A 5 anni dall’uscita su Xbox One e PC del videogioco dei fratelli Chad e Jared Moldenhauer di StudioMDHR, Cuphead sbarca su Netflix con l’attesissima serie animata La serie di Cuphead! (The Cuphead Show). La serie, prodotta dagli stessi fratelli Moldenhauer in collaborazione con King Features Syndicate e Netflix, è composta da 12 episodi dalla durata di circa 15 minuti ispirati, come il videogioco omonimo, allo stile dei cartoni animati americani degli anni ’30, in particolare ai lavori dei fratelli Max e Dave Fleischer e alcuni di Walt Disney e Ub Iwerks, di cui riprendono in parte anche la struttura narrativa. Ma la lunga attesa dei fan di Cuphead sarà stata ripagata? Scopriamolo insieme.

Tratta dal videogioco premiato che ha conquistato il pubblico e la critica con il suo irresistibile stile di animazione rétro, La serie di Cuphead! segue le comiche disavventure dell’impulsivo combinaguai Cuphead e di suo fratello Mugman, più cauto ma facilmente influenzabile. Alla ricerca di avventura e divertimento, i due abitanti della surreale Isola Calamaio finiscono sempre nei pasticci, ma sono pronti ad aiutarsi in ogni situazione. Un giorno, entrati nel luna park di Satanasso Pigliatutto, il Cattivale, Cuphead e Mugman vengono inseguiti dal proprietario dopo che Cuphead perde la sua anima ad un gioco. I due riescono a scappare, ma Satanasso ha intenzione di prendere l’anima di Cuphead, costi quel che costi.

Dal punto di vista narrativo dobbiamo sin da subito fare una precisazione. Sebbene la serie sia ispirata al magnifico run ‘n gun di StudioMDHR, per ovvie ragioni la storia non è strettamente legata a quella presente nel videogioco, ma è stata rielaborata così da risultare più accattivante per un pubblico più ampio. Infatti la serie è dedicata ad un target più ampio, sostanzialmente uno show per tutta la famiglia, in cui però Studio MDHR ha inserito umorismo e gag apprezzabili da un pubblico adulto. Al contrario di quello che la trama che vi abbiamo riportato in precedenza possa far pensare, gli episodi de La serie di Cuphead! si focalizzano principalmente su una narrazione verticale, presentandoci in ogni episodio un’avventura diversa che, oltre ai due protagonisti, coinvolge moltissimi personaggi visti nel videogioco dei fratelli Moldenhauer, come ad esempio Nonno Bricco, Re Dado, Porkrind, Gli Ortaggiosi e Ms. Chalice, alcuni con una presenza ricorrente nel corso della serie, altri limitati ad un solo episodio o ad un semplice, ma spesso brillante, cameo.

Nonostante la verticalità sia predominante, buona parte degli episodi di questa prima stagione della serie sono collegati dal fil rouge che unisce il protagonista, Cuphead, e il cattivo, Satanasso Pigliatutto. È infatti la storyline che vede Satanasso intenzionato a recuperare l’anima della giovane tazzina a fare da trama orizzontale della serie. Vista la struttura presentata dalla serie e, soprattutto, il finale dell’ultimo episodio, è facile intuire come quello de La serie di Cuphead! sia un progetto a lungo termine, ideato per avere almeno altri due blocchi di episodi. La serie non ha infatti un vero e proprio finale, anzi, l’ultimo episodio si conclude con il classico “To be continued…”, chiudendo in parte solo la narrazione dell’episodio.

Come detto in precedenza, la serie riprende lo stile dei cartoni animati americani degli anni ’30, in particolare quello dei lavori dei fratelli Max e Dave Fleischer e alcuni prodotti di Walt Disney e Ub Iwerks, riprendendone non solo lo stile grafico come faceva anche il videogioco originale, ma anche la struttura narrativa, il ritmo e il tipo di comicità. Gli episodi della serie animata infatti presentano una trama risicata che però, grazie ad una resa visiva davvero sbalorditiva, una breve durata e un ritmo travolgente, riescono a tenere incollato lo spettatore dall’inizio alla fine, inducendolo a fare bingewatching. Tutto questo permette allo show di ampliare la platea, creando un prodotto dedicato a tutta la famiglia, che perde sì un po’ della “violenza” verbale presente nel gioco per lasciare il passo a battute e momenti comici godibili da un target di pubblico più basso, senza privarsi però di umorismo e gag più sottili apprezzabili da un pubblico adulto.

Lasciando il comparto narrativo, dobbiamo senza dubbio concentrarci sull’altro aspetto fondamentale de La serie di Cuphead!, forse il più importante, ovvero il comparto visivo. Questo è l’aspetto che ha reso iconico sin dal suo primissimo trailer il videogioco di Studio MDHR, quello stile grafico anni ’30 in 2D realizzato a mano che è stata la caratteristica predominante del gioco. La serie fa un’operazione analoga, miscelando però passato e presente, presentandoci una serie in stile anni ’30 disegnata sì a mano ma non su carta, bensì digitalmente, convertendo inoltre buona parte degli elementi animati dal 2D visto nel gioco al 3D. In questo modo la serie Netflix crea un ottimo connubio tra vecchio e nuovo, mantenendo invariati i tratti caratteristici dei personaggi e realizzando un prodotto dalle animazioni perfettamente al passo con i tempi, vestite però con un look rétro. Questa scelta risulta vincente, in quanto crea un prodotto più appetibile ad un pubblico più giovane non sacrificando però l’aspetto che senza alcun dubbio ha reso riconoscibile il videogioco. Perfettamente amalgamate allo stile grafico sono anche le musiche della colonna sonora, che riprendono le sonorità jazz già presenti nella soundtrack del videogioco.

Prima di avviarci verso la conclusione, è necessario parlare di un elemento molto importante quando si parla di prodotti comici che, molto spesso, fanno leva su giochi di parole per creare il proprio intreccio umoristico, ovvero l’adattamento e il doppiaggio. Il lavoro fatto dal team italiano che ha curato l’adattamento e il doppiaggio della serie per Netflix è davvero egregio. Non è mai facile localizzare un prodotto del genere poiché non è possibile fare una traduzione uno ad uno di ogni singola battuta, perché il più delle volte risulterebbe senza senso e poco divertente, ma in questo caso la missione è compiuta. Le battute nel 90% dei casi funzionano perfettamente e il cast vocale scelto è di tutto rispetto. Nonostante abbiamo apprezzato moltissimo il lavoro di adattamento e doppiaggio in lunga italiana, ci sentiamo di consigliare la visione in lingua originale sottotitolata, così da poter godere della serie e delle sue battute così come sono state pensate originariamente.

In conclusione, La serie di Cuphead! è un prodotto a dir poco sorprendente che potrà rallegrare le serate divertenti e spensierate a tutta la famiglia, che voi siate o meno giocatori del videogioco nato dalla brillante mente dei fratelli Moldenhauer. Ma non solo, la serie è anche un prodotto dallo spiccato gusto artistico, che riesce a portare nel 2022 una serie animata in stile anni ’30 fendendola però perfettamente al passo con i tempi. La narrazione, prevalentemente verticale, rende ogni episodio unico e godibile a se stante, permettendo allo spettatore massima libertà di visione (fatta eccezione fondamentalmente per 2 episodi) e, soprattutto, facendo si che non risulti pesante vedere più volte gli episodi, anche grazie alla breve durata. La serie non disdegna però anche una narrazione orizzontale che, sottotraccia, lega alcuni eventi e che proseguirà nelle prossime stagioni. StudioMDHR, King Features Syndicate e Netflix hanno fatto di tutto per adattare un prodotto che, seppur noto, resta di nicchia, alla platea più ampia possibile, creando quello che a tutti gli effetti potrebbe diventare in breve tempo un must watch della piattaforma di streaming.


La serie di Cuphead! è ora disponibile su Netflix. Di seguito il trailer ufficiale della serie animata:

RASSEGNA PANORAMICA
La Serie di Cuphead!
9
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Classe '93, di professione illustratore e graphic designer. Sin da piccolo appassionato di fumetti, serie tv, cinema e videogiochi, passioni che con il tempo mi hanno portato a voler condividere le mie opinioni con gli altri e mettere in piedi questo progetto. Dal 2016 fondatore e caporedattore di RedCapes.it

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