Dopo tre anni di attesa, torna su Netflix, “The Sandman”, serie tv basata sull’omonimo fumetto della DCComics, che con questi dodici nuovi episodi conclude la sua corsa, almeno in questo reame.
La serie evento di Netflix, nonostante rinnovata a novembre 2022 per una seconda stagione, sembrava destinata a non vedere mai la luce, sia a causa dei guai legali del suo creatore sia per le già evidenti problematiche produttive della prima stagione, ma Netflix ha deciso, anche spinta già dagli esorbitanti investimenti dietro la serie a ripensarne la struttura e finalmente nel 2025 portare ad un’abbreviata conclusione la serie. Inizialmente pensata come serie da tre stagioni, The Sandman vede arrivare sullo schermo solamente parte del materiale a fumetti, ma lo fa concentrandosi su quegli story arc che hanno reso famoso il fumetto e che vedono Morfeo non solo come comprimario ma anche come protagonista: “La Stagione delle nebbie”, “Vite Brevi” e “La canzone di Orfeo”. Una scelta sofferta, che diminuisce il tempo che avremmo tutti voluto passare in questi fantastici reami pieni di avventure, mostri e fantasia, ma che permette a chi aveva investito tempo e interesse sulla prima stagione di vedere una conclusione alla storia di Morfeo, che è molto di più di quello che tante altre produzioni Netflix e non solo possono dire oggi.
Morfeo (Tom Sturridge) è tornato in possesso dei suoi simboli ed ora regna di nuovo sul regno dei Sogni accompagnato dalla fidata bibliotecaria Lucienne (Vivienne Acheampong) e dai suoi fidati alleati come il corvo Matthew (Patton Oswalt) e Merv (Mark Hamill); ma il signore dei sogni non sa ancora che il destino non ha ancora finito con lui. Infatti, le tre Moire: Dinita Gohil, Nina Wadia e Souad Faress hanno convocato Destino (Adrian Lester) per metterlo a conoscenza di una profezia che si sta avverando e che in qualche modo ha a che fare con l’Eterno che è fuggito, Distruzione (Barry Sloane). Per Morfeo inizierà così la ricerca del fratello nel mondo della veglia mentre cerca di fare ammenda per il suo passato.
La prima parte della seconda stagione, che ha debuttato il 3 Luglio, continua proprio dal punto in cui termina la prima stagione: Morfeo ha ricostruito il suo regno e ne è tornato completamente in possesso, ma la chiamata dei suoi fratelli farà ripartire la storia, portando di nuovo Morfeo a confrontarsi con Lucifero (Gwendoline Christie), Desiderio (Mason Alexander Park) e anche nuovi nemici. Rispetto alla prima stagione che faceva da preambolo all’intera mitica vicenda di Morfeo – costruendo meticolosamente il mondo degli Eterni e gli altri regni – questa seconda stagione si trasforma in una storia drammatica di una famiglia potente, tutti personaggi diversi, che esprimono e sono caratterizzati da una parte della natura umana oltre che dal loro ruolo nella cosmologia di The Sandman. I primi tre episodi della seconda stagione, non solamente ci presentano nuove sfide per Morfeo, ma anche un banchetto teatrale, perché alla fine della storia tutti i vari dei che vediamo presentarsi alla porta di Morfeo diventano teatranti in uno spettacolo di qualcun altro. Allan Heinberg, showrunner della serie riesce a creare un arco contenuto ma anche interessante, sia perché vediamo numerose divinità fare visita a Sogno, sia perché già dalla loro messa in scena ci raccontano qualcosa senza troppi dialoghi ridondanti. Peculiarità di questi primi episodi è l’alternanza del presente narrativo con numerosi momenti che vengono dalle storie brevi del fumetto e che sono significative per quei personaggi protagonisti degli episodi.
Quell’unica storia a cui gli showrunner dedicano più tempo è proprio quella di Nada e Morfeo, come si conoscono, come si innamorano e come l’amore condanna entrambi ad una diversa sofferenza eterna. Sarà proprio questa storia a portarci a vedere un Morfeo diverso, più umano e più predisposto a perdonare e sapersi perdonare, proprio quando Nada (Deborah Oyelade), fa il suo ritorno nella vita del re dei Sogni dandoci uno sguardo ad un’umanità di Morfeo prima della prigionia e prima dei Kinkaid. La restante parte degli episodi disponibili, ci porta in un viaggio simile ma differente a quello che abbiamo visto nella prima stagione, stavolta, non più accompagnato da vari comprimari (come John Dee o Johanna Constantine), ma da sua sorella Delirio (Esmé Creed-Miles), che ha una missione ben precisa: riportare a casa Distruzione. La seconda parte della stagione è un viaggio alla scoperta del mondo della veglia da cui Sogno si era distaccato per qualche tempo e di cui ora ne sta intravedendo nuovi lati e fascinanti luoghi di “culto”. Centrale mai come in questo momento il tema della famiglia, una famiglia potente ed antica come gli Eterni con i propri risentimenti e le proprie peculiarità, che diventa importante ai fini del viaggio di riscatto di Sogno e che lo porterà a commettere un atto terribile per un Eterno.
Anche la parte visiva non delude, proprio perché rispetto alla prima stagione, ricostruito il regno del nostro protagonista, ora di nuovo potente, possiamo vedere più di questo reame, dei suoi abitanti, dei suoi mostri e delle sue stranezze. Il castello di Sogno che cambia ad ogni necessità del suo padrone, i corridoi spettrali e vuoti, ma che quando si riempiono lo fanno di fantastiche ed orrorifiche presenze. La parte visiva in una produzione come The Sandman ha sempre avuto la sua importanza, con i suoi pregi e difetti ma in questi episodi riusciamo a immergerci completamente nella fantasia e nel mondo di Sogno, grazie a giochi di luce e anche un sapiente uso dei contrasti per alcuni effetti speciali molto complessi come i Demoni di Lucifer. Certo non siamo di fronte alla maestosità di una produzione cinematografica ma sicuro un buon compromesso.
The Sandman con questa prima parte della sua seconda stagione si dimostra strana, non c’è che dire, Heinberg ha fatto di tutto per cercare di condensare la parte finale del viaggio di Sogno in soli dodici episodi e almeno per i sei che abbiamo potuto vedere, ci riesce lasciando però un po’ di amaro in bocca. Lo spettatore percepisce la fretta nel portare a conclusione la storia. Se la prima stagione aveva ben dosato l’azione dandoci più momenti concentrati sui personaggi, questa seconda stagione ce li mostra molto più all’opera dedicando la costruzione di alcune delle caratteristiche di questi personaggi a flashback oppure agli attori stessi che continuano ad essere comunque una delle forze di questa produzione. Probabilmente con più tempo a disposizione, avremmo potuto vedere di più degli Eterni e dei loro mondi, oltre che del passato millennario di Sogno, ma Heinberg nel poco tempo che gli viene concesso riesce a condensare il più possibile gli avvenimenti di “Stagioni delle Nebbie” e “Vite Brevi” e portare a casa un risultato più che buono. Certo è, che l’amaro in bocca rimane, le storie da cui attingere erano così tante che anche se si fossero seguiti i piani iniziali di tre stagioni, qualcosa sarebbe rimasto inevitabilmente fuori. Ora non rimane che attendere la seconda parte e sperare in un finale degno per una serie che nel bene e nel male ha appassionato tanti e potrà continuare ad ispirarne altri sia con la sua breve corsa televisiva che con i fumetti DC Comics, ora finalmente recuperabili per tutti in svariate edizioni.
La prima parte della seconda stagione di The Sandman è disponibile su Netflix. Ecco il trailer ufficiale italiano:
















