Disponibile su Prime Video la penultima puntata di Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere, intitolata L’occhio. Sarà riuscita questa nuova puntata a confermare le impressioni positive dei primi episodi? Scopriamolo con un nuovo appuntamento delle nostre recensioni settimanali, in particolare questa è la penultima, prima di quello che si preannuncia essere un finale di stagione carico di emozioni.

[ATTENZIONE: LA SEGUENTE RECENSIONE CONTIENE SPOILER RELATIVI AI PRIMI SEI EPISODI DI GLI ANELLI DEL POTERE]

Le truppe di Adar (Joseph Mawle) sono sempre più inarrestabili, solamente un manipolo di pochi umani ed Arondir (Ismael Cruz Cordova) sono rimasti a tenere testa agli Uruk e al loro comandante, che ha un piano per piegare quelle terre e da cui dipende il destino dell’intera battaglia. Arondir e gli umani sono molto tenaci e nonostante la situazione sia pericolosa, riescono inizialmente a respingere le offensive del male, ma l’illusione dura poco. Mentre la tensione sale e le sorti del conflitto paiono già decise, l’arrivo della regina Miriel (Cynthia Addai-Robinson), Galadriel (Morfydd Clark), Lord Halbrand (Charlie Vickers) e del capitano Elendil (Lloyd Owen) insieme all’esercito di Numenor mette in serio pericolo il piano degli Uruk. Le Terre del Sud diventano così un grande campo di battaglia, una battaglia spietata che sembra favorire gli orchi fino a quando proprio gli stessi Numenoriani e Galadriel non incalzano pesantemente i nemici. Adar, ormai deciso a tentare il tutto per tutto, organizza una disperata fuga mentre Galadriel ed Halbrand lo inseguono e infine, lo catturano. Il duo rientrato al villaggio con il comandante nemico sconfitto deve fare i conti con l’evidenza che per quanto la battaglia sia apparentemente vinta, il pericolo del male continua ad aleggiare sulle Terre del Sud.

Questa settima puntata fa tornare tutto alla perfezione, se vi erano dubbi su alcune mosse sia dei nemici che dei buoni, tra la sesta e la settima puntata ogni cosa va al suo giusto, creando un affresco completo e piacevole. La serie con queste ultime due puntate ha davvero premiato gli spettatori che sono rimasti fino a questo punto e ha dato loro le risposte a domande anche superficiali ma che aggiungono grandezza e scopo alla narrazione.

I semplici tunnel che gli orchi usavano per spostarsi assumono un significato ancora più forte e strategico, così come anche la scelta di Adar di allearsi con alcuni umani fedeli. J. D. PaynePatrick McKay dimostrano di aver saputo giocare con il materiale d’origine e creare un prodotto che fosse grande nello scopo e anche televisivo nella sua costruzione. A completare questo lavoro ci pensano Morfydd Clark e la sua inedita Galadriel, un personaggio che seppur già conosciamo da Il Signore degli Anelli, qui mostra tutta la sua oscurità che già era stata paventata nelle pellicole di Peter Jackson. Molto convincente anche Ismael Cruz Cordova, interprete di Arondir, stoico elfo che riesce a resistere senza sapere che arriveranno dei rinforzi. Da premiare anche la cura a personaggi minori come Theo, che probabilmente diventerà più importante con la seconda stagione o Waldreg.

Per quello che riguarda il livello tecnico, a parte qualche caduta di stile durante la terza puntata, forse dato per lo più dal confronto con le prime due dirette da J.A. Bayona, la serie si mantiene su ottimi livelli. La regia della puntata affidata a Charlotte Brändström crea una sorta di continuità stilistica con l’episodio sei, uno dei più importanti per svariati motivi in questa prima stagione. Gli ultimi attimi dell’episodio sei ed i primi del sette si collegano splendidamente come un affresco, o meglio come un incubo ed il risveglio da questo.

Con questa settima puntata, Gli Anelli del Potere si conferma un prodotto ben pensato e non solo maestoso. Tutte quelle piccole incongruenze che avevamo notato e su cui ci si era soffermati nella prime puntate si allacciano piacevolmente una all’altra, a partire dai tunnel scavati dagli orchi, passando per la leggenda dei sacrifici umani raccontata nei primi due episodi e arrivando al piano del malefico, quanto geniale, Adar. L’attenzione al dettaglio ed il tempo che è stato dedicato ad ogni singolo personaggio o anche minimo dettaglio trova finalmente una risposta e allarga ancora di più le possibilità per l’ultima puntata, che da quello che sembra sarà il grande spartiacque della serie, già rinnovata per altro per una seconda stagione.

Gli Anelli del Potere

A completare il quadro, regia ed effetti speciali fanno davvero la loro figura, e smentiscono qualsiasi paura potessimo avere in merito alla serie prima dell’uscita. Le incongruenze con il materiale di partenza sono presenti e forse per alcuni saranno insormontabili, ma allo stesso tempo non fanno perdere punti ad un prodotto che se fosse giudicato come solo fantasy avrebbe sicuramente più elogi che critiche. Ora non resta che attendere la settimana prossima per la conclusione della prima stagione di questa nuova, ma anche conosciuta, storia fantasy.


Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere è disponibile con 7 episodi su Amazon Prime Video. Venerdì 14 ottobre verrà rilasciato il season finale della prima stagione.

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