October 18, 2018
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[Recensione] Twin Peaks 3×12 – The Return Part 12

  • da Luca Brindani
  • 3 agosto 2017
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La puntata di questa settimana di Twin Peaks è segnata da un grande ritorno e un sempre maggiore coinvolgimento di forze che si dirigono alla cittadina dove tutto è iniziato ben 26 anni fa. 

Gordon e Albert reclutano ufficialmente l’agente speciale Tammy Preston come nuovo membro della task force, denominata Blue Rose di cui in origine facevano parte Philip Jeffries, Albert stesso e Dale Cooper e dato che i nemici si tengono anche più vicini degli amici, gli agenti chiedono a Diane di aiutarli, per tenerla sott’occhio essendo in combutta con il doppelganger di Coop.

Dopo di che si passa ad una turbata Sarah Palmer, la quale riceverà una visita da Hawk, preoccupato per lei e per le forze che stanno tornando a Twin Peaks.

Ma la parte più interessante della puntata prima di quel ritorno tanto atteso, è il messaggio che Albert mostra a Gordon, un messaggio ricevuto da Diane in cui qualcuno le chiede di Las Vegas, con molto probabilità il doppelganger che si sta dirigendo da Dougie Jones. Lynch per non farci scordare di Sonny Jim ce lo mostra insegnare giocare a baseball al padre, che è ancora in uno stato da semi vegetale.

Lo segnalo giusto perché potrebbe avere un’importanza in futuro, Jerry Horne riesce a uscire dalla foresta ma non senza qualcosa al seguito.

Intanto Chantal e Hutch si occupano del direttore Murphy come richiesto da Bob; Mentre lo sceriffo Frank Truman fa visita a Benjamin Horne per dargli notizie su suo nipote, Richard Horne ora ricercato per aver investito un bambino e per aver tentato di uccidere Miriam, l’unica testimone e nella stessa scena, Ben consegna a Frank la chiave della stanza 315, la vecchia stanza dall’agente Cooper, in modo da farla avere come una sorta di cimelio per Harry.

Finalmente fa però la sua comparsa, la donna, quella che tutti i fan di Twin Peaks attendevano, Audrey Horne; La quale litiga con suo marito, Charlie, a cui sta chiedendo aiuto per ritrovare Billy il suo amante che è scomparso. Ma quello che Charlie non rivela ad Audrey è una sensazione negativa, che sembra confermata da Tina, moglie di Billy per telefono. La puntata si chiude sulle coordinate del braccio di Ruth Davenport che segnano l’area di Twin Peaks, a quanto pare presto tutti si ritroveranno lì, pronti ad affrontare l’effettivo ritorno o quello che Lynch e Frost hanno preparato per noi. 

Si sente aria di tempesta in questa nuova puntata, che continua a sembrare un solo lungo preludio a qualcosa di molto più ampio, le inquadrature ampie e i focus sui vari personaggi sono sempre di meno in favore a dei veloci quadri di insieme che continuano a portare i protagonisti verso un unico luogo. L’impressione che dunque si ha con questo ritorno è che Lynch abbia finalmente imbracciato tutto della sua poetica, lo abbia inserito dentro al suo maggior successo e abbia deciso di prendersi il suo tempo per dire tutto e bene, tralasciando elementi superflui e che potrebbero venire approfonditi in un secondo momento tramite opere collegate come libri o miniserie, d’altronde non è mai stato chiaro quale accordo la produzione abbia stipulato con il duo di creatori per poter fare avvenire questa serie.

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