Pearl è il secondo capitolo della fortunata trilogia di X e ripercorre le gesta dell’antagonista principale del primo film Pearl, parlando quindi del suo passato e di cosa l’ha resa ciò che si è visto nel precedente film. Pearl è un film del 2022 presentato al 79simo Festival del Cinema di Venezia diretto dal regista di tutta la trilogia Ti West. Alla produzione, come per tutta la trilogia, ritorna A24.
Nella fattoria isolata della sua famiglia, Pearl deve prendersi cura del padre malato sotto la stretta supervisione della madre religiosa. Sogna una vita lontana, simile a quella delle star del cinema, ma vive in un ambiente opprimente e spaventoso.
Nel cast, la talentosa e poliedrica Mia Goth, ritorna a interpretare Pearl come già fatto nel film precedente mentre David Corenswet, prossimo Superman nel film di Gunn e attore che ha recitato in Twister interpreta il proiezionista che si invaghisce di Pearl. Tandi Wright e Matthew Sunderland interpretano rispettivamente Ruth, la madre castrante di Pearl e il padre invalido di Pearl. Mentre per la prima volta sul grande schermo c’è Emma Jenkins-Purro che interpreta Mitsy, nuora di Pearl e sorella di Howard interpretato da Alistair Sewell in una parte molto piccola ma significativa.
Ti West all’interno di quest’opera torna a elaborare nuovamente le regole e a sfruttare il cinema di genere. Se X rappresenta la parte porno dei bodies cinema e Maxxxine la parte horror, Pearl rappresenta sicuramente il melodrama con il pianto disperato della protagonista all’interno del film. West utilizza in questa pellicola stilemi e citazioni dell’epoca d’oro del cinema con contaminazioni degli anni ‘70, citando film come Non Aprite quella Porta per l’ambientazione rurale, Mary Poppins e Il Mago di Oz con i colori desaturati al massimo a livello, con dei giri in bicicletta in un paesaggio molto simile a quello presente nel film del ‘39 con anche l’inserimento dello spaventapasseri. Una regia che funziona e cita reinterpretando tutto quello che è stato il cinema, per creare qualcosa di nuovo riuscendo a dare anche una interiorità e spessore al personaggio di Pearl che risulta ambiziosa nonostante il periodo storico a cui fa riferimento il film il 1918.
Ti West all’interno di questa pellicola utilizza una scrittura molto buona soprattutto per caratterizzare il rapporto conflittuale tra madre e figlia, una madre che prevarica sulla vita di Pearl che tenta di proteggerla dal mondo esterno in una maniera violenta e tentando di controllare i suoi orari quando si sposta in città o con le faccende domestiche. La scrittura inoltre riesce a costruire una perfetta storia per far vedere al pubblico la complessità di essere una donna in tutti e tre gli archi del personaggio mostrando invidie, gelosie e anche le paure. Una sceneggiatura che punta soprattutto su come sia l’uomo un pericolo; se da una parte un pericolo attivo è rappresentato dal proiezionista che mostra a Pearl film vietati o vuole portarla in viaggio in Europa per un fine non ben identificato, dall’altra parte Howard rappresenta un pericolo passivo, ma pur sempre un pericolo, ovvero lo sposarsi e quindi nuovamente una forma di controllo.
Un altro aspetto che funziona molto bene al livello cinematografico è la fotografia del film e gli abbinamenti cromatici. Una fotografia che gioca con colori molto saturi per richiamare la parte colorata del Mago di Oz. I costumi all’interno del film sono curati anche dal punto di vista storico con tagli e costruzione molto simile ad indumenti del primi del ‘900, anche l’apparto scenografico è molto curato da un punto di vista artistico soprattutto le stanze di Pearl e la casa che richiamerà poi il primo film caratterizzato invece da una fotografia molto più sporca tipica dei film horror anni ’70. Anche il contesto musicale aiuta molto il film quasi narrando quello che vediamo aiutando ancora di più lo spettatore a capire quello che sta accadendo.
Pearl è un film ricco di simbologie a partire proprio dalla scelta dei colori utilizzati per caratterizzare Pearl il rosso e l’azzurro. Se il rosso rappresenta un senso di libertà e di forza, per la protagonista rappresenta anche un senso di paura. È utilizzato infatti nei momenti di più tensione; la fotografia fa spiccare molto di più le tonalità del rosso del muro rispetto al celeste; dall’altra parte l’azzurro rappresenta la sicurezza che Pearl ha nelle mura domestiche e la sicurezza che ha quando parla con il padre. Infatti la casa di Pearl ha diverse mure blu/azzurre a simboleggiare l’aspetti intimo del film. La pellicola affronta anche l’argomento del COVID, infatti il film è stato girato nel 2022 quando il mondo era in stato di piena pandemia, West quindi prende dal reale e così utilizza l’epidemia spagnola del 1918 riattuando lo stesso meccanismo di mascherine e di sicurezza sanitaria, risultando per il pubblico molto più credibile e vicino a loro nel periodo d’uscita. Il lungometraggio tocca anche il tema della sessualità e della scoperta in questo ambito attraverso la figura negativa del proiezionista e dello spaventapasseri. Pearl è un film che parla anche di cinema. Una delle scene più significative è quando a Pearl le viene regalato un fotogramma di una pellicola. In questo momento le viene conferito il potere dello sguardo, che all’interno del cinema è tutto, così da essere lei a guardare e non lei a venire guardata.
Fondamentale, all’interno del film, anche il rapporto tra Pearl e la madre. Una figura austera che in realtà tenta di difendere Pearl dal mondo e dalla società, una protezione che va oltre perché Ruth sa benissimo come funziona il mondo Anche lei ha tentato la strada del successo senza riuscirci e sapendo quanto possa far male, tenta di difendere la figlia con tutte le sue forze fino alla morte. Allo spettacolo invece Pearl da tutta sé stessa in questo ballo che si immagina come su un piano di guerra, il motivo per cui viene scartata è però il fatto che ormai all’interno del corpo di ballo hanno molte persone come lei e cercano un volto americano, biondo e con gli occhi azzurri, tratti che Pearl non possiede e questo la porta in una spirale di autodistruzione e distruzione con un monologo finale e un pianto disperato.
Pearl risulta essere un secondo capitolo molto forte dove la bravura di Mia Goth è racchiusa anche nella caratterizzazione di due personaggi molto diversi. Una storia attuale di una figura femminile e di come sia difficile ancora oggi essere una donna in una società patriarcale dove Pearl non viene vista come una persona ma come forza lavoro in famiglia o solamente come corpo.
Pearl di Ti West è disponibile attualmente su Netflix. Ecco il trailer originale del film:















