Il 15 luglio arriva su Apple TV, Lucky che porta sullo schermo l’omonimo romanzo della scrittrice canadese Marissa Stapley, costruendo intorno alla sua protagonista un thriller nel quale si fondono azione, mistero e dramma familiare. A interpretare Lucky Armstrong è Anya Taylor-Joy, anche produttrice esecutiva della serie, affiancata da un cast di stelle composto da: Annette Bening, Timothy Olyphant, Drew Starkey, Aunjanue Ellis-Taylor e Clifton Collins Jr. Abbiamo visto la serie in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
La storia segue Lucky Armstrong, una truffatrice cresciuta all’interno di un ambiente criminale e ormai determinata a lasciarsi definitivamente alle spalle quella vita. Quando un colpo da diversi milioni di dollari finisce nel peggiore dei modi, la donna è però costretta a fuggire, braccata contemporaneamente dall’FBI e da un pericoloso esponente della criminalità. Per sopravvivere e conquistare finalmente la propria libertà, Lucky dovrà tornare a utilizzare tutte quelle capacità che avrebbe voluto dimenticare, affrontando un passato che continua a riaffiorare e legami familiari molto più complessi di quanto appaiano.
Adattando il romanzo di Marissa Stapley, Lucky conserva innanzitutto l’idea di una protagonista che vive di identità costruite, bugie e continue fughe. Il materiale letterario offre alla serie una solida base narrativa, soprattutto nel modo in cui lega il mondo delle truffe alla storia di formazione della protagonista. Il crimine è il linguaggio attraverso il quale Lucky ha imparato a comprendere le persone, riconoscere i pericoli e proteggersi. Dietro la sicurezza con cui affronta ogni situazione si nasconde quindi una giovane donna cresciuta senza punti di riferimento, costretta fin da piccola a considerare l’inganno come una forma di sopravvivenza. Da una parte c’è il thriller d’azione, costruito attraverso inseguimenti, scontri, fughe e cambi di prospettiva; dall’altra emerge un dramma familiare che cerca di comprendere quanto sia realmente possibile allontanarsi dall’ambiente nel quale si è cresciuti. La corsa di Lucky non è solamente una fuga dalle autorità o dai criminali che la inseguono, ma anche il tentativo di interrompere un’eredità fatta di manipolazioni e rapporti fondati su una fiducia sempre precaria.
Caratterizzata da una regia dinamica, la serie è capace di imprimere al racconto un ritmo costante senza sacrificare i momenti dedicati ai personaggi. La macchina da presa accompagna Lucky nella sua fuga mantenendosi vicina al suo punto di vista, restituendo l’instabilità di una protagonista costretta a valutare rapidamente ogni ambiente e ogni possibile via d’uscita. Le sequenze action risultano ben coreografate, evitando quella confusione visiva che spesso caratterizza produzioni interessate più all’aspetto action che all’introspezione. Lucky si dimostra anche particolarmente abile nel costruire il proprio mistero, l’intreccio procede attraverso rivelazioni, alleanze, tradimenti, mantenendo vivo l’interesse senza esaurire immediatamente le proprie carte. Ogni risposta apre nuovi interrogativi e modifica la percezione dei personaggi, in una storia che non ha paura di cambiare direzione e mettere continuamente in discussione le certezze dello spettatore.
Anya Taylor-Joy è l’eroina (e anti-eroina) a tutto tondo dell’intera operazione. Dopo aver dimostrato, in produzioni come Furiosa: A Mad Max Saga, di possedere la presenza fisica e l’intensità necessarie per sostenere ruoli fortemente legati all’azione, l’attrice conferma qui la propria naturale affinità con il genere. Taylor-Joy riesce a non trasformare questa sicurezza in freddezza, e la sua protagonista lascia emergere paura, stanchezza e una vulnerabilità che Lucky tenta continuamente di nascondere. È proprio questa combinazione tra determinazione e fragilità a renderla particolarmente adatta a personaggi del genere: figure imperturbabili che nascondono un conflitto molto più profondo. La serie assume progressivamente i contorni di una narrazione corale, concedendo il giusto spazio ai diversi personaggi coinvolti nell’intreccio. Ognuno possiede obiettivi, segreti e motivazioni sufficientemente definiti da non apparire come una semplice funzione della fuga di Lucky. Questa coralità permette alla narrazione di muoversi tra più registri, alternando il dramma personale di Lucky alle indagini, alle dinamiche criminali e ai conflitti degli altri protagonisti. La scrittura comprende che, per rendere davvero avvincente una storia di inseguimenti, non è sufficiente stabilire chi stia fuggendo e chi stia inseguendo: bisogna fare in modo che ogni personaggio abbia qualcosa da perdere.
Sostenuta da una regia energica, da sequenze d’azione ben coreografate e da un intreccio capace di rilanciarsi continuamente, Lucky è un thriller solido e avvincente che trova nella componente familiare la propria qualità più interessante. Anya Taylor-Joy si conferma perfettamente a suo agio nel genere action, dando vita a una protagonista lucida, magnetica e al tempo stesso vulnerabile. Qualche passaggio narrativo appare più costruito del necessario, ma la coralità del racconto, il valore del cast e un mistero sviluppato senza risparmiare sorprese rendono la serie una delle proposte più accattivanti dell’estate di Apple TV.
Lucky arriva su AppleTv a partire dal 15 luglio. Ecco il trailer della serie:
















