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[Recensione] BlacKkKlansman di Spike Lee – Infiltrarsi nell'odio

  • di Moreno Bernasconi
  • Settembre 27, 2018
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BlacKkKlansman

BlacKkKlansman, é questo il titolo del nuovo film del regista Spike Lee, con John David Wahington ed Adam Driver come protagonisti. Presentato ed entrato in concorso alla 71esima edizione del Festival di Cannes, il film é stato accolto come un successo da critica e pubblico, finendo anche per vincere il Grand Prix speciale della giuria, ma di cosa parla questo film e perché é stato valutato così bene? Scopriamolo insieme!

Siamo agli inizi degli anni settanta ed alla stazione di polizia di Colorando Springs giunge Ron Stallworth, un giovane afroamericano disoccupato, che riesce a farsi assumere come primo poliziotto “nero” della città. Dopo aver subito denigrazione razziale dalla parte di un collega, Ron viene trasferito nella “unità d’infiltrazione” della polizia e gli viene assegnato un compito: infiltrarsi ad un comizio di afroamericani tenuto da Kwame Ture per osservare la possibile minaccia o no di una insurrezione della comunità. Al comizio Ron ascolta quanto detto dal leader dei diritti civili e conosce l’attivista Patrice Dumas, cosa che risveglierà in lui un senso di dovere civile.

Giunto quindi al suo ufficio, Stallworth prende un volantino del Ku Klux Klan e fingendosi un “razzista bianco” riesce ad ottenere un incontro con il leader della sezione del Klan di Colorado Springs, alla quale manderà il suo collega bianco(ed ebreo) Flip Zimmerman, nel tentativo di infiltrare con successo il KKK.

La regia di Spike Lee si concentra in questo film nel risultare tematica in ogni momento: ogni angolo o scelta di camera sono appositamente studiati per risultare sensati nel contesto della micro-narrazione della scena o della macro-narrazione del film. Questo può creare un senso di disorientamento allo spettatore, anche poiché queste scelte non sono influenzate principalmente dall’estetica che si vuole dare al film (cosa che in genere avviene in questo settore), ma cedono la loro bellezza a questa sorta di auto-consapevolezza del film di essere un film (pur non sfociando in rotture della quarta parete). La recitazione di ogni attore é ottima,  e segue fedelmente quanto detto in questi paragrafi, oggettivamente era facile cadere in stereotipi di sorta, visti i temi trattati da questo film, eppure ciò non é avvenuto, presentando personaggi, reazioni e recitazioni tridimensionali ed attinenti alla realtà piuttosto che una recitazione più esagerata ed Hollywoodiana.

Ma é sul piano della sceneggiatura che questo film spicca: a parte il fatto non indifferente che questo film riesce a fare ridere e far indignare continuando  a mantenere la tensione ed il ritmo, BlacKkKlansman non cade nel tranello della critica facile e non mostra solo una faccia di una medaglia, presentando “ i bianchi” come il nemico ed il popolo afroamericano come una variante di Gesù Cristo, come hanno fatto altri film (fatti con lo stampino) più improntati sull’indignare il pubblico. Nel film il tema del razzismo é infatti presentato in modo relativo alle varie personalità dei personaggi e non é un fattore di omologazione: vi sono membri del Ku Klux Klan che non ci vengono presentati come dei brutali aguzzini, ma anzi come persone distinte e pacate, così come alcuni esponenti della comunità afroamericana sono dipinti come razzisti a loro volta, tanto presi dal loro ideale da non distinguere nemici da alleati. Tutto questo può sembrare complicato, pesante, ma il film riesce a farlo passare con una tale naturalezza che riesce ad alleviare completamente il tono del film, che sarebbe risultato altrimenti come estremamente pesante. Infine vi é la ultima scena, senza fare spoiler, quella che trasforma il film in un meta-film.

Purtroppo il film presenta anche dei difetti, in due dipartimenti: fotografia e colonna sonora sono infatti non brutti, ma non presentano alcun elemento che li faccia ricordare, andando a classificarsi come “standard” in un film dove la valutazione di due dei 4 elementi principali é da dieci. Un vero peccato.

In definitiva BlacKkKlansman é un ottimo film: intelligente, capace di far riflettere lo spettatore senza ammorbarlo e abile nel evitare le trappole del genere specifico che  rappresenta. Risultando un film complicato ma al tempo stesso leggero e capace di filare senza problemi, non facendo affatto pesare le sue due ore ed un quarto di durata.


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