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[der Zweifel] Il Petroliere di Paul Thomas Anderson

  • di der Zweifel
  • Gennaio 17, 2018
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E lasciatemi parlare de “Il petroliere”. Manca poco più di un mese all’uscita nelle sale del nuovo film di Paul Thomas Anderson, “Il filo nascosto”. Un’attesa storia drammatica, intricata e coinvolgente –com’è nello stile del regista statunitense- che vedrà il premio oscar Daniel Day-Lewis nella sua ultima e ufficiale interpretazione. Dopodiché, il ritiro dalle scene. È perciò un momento epocale, quando due personaggi eclettici e grandiosi come Lewis e Anderson si rincontrano, e a quanto pare per l’ultima volta. Non mi metterò, per ragioni di tempo, a indagare e descrivere la vita né dell’uno né dell’altro. Mi basterà citare un solo film per comprendere più svariati aspetti che accomunano insieme i due artisti. Grandezza, affascinante ed energica recitazione, sublime narrazione e sviluppo della storia che raggiunge l’apice dell’eccitazione e del dramma alla fine; quando tutto esplode nella rabbia omicida del protagonista. Una continuità discorsiva senza intoppi mescolata a una fotografia d’eccezione e l’interpretazione dei protagonisti e degli attori di contorno.

Con “Il Petroliere”, P.T. Anderson si aggiudica tre nomination agli oscar lasciando, tuttavia, lo spazio a Daniel Day di vincerne uno; il secondo a quanto pare, catapultandosi così nell’olimpo dei grandi attori.

È la storia di Daniel Plainview, il quale scopre un giacimento di petrolio di sotto delle sue miniere di argento. L’uomo mette così in piedi una squadra di uomini che gli consentano di estrarre la materia. A seguito della morte di un suo fidato collaboratore, Daniel decide di accudirne il figlio ancora in fasce. Sarà proprio il bambino che, giunto ai tredici anni, darà all’uomo la serietà che necessita per comprare gli appezzamenti di terra con il petroliere e convincere i proprietari che è un buon padre di famiglia. Affermatosi petroliere con una discreta potenza, riceve una sera nel suo studio un ragazzo di Paul Sunday. Il giovane gli vende delle informazioni succose; sotto la fattoria Sunday, dove vive la famiglia, c’è un grande giacimento di petrolio. Pagato il ragazzo per l’informazione, padre e figlio, H. W., si recano alla fattoria e cercano di comprare dal vecchio Abel, padre di Paul, la terra e tutta la fattoria. Il gemello di Paul, Abel, sapendo dell’esistenza del petrolio, fanno aumentare il prezzo e Plainview gli concede 5.000 dollari. Altri 5.000 promette di donare in seguito a Eli, per costruire la sua chiesa: “La chiesa della terza rivelazione”.

Chiamati i collaboratori e operai, iniziano i lavori di scavo in tutta l’area circostante. Comincia così una delle fasi più redditizie di Plainview. Tuttavia la vita con Eli Sunday diventa più difficile del previsto. Ritenendo la chiesa della terza rivelazione una buffonata, di cui Eli si fa capo e profeta, Plainview non intende pagare i 5.000 dollari promessi. Dopo lo scoppio di una torre petrolifera, il figlio di Daniel rimane ferito e perde l’udito. Questo rende le cose difficili e non appena Eli andrà da Daniel a riscattare il suo denaro, quest’ultimo lo picchierà umiliandolo dinanzi alla popolazione e i lavoratori. Successivamente, Daniel è costretto ad allontanare il figlio. Lo manderà a una scuola per sordi. Nello stesso momento arriva un uomo di nome Henry che dice di essere suo fratello ma di madre diversa. Daniel, che fino a quel momento è stato un uomo burbero e minaccioso verso l’intera razza umana e votato solo alla ricchezza, crede quasi immediatamente alle parole dello sconosciuto vedendo in lui un qualche miglioramento e un ritorno alla famiglia. I due iniziano a incamminarsi fino al pacifico per misurare la distanza che c’è tra il giacimento petrolifero e il mare; la costruzione di una tubatura renderà più facile lo spostamento e il prelevamento del petrolio da sotto terra. Scoperta la falsità dietro alle parole di Henry, Daniel non ci pensa due volte e lo uccide, seppellendolo nel bosco. La mattina seguente il vecchio Bandy, uomo la cui terra non voleva cedere a Plainview, è favorevole a vendergliela. A patto solo che lui si battezzi e abbracci la chiesa della terza generazione. Pur di avere la terra, Daniel accetta e schernito e pestato da Eli in chiesa durante il sermone, riceve il battesimo e la tubazione può essere costruita.

Poco dopo torna H. W., sempre più distante da Daniel per via della sordità e anche perché trova maggior conforto in Mary Sunday, sorella di Eli. Nel frattempo Eli parte per nuove terre in cui far prosperare il suo credo e la sua chiesa, lasciandosi alle spalle il ghigno di disprezzo di Daniel.

La vicenda trova la sua fine negli anni che precedono la crisi del 1929. Il figlio va a trovare il padre nella sua villa. Vuole staccarsi dalla sua società per fondarne una tutta sua in Messico, assieme alla moglie Mary. Daniel, deluso e attaccato, gli confessa la verità; non è altro che un orfano che gli servì per una buona pubblicità. A questo punto il figlio lo abbandona, sembrerebbe per sempre, e Daniel è perso nei fumi dell’alcol. Va a trovarlo Eli, uomo ormai dedito al peccato che ha bisogno di soldi. Chiede a Daniel di mettersi in affari e quest’ultimo accetterà solo dopo aver sentito da Eli pronunciare le seguenti parole: “Io sono un falso profeta, Dio è una superstizione”. Eli, disposto a tutto, cede ai ricatti e fa come gli viene ordinato. Solo dopo Daniel gli dirà che il petrolio è già stato risucchiato e, preso dall’astio e da un lume di pazzia, si avventa contro a Eli e lo uccide spaccandogli il cranio con un birillo da bowling.Tratto dal romanzo “Petrolio” di Upton Sinclair, “Il petroliere” di Paul Thomas Anderson è un film pieno di narrativa e storia americana. Gli ampi spazi dell’ovest che si mescolano alla ricerca di maggior benessere dalla costa est. La febbre dell’oro, i romanzi di Jack London e i primi cercatori di petrolio. Le prime aziende petrolifere e la ricchezza che aumenta in tasca agli uomini come Plainview; i veri capitalisti affamati di denaro e potere. Un dramma lungo vent’anni di storia d’America inciso sul volto marcato e crudele di Daniel Day Lewis che entra pienamente nei panni di uomo senza scrupoli. Oltre al protagonista principale, c’è da sottolineare l’interpretazione di Paul Dano che nei panni del santone pieno di se riesce a stare al passo con Lewis. Ma in definitiva, l’intera opera è un’epopea dal sapore intenso e antico, i cui ampi campi lunghi, e gli spazi aperti del paesaggio californiano, donano magnificenza e inquietudine nello stesso momento. Da un film come questo, in cui ogni particolare è perfettamente ben curato –fotografia, recitazione, scenografie, ecc.- dal successivo connubio tra Lewis e Anderson, non ci si può aspettare che un altrettanto bellissimo film. E tutti noi aspetteremo impazienti quel giorno.

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