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Generation Zero Volume 1: Noi Siamo il Futuro | Recensione

  • di Luca Brindani
  • Ottobre 17, 2018
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Generation Zero

Torniamo a parlare di Psioti e del Progetto Spirito Nascente con Generation Zero Volume Uno: Noi Siamo il Futuro di Fred Van Lente e Francis Portela.
Chi sono però i ragazzi di Generation Zero? Sono ragazzi che strappati in tenera eta dalle loro famiglia dall’organizzazione paramilitare Spirito Nascente (NDR: La stessa del progetto dei Naniti che ha creato Bloodshot) per addestrarli e trasformare i giovani psioti in armi umane. Durante gli eventi di Harbinger Wars, Bloodshot ha liberato i ragazzi insieme ai Renegade e così liberi e ispirati dai loro ex compagni del progetto Harbinger, hanno messo le loro abilità al servizio delle necessità di chi ha bisogno del loro intervento.
Con il collasso della Harbinger Foundation dopo il leak di informazioni di Peter Stanchek, Generation Zero ha avuto il suo bel da fare a correre dietro alle pazze invenzioni finite sul mercato e che appartenevano al mastermind psiota Toyo Harada ed ora devono affrontare quella che effettivamente sembra una nuova invasione.
I ragazzi ora degli eroi per i ragazzini più emarginati si dirigono a Rook City per aiutare Keisha Sherman, il cui fidanzato è rimasto ucciso in un insolito incidente stradale, una cittadina protagonista di un recente boom tecnologico che l’ha portata dalle stalle alle stelle apparentemente nell’arco di una notte. Quando Keisha trasmette una disperata richiesta di aiuto tramite la sua webcam, nel liceo locale improvvisamente appaiono alcuni strani studenti, loro sono la Generazione Zero e stanno per scuotere gli equilibri.
Fred Van Lente stavolta alle prese con un gruppo di giovani e disadattati superumani: Cronus, Cloud, Telic, Animalia, Gamete e i gemelli Zygos; ci porta in una tranquilla ed ipertecnologica cittadina che però rispecchia in tutto e per tutto le costruzioni sociali delle altre realtà studentesche sparse per gli stati uniti. Attraverso la storia Van Lente mette in luce tutti quei comportamenti tipici dell’adolescenza e che portano inevitabilmente all’emarginazione sociale per alcuni, perché i forti o i popolari si ergono sopra ai più deboli, senza riuscire a capire l’effettiva arma che hanno dalla loro parte che non sono solamente i soldi, ma è l’estrema forza di assimilazione di altri gruppi più emarginati. Fin dallo sviluppo tecnologico della città i gruppi sociali “diversi” sono sempre stati di più assimilati all’interno di un certo circolo privato di conoscenze e amicizie, quasi il tutto fosse parte di un progetto segreto, evidente parallelismo all’omologazione portata da tecnologia come smartphone e dai social network.
Francis Portela, nome che ricorre spesso in Valiant, essendo uno dei disegnatori che più si è occupato di molti progetti della casa editrice e spesso insieme a Van Lente non ha un tratto particolarmente ricercato, si limita a fare, c’è da dirlo però, bene e con velocità il compito che gli viene assegnato e rende chiaro i vari panel a cui il lettore deve prestare attenzione; seppur lo stile di Portela non presenti nessun particolare guizzo, gli va dato atto che rispetto a Ivar, Timewalker dimostra di aver maturato una certa attenzione ai dettagli fisici, rendendo, almeno stavolta ben definiti i vari personaggi che non diventano intercambiabili come in quella serie.
Generation Zero è una delle tante proposte che Edizioni Star Comics ci porta dell’Universo Valiant, non la più riuscita e nemmeno la presa più innovativa sul genere teen supereroistico, che non fosse per l’imminente Harbinger Wars II non avrebbe nemmeno questa utilità ad essere raccontata, eppure rappresenta un buon punto da sviluppare per qualche possibile serie tv, come molti dei prodotti della casa editrice che sempre di più sta puntando a creare prodotti che possano attraversare il confine della carta stampata.

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