Maggie Gyllenhaal porta sul grande schermo il lato femminile dell’oscura storia di Frankenstein con La Sposa! pellicola liberamente ispirata al film La moglie di Frankenstein di James Whale del 1935, a sua volta tratto dal celebre romanzo di Mary Shelley Frankenstein. Nel cast Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal e Penelope Cruz. Il film è in sala da oggi 5 Marzo con Warner Bros. Italia.
Un solitario Frankenstein si reca nella Chicago degli anni Trenta per chiedere alla pionieristica scienziata Dr. Euphronious di creare per lui una compagna. I due riportano in vita una giovane donna assassinata, e così nasce La Sposa!. Ma ciò che segue va ben oltre ogni aspettativa: omicidi! Possessioni! Un movimento culturale selvaggio e radicale! E due amanti fuorilegge uniti in una storia d’amore esplosiva e incontrollabile!
Maggie Gyllenhaal con La Sposa! ha deciso di sperimentare e mescolare all’interno di una sola pellicola diversi generi e sottogeneri che popolano il cinema. Senz’altro la storia d’amore è presente, con un Frankenstein solitario che cerca una compagna come lui che possa riempire la sua vita e porre fine a questa sensazione di malessere. Non solo, il film inserisce anche il thriller, l’horror, il fantascientifico, il poliziesco e il drammatico. Il tutto mantenendo un equilibrio che non va mai verso l’esagerazione, ma riesce a mantenere la stessa attenzione e cura in ogni genere affrontato, esplorando anche le capacità interpretative degli attori, che si dimostrano flessibili e capaci di reggere un cambio di registro anche repentino. In questo senso anche la scrittura, sempre a cura della Gyllenhaal, dimostra una coerenza e una linearità anche nel momento in cui i fatti che accadono sullo schermo potrebbero sembrare confusionari.
La Sposa! si apre con un’inquietante Jesse Buckley nei panni di Mary Shelley, una presenza eterea e oscura che si muove nell’ombra, nel mondo dei morti, in bianco e nero, e che rivendica la rabbia e il desiderio di vendetta di coloro che abitano l’aldilà. L’illuminazione di queste scene rende perfettamente l’idea di claustrofobia di una tomba, con un filo di luce ad illuminare il volto di Buckley/Shelley, mentre la possessione ha inizio. Questa pellicola parla di morte e di fantasmi, di una linea sottile che attraversa il mondo dei vivi e quello di coloro che la vita l’hanno persa, soprattutto se l’hanno persa per mano di uomini violenti. Il velo si rompe, i due universi collidono e da qui esplode una storia unica e piena di pathos, che si muove tra gli orrori, il sangue, gli omicidi e inseguimenti senza sosta, di due individui che la popolazione considera mostri, ma che a loro insaputa creeranno un movimento senza precedenti.
La regista fornisce a La Sposa! un taglio decisamente femminista, in un’epoca così lontana temporalmente da noi come gli anni trenta ma che, tristemente dimostra che ancora il 2026 non ha portato alcun cambiamento significativo quando si parla di femminile, di violenza e di diritti. La storia parte da un atto decisamente brutale, dove il destino di Ida AKA la sposa viene deciso da altri, viene riscritto il suo passato e, in qualche modo, anche il suo futuro. La donna cerca di combattere questa condizione, mentre lotta anche contro gli uomini della sua vita che pretendono di decidere per lei e per le altre donne, picchiandole e violentandole e zittendole in maniera brutale. Una storia che risulta più che necessaria oggigiorno, dove le donne hanno il dovere e non solo il diritto di creare una rivoluzione contro quegli uomini che in maniera costante le schiacciano nella vita. “I would prefer not to”, in questa frase sta la forza della sposa che decide di dire di no, di non accontentare gli altri, di ribellarsi.
Sono numerose le citazioni cinematografiche presenti nel film, il cinema è un elemento fondamentale in La Sposa!, dove vediamo Frankenstein follemente innamorato del grande schermo, del ballo, della musica, delle emozioni e dei sogni che la settima arte può scatenare nell’uomo. La sensibilità del mostro emerge in quest’amore per l’arte e anche la musica, la danza e il canto diventano estremamente fondamentali, tanto che a tratti la pellicola può sembrare un musical, dove i personaggi si muovono in interpretazioni canore e coreografie articolate, esaltate dai movimenti di camera sinuosi e da un montaggio dinamico e ritmato che fa in modo che lo spettatore non riesca a togliere lo sguardo dallo schermo.
L’estetica de La Sposa! ha un qualcosa di assolutamente affascinante, che porta con sé numerosi riferimenti sia alla cultura che alla costruzione scenica degli anni trenta, con il bianco e nero che ogni tanto prevarica sul colore, in un vintage ricco di dettagli che affascina lo spettatore, sia per quanto riguarda i costumi, sia per la scenografia e le ambientazioni. La palette di colori usata da Maggie Gyllenhaal verte su colori scuri, cupi, che si muovono tra il nero e il grigio, dove nemmeno il sangue possiede il tipico colore rosso, ma si confonde con il nero, quasi a sembrare qualcosa di davvero tetro. Il mondo intero sembra triste e spento, avvolto dal buio e dalla notte, nei vicoli delle città in cui la morale si perde e la violenza prende il sopravvento.
La Sposa! è un film con cui Maggie Gyllenhaal ha potuto sperimentare e viaggiare attraverso diversi generi e sottogeneri, servendosi anche di un cast capace e che dimostra una chimica pazzesca, il tutto immerso in ambientazioni dettagliate e affascinanti, che si rifanno all’estetica anni trenta e punk, dai colori scuri e cupi, dove il nero prevale su ogni cosa. Un messaggio assolutamente femminista e di autodeterminazione sottende alla narrazione, dove dal singolo nasce una rivoluzione senza precedenti, attraverso anche la musica e il ballo che, insieme ai movimenti di camera, donano ritmo e dinamicità alla storia.
La Sposa!, il nuovo film di Maggie Gyllenhaal con Jessie Buckley, Christian Bale, Peter Sarsgaard, Annette Bening, Jake Gyllenhaal e Penelope Cruz è da oggi 5 Marzo in sala con Warner Bros. Italia. Ecco il trailer italiano:














