Five Nights at Freddy’s 2, diretto da Emma Tammi, torna a portare sul grande schermo gli inquietanti animatronics, adattando la storia dall’omonima saga videoludica per un secondo capitolo cinematografico. Il film vede il ritorno di Josh Hutcherson nel ruolo principale di Mike, affiancato da Elizabeth Lail, Piper Rubio e Matthew Lillard, con l’aggiunta di nuovi volti come Skeet Ulrich e McKenna Grace. Distribuito da Universal Pictures, il film arriva in sala a partire dal 4 dicembre. Abbiamo visto il film in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.
La trama riprende circa un anno dopo gli eventi del primo film: Mike e sua sorella Abby cercano di tornare a una vita normale, ma si ritrovano nuovamente coinvolti in situazioni inquietanti legate agli animatronics.
Five Nights at Freddy’s nasce come franchise videoludico horror creato da Scott Cawthon nel 2014, diventato rapidamente un fenomeno globale grazie al suo mix di tensione, jump scare e storia inquietante. La storia ruota attorno ad alcune mascotte in animatronics di ristoranti, apparentemente innocue, che di notte si animano, mettendo a rischio la vita di chi ci lavora. Il successo dei giochi ha portato inevitabilmente a un adattamento cinematografico, con il primo film uscito nel 2023, diretto sempre da Emma Tammi.
Il film precedente ha cercato di trasporre l’atmosfera dei giochi sul grande schermo, con un approccio più “family horror” rispetto alla tensione pura dei videogiochi. Tuttavia, già allora, erano emerse alcune problematicità: ritmo incostante, pochi momenti davvero spaventosi e una gestione altalenante della mitologia del gioco. Five Nights at Freddy’s 2 è un sequel diretto con la promessa di ampliare la storia e aggiornare gli animatronics, ma questo non sempre avviene.
Purtroppo, il film non riesce a colmare le lacune già evidenti nel primo capitolo. Sebbene il tono sia più orientato all’horror e le ambientazioni siano visivamente più cupe e inquietanti, la pellicola fatica a creare una vera tensione. I momenti spaventosi, pur presenti, risultano spesso prevedibili o artificiosi, privi di quel senso di minaccia costante che nei videogiochi rende l’esperienza memorabile. La regia di Emma Tammi cerca di costruire sequenze di suspense, ma spesso l’effetto finale è dispersivo.
Uno dei problemi più evidenti riguarda i personaggi. I protagonisti, sia quelli già noti come Mike e Abby, sia i nuovi volti del cast, rimangono sostanzialmente bidimensionali. Non ci sono approfondimenti sulle loro motivazioni, sulle loro paure o sui rapporti reciproci, e persino i momenti in cui avrebbero potuto emergere legami emotivi, questi sono trascurati o liquidati in poche battute. La stessa gestione degli animatronics, pur visivamente curata, risulta a tratti fine a sé stessa: le creature spaventano visivamente, ma mancano di un contesto narrativo capace di dare senso alle loro azioni o di aumentarne la minaccia.
Sul piano della sceneggiatura, il film soffre di un ritmo irregolare: alcune sequenze si trascinano senza apportare tensione, mentre altre, potenzialmente più dinamiche, vengono sacrificate in favore di una non chiara fretta nel voler sbrigare la situazione. Anche il tentativo di espandere la mitologia del franchise appare confuso: riferimenti alla lore dei giochi ci sono, ma inseriti in modo superficiale, senza riuscire a integrare una vera coerenza narrativa.
La regia di Emma Tammi è tecnicamente valida: le sequenze horror sono ben orchestrate, con un uso efficace di luci e ombre. Gli animatronics sono realizzati con cura e le scene di movimento e interazione con gli esseri umani risultano credibili e coinvolgenti. Tuttavia, questi pregi restano isolati, perché la pellicola non riesce a costruire una narrazione che dia loro spessore. Il ritmo è discontinuo e spesso l’azione prende il sopravvento sulla storia, impedendo allo spettatore di sentirsi realmente coinvolto. Il problema maggiore resta che la lore del franchise, che nei giochi è uno dei punti di forza, viene trattata in modo superficiale. Questo contribuisce a dare la sensazione che il franchise sia già esaurito sul piano creativo.
In conclusione, Five Nights at Freddy’s 2 si presenta come un sequel tecnicamente sufficiente ma incapace di andare oltre la superficie. La narrazione rimane debole, i personaggi inesplorati e la lore del franchise trattata in modo superficiale, generando una sensazione di stanchezza creativa. Nonostante l’atmosfera sia più horror rispetto al primo film, la pellicola non riesce a coinvolgere emotivamente né a spaventare in modo significativo, lasciando con un’impressione di potenziale inespresso.
Five Nights At Freddy’s 2 è al cinema con Universal Pictures. Ecco il trailer del film:















