E’ ormai risaputo, nell’ultimo periodo Netflix sta investendo davvero moltissimo per creare quelli che si possono definire i suoi propri Blockbuster, basti pensare ai recenti: The Irishman, The King, o al meno recente Annientamento. 6 Underground, di Michael Bay ha tutte le carte in regola per rientrare nella categoria e forse per aggiudicarsi il premio come film di Michael Bay più di Michael Bay della sua intera carriera.

La sceneggiatura originale, scritta insieme a Paul Wernick e Rhett Reese sembra il perfetto adattamento di una graphic novel degna di Frank Miller. 6 Underground di certo non si lascia guardare per la profondità della trama che racconta la nascita e le imprese di uno spietato gruppo di sei vigilantes (Ryan Reynolds, Mélanie Laurent, Manuel Garcia-Rulfo, Adria Arjona, Corey Hawkins e Ben Hardy) che, dopo aver finto la loro morte, tenta nei modi più rocamboleschi possibili, di eliminare da un mondo ormai sull’orlo del precipizio, le ingiustizie che lo angosciano. Il loro prossimo target? Un temibile dittatore in medio oriente che sembra spaventosamente ricordare alcuni leader politici al di fuori della fiction.

Come già definito in precedenza, 6 Underground è uno dei film di Michael Bay che più si rifà alla sua intera cinematografia, adrenalinica, caotica, scoppiettante e rumorosa, in questo caso però il tutto è portato all’ennesima potenza, ad un livello superiore di spettacolarità. Bay si rifà a classici del genere action, come Mission Impossible o James Bond, impossibile non associare la scena di apertura prima dei titoli di testa alla tipica sequenza adrenalinica all’inizio di ogni film di 007, o la corsa sui pendii dei grattacieli alla Ethan Hunt. Scena d’apertura che merita una menzione d’onore, non solo per essere stata interamente girata in Italia, e precisamente a Firenze ma soprattutto per essere uno dei momenti più alti sul piano spettacolare dell’intera pellicola. La sequenza, dalla durata di più di venti minuti, è un inseguimento cardiopalma in sella ad una Alfa Romeo verde acido, che richiama la fotografia artefatta del film, in una Firenze che viene mano a mano scoperta e distrutta, da Lungarno agli Uffizi, da Piazza Castello a Santa Maria Novella. Il tutto unito a momenti splatter al limite dal gore con una colonna sonora assordante che va dagli ultimi successi della musica rap/house fino alle Spice Girls che perfettamente si adatta alla scena, rendendola un’esperienza al limite dell’eccesso.

Oltre alla colonna sonora, composta da più di cinquanta brani, i punti di forza di 6 Underground sono il montaggio e la fotografia. Fotografia affidata a Bojan Bazelli, che con luci psichedeliche, acide e artefatte si appoggia perfettamente ad ogni scena e incredibilmente anche al vestiario di ogni componente del gruppo di fuorilegge. Montaggio, invece, affidato a Roger Barton, William Goldenberg e Calvin Wimmer. Queso si davvero fa serrato quasi psichedelico; sono infatti pochissimi i secondi che separano uno stacco di montaggio da un altro, il tutto conferendo un dinamismo quasi incredibile alla pellicola. Per poco più di due ore di film non c’è davvero un attimo di respiro, le scene si sovrappongono, i flashback e i flashforward si intrecciano causando però, almeno all’inizio della pellicola, un po’ di disordine nella mente dello spettatore che si ritrova letteralmente inondato oltre che dalle informazioni che gli vengino proposte, da musica, sparatorie, esplosioni e sangue.

Oltre alla lunghissima sequenza di Firenze, degne di nota sono tutte le scene che vedono protagonista Ben Hardy (Bohemian Rhapsody) qui nei panni di un acrobata esperto di Parkour. La maggior parte delle sue imprese sono girate con una telecamera GoPro allacciata al suo braccio o sulla sua testa, creando delle soggettive vertiginose ed emozionanti, quasi come lo spettatore fosse inserito all’improvviso in un videogioco che però non riesce a controllare.

6 Underground è prima di tutto un action movie in piena regola, ma come già anticipato, rifacendosi a classici del genere come 007 è anche una sorta di finta spy story. La commistione di generi però non finisce qui, è infatti anche molto divertente al limite del comico e del paradossale; e a far ridere non sono solo le battute, ma anche le situazioni assurde che volutamente si fanno divertenti, o almeno questo è quello che il pubblico percepisce. Come in quasi ogni film di Michael Bay, il problema è che il regista tenta sempre di prendersi un po’ troppo sul serio, come se dalle azioni dei vigilanti si volesse trarre a tutti costi una morale che però in fin dei conti non arriva mai e soprattutto nessuno si aspetta. In questo caso il buon vecchio Michael è perdonato; è riuscito a sfornare un film di puro intrattenimento visivo e sonoro che si distacca dai suoi lavori precedenti, che a causa della troppa azione concentrata e poco diluita risultavano alla fine noiosi e monotoni.

Purtroppo il film sarà disponibile solo su Netflix e quindi per la visione home-video che farà perdere più del cinquanta percento della spettacolarità dell’intera pellicola. Non c’è sistema home theater o televisore 60 pollici che regga il confronto con l’esperienza in una sala cinematografica magari IMAX.


6 Underground di Michael Bay sarà disponibile su Netflix a partire da venerdi 13 dicembre. Di seguito potete visionare il trailer italiano del film:

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