The Rip è il ritorno di Joe Carnahan al thriller poliziesco, un genere che il regista conosce e frequenta da sempre. Distribuito da Netflix e disponibile dal 16 gennaio, il film riunisce sullo schermo Matt Damon e Ben Affleck, amici e collaboratori di lunga data, qui non solo protagonisti ma anche produttori attraverso la loro società Artists Equity. Attorno ai due protagonisti si muove un cast corale che comprende: Steven Yeun, Teyana Taylor, Sasha Calle, Catalina Sandino Moreno, Scott Adkins e Kyle Chandler. Di seguito vi riportiamo il nostro parare.
A Miami, una squadra della narcotici scopre casualmente una gigantesca somma di denaro nascosta in un edificio abbandonato durante un’operazione di routine. Quella che dovrebbe essere una procedura come tante si trasforma rapidamente in un evento capace di stravolgere gli equilibri interni al gruppo. La notizia trapela, attirando criminali, mediatori corrotti e interessi esterni pronti a tutto pur di mettere le mani su quel bottino. Ma la minaccia più pericolosa non arriva solo dall’esterno: all’interno della squadra iniziano a nascere sospetti, accuse velate, silenzi carichi di tensione. Chi ha parlato? Chi sta mentendo? E soprattutto: chi è disposto a tradire la divisa per cambiare vita?
The Rip si fonda su una dinamica narrativa sempre efficace: un gruppo chiuso, una tentazione enorme e la progressiva distruzione della fiducia. Carnahan costruisce il film come una lenta discesa verso il caos, fatta più di tensioni in cui i momenti migliori sono quelli in cui il film si prende il tempo di osservare i personaggi. Tuttavia, non sempre la sceneggiatura riesce a sostenere questo livello di ambiguità. Alcune svolte risultano troppo leggibili in anticipo e il film finisce per rifugiarsi in soluzioni narrative già viste, che riducono l’impatto di una tensione che avrebbe potuto essere ancora più incisiva.
Al centro di The Rip c’è il rapporto tra i personaggi interpretati da Matt Damon e Ben Affleck. Damon sceglie un’interpretazione controllata, mentre Affleck lavora su un personaggio più impulsivo, dominato da frustrazione e senso di fallimento. I personaggi secondari, pur interpretati da attori di livello, restano invece meno incisivi. Figure come quelle di Steven Yeun o Teyana Taylor avrebbero potuto arricchire il quadro del film, ma la sceneggiatura li utilizza soprattutto come ingranaggi della trama.
Dal punto di vista cinematografico, The Rip è ben realizzato ma non sorprendente. Carnahan dimostra di saper gestire ritmo e tensione, manca però un vero slancio stilistico. Miami è uno sfondo poco sfruttato: resta una cornice visiva. La fotografia, dominata da toni caldi e notturni, accompagna bene l’atmosfera ma senza scelte particolarmente audaci. Anche la colonna sonora è funzionale, ma raramente memorabile. The Rip tenta di rispondere ad una domanda precisa: chi siamo davvero quando nessuno ci guarda? Il film mette i suoi personaggi davanti a una tentazione assoluta, capace di scardinare ogni certezza. Il denaro non è solo un oggetto del desiderio, ma una forza che costringe ciascuno a rivelare la propria vera natura. La storia parla di identità: quella professionale, legata alla divisa e al senso del dovere e quella personale, fatta di sogni, frustrazioni e fallimenti. Quando queste due dimensioni entrano in conflitto, ogni personaggio è costretto a scegliere chi vuole essere davvero. Amicizia, rispetto e fiducia vengono progressivamente svuotati di significato, fino a diventare parole che i personaggi pronunciano senza crederci più.
The Rip è un thriller poliziesco sostenuto da una coppia di protagonisti che funziona. Matt Damon e Ben Affleck portano sullo schermo un rapporto credibile e carico di tensione, che rappresenta il vero valore aggiunto della pellicola. Allo stesso tempo, l’opera resta prigioniera di una certa prudenza: non osa abbastanza né sul piano visivo né su quello tematico. Intrattiene, coinvolge e si guarda con piacere, ma difficilmente resta memorabile.
The Rip è disponibile su Netflix. Ecco il trailer del film:
















