Il cinema d’azione ha sempre avuto un codice ben preciso: protagonisti maschili carismatici, trame che mettono in secondo piano le emozioni per lasciare spazio all’adrenalina, e una regia che segue una grammatica visiva spesso improntata su un’estetica muscolare. G20, diretto da Patricia Riggen e con Viola Davis nei panni della Presidente degli Stati Uniti, cerca di inserirsi in questo genere con una prospettiva diversa, proponendo un action old-school che si distingue per la presenza di un’eroina adulta e per uno sguardo registico che, pur rispettando gli stilemi del genere, porta con sé un tocco di sensibilità differente. G20 arriva in esclusiva su Prime Video a partire dal 10 aprile, grazie a Prime Video Italia abbiamo potuto vederlo in anteprima e di seguito vi riportiamo il nostro parere.

Un incontro politico tra le più grandi potenze mondiali viene improvvisamente preso d’assalto da un gruppo di terroristi con intenti poco chiari. La Presidente Sutton (Viola Davies) si trova quindi a dover lottare per la propria sopravvivenza e quella dei leader presenti.

Viola Davis non è nuova a ruoli di donne forti e determinate. Nel corso degli anni, ha costruito una carriera interpretando personaggi carismatici e complessi, spesso in contrasto con le dinamiche tradizionali del cinema hollywoodiano. La sua filmografia è costellata di figure femminili potenti, che non si limitano a essere semplici supporti narrativi per i protagonisti maschili, ma che dominano la scena con un mix di autorevolezza, vulnerabilità e intensità. Il suo impegno nel cinema d’azione ha trovato una forte espressione in The Woman King, film in cui ha interpretato Nanisca, la leader delle Agojie, una storica unità di guerriere africane. In questo ruolo, Davis ha dimostrato una straordinaria presenza scenica, combinando preparazione fisica, disciplina e un’interpretazione emotivamente stratificata. G20 si colloca in un contesto più moderno, ma l’attrice mantiene la stessa determinazione e presenza scenica. La sua Presidente Danielle Sutton non è un semplice avatar di un classico eroe action, ma una figura che combina carisma, intelligenza strategica e una fisicità credibile. Davis riesce a infondere al personaggio un senso di autorità che lo rende autentico, evitando i cliché delle eroine iper-performative e indistruttibili che spesso popolano il genere.

In G20 il cuore di tutto risiede nell’azione. Le scene di combattimento sono ben coreografate, nonostante l’esagerazione di alcune dinamiche che però non stridono più del dovuto visto l’impianto spettacolare del film. Ciò che rende il film interessante è il modo in cui la protagonista affronta le situazioni di pericolo: senza trasformarsi in una guerriera invincibile, ma utilizzando astuzia e capacità strategiche. La scelta di mantenere uno stile a tratti più realistico aiuta a rendere la storia più coinvolgente, anche se la semplicità della sceneggiatura impedisce un vero approfondimento delle tematiche politiche o personali che il film avrebbe potuto esplorare.

Il cinema action, storicamente dominato da registi uomini, ha spesso privilegiato un’estetica improntata sulla spettacolarizzazione della violenza, con personaggi maschili costruiti attorno a un modello di forza e resistenza quasi sovrumano. La regia di Patricia Riggen, invece, porta un tocco diverso, pur rimanendo ancorata alle convenzioni del genere. La sua protagonista non è una macchina da guerra indistruttibile, ma una leader politica che deve adattarsi a una situazione estrema sfruttando le proprie competenze e il proprio istinto di sopravvivenza. Tuttavia, la regia non è sempre perfetta. Alcune scene risultano un po’ meccaniche e prive di quella fluidità necessaria per rendere l’azione davvero memorabile. Riggen si affida a una messa in scena tradizionale, senza particolari guizzi stilistici, puntando più sull’efficacia della narrazione visiva che sulla spettacolarità. Questo potrebbe deludere chi cerca un film ricco di innovazione registica, ma si sposa bene con l’intento del film: offrire un action godibile senza particolari pretese.

G20 non è un film che rivoluziona il genere, né si propone di farlo. È un prodotto che mira a un intrattenimento diretto e senza fronzoli, evitando di strafare o di prendersi troppo sul serio. Il suo più grande pregio è quello di portare sullo schermo un action al femminile che non cerca di replicare semplicemente le dinamiche tipiche degli eroi maschili, ma che costruisce un personaggio credibile e solido, pur restando in un impianto narrativo vecchio stile. La presenza di Viola Davis, con la sua capacità di dare spessore a qualsiasi ruolo, è il vero punto di forza del film, rendendo G20 un’esperienza piacevole per chi ama il genere.


G20 arriva su Prime Video a partire dal 10 aprile. Ecco il trailer italiano del film:

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