane alle prese con tensioni famigliari e segreti, ambientate in Italia. Come dichiarato dallo stesso Muccino in conferenza stampa, questa è stata una delle sceneggiature scritte più rapidamente, poiché leggendo il libro sentiva di conoscere già i personaggi e di percepirne le dinamiche interiori. I protagonisti risultano infatti estremamente “mucciniani”, con conflitti interiori, emozioni trattenute e dialoghi carichi di tensione. Per adattare la storia al contesto italiano, Muccino ha spostato l’ambientazione originale dall’Italia a Tangeri, creando una cornice esotica ma coerente con i personaggi, mantenendo al centro i temi del desiderio, della fragilità e dei segreti nelle relazioni.

Pur partendo da un’ottima base narrativa, il film sceglie una direzione conservativa, privilegiando gli stilemi consolidati del cinema di Muccino: coppie in crisi, tradimenti, urla e momenti di nevrosi emotiva. L’intento del regista non è mai quello di costruire un noir o un thriller psicologico, come potrebbe suggerire il materiale originale, ma di esplorare i rapporti umani. Tuttavia, questa scelta porta a un appiattimento della tensione: la potenza e l’ambiguità morale del romanzo si perdono in favore di una rappresentazione prevedibile delle crisi di coppia. Le emozioni dei personaggi, pur ben interpretate, risultano spesso convenzionali, alternando momenti di vera intensità a sequenze tipiche del Muccino classico.

Dal punto di vista registico, alcune scelte risultano discutibili. Tra queste, la sessualizzazione di una bambina di tredici anni appare totalmente non necessaria e rischia di essere forzata e inappropriata, sollevando interrogativi sulla sensibilità della regia nei confronti di temi delicati. Inoltre, i dialoghi dei personaggi spesso si muovono tra frasi fatte e cliché, probabilmente pensati per sottolineare la levatura sociale dei personaggi, ma che finiscono per risultare poco credibili e didascalici, riducendo l’autenticità dei conflitti e dei rapporti tra i protagonisti.

In conclusione, Le cose non dette mette in mostra le abilità di Muccino nel rappresentare le relazioni e le tensioni. Tuttavia, queste qualità non bastano a compensare scelte narrative sicure ma prevedibili, dialoghi poco naturali e momenti emotivamente forzati. La storia perde così parte della freschezza e della tensione del romanzo di Delia Ephron, trasformandosi in un dramma sentimentale prevedibile e artificioso.


Le cose non dette arriva in sala a partire dal 29 gennaio. Ecco il trailer del film:

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